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Caldo, quando finirà? La tendenza fino a settembre 2026

Estate estrema tra notti tropicali, incendi sulle Alpi e siccità: i modelli matematici provano a dirci quando arriverà il refrigerio e che cosa aspettarci nei primi giorni di settembre.

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Linee di tendenza sino a Settembre, ma attenzione, non sono previsioni meteo puntuali, ma una visione d’insieme di quello che potrebbe accadere

Insomma, proviamo a chiudere il cerchio su quelle che sono le condizioni atmosferiche di questi giorni e su quelle previste per la settimana. Soprattutto, vorrei dare una puntatina anche verso il fine mese e l’inizio di settembre. Direte: stiamo sconfinando in una previsione a lunghissimo termine. Sì, ma non sono previsioni puntuali: queste sono esclusivamente linee di tendenza sul lungo termine, che andranno poi rimodellate, ovviamente. Tutto questo rigorosamente mediato dai modelli matematici di previsione. In sostanza, che cosa vuol dire? Che non mi sto inventando nulla, ma sto consultando i modelli matematici di previsione più qualificati per fornire queste indicazioni, e per capire soprattutto un aspetto: se al rientro dalle vacanze di buona parte degli italiani si avrà a che fare con il grande caldo. Quel caldo che attanaglia e disturba praticamente tutti, perché siamo tutti soggetti a situazioni atmosferiche che creano un enorme fastidio: è inutile sostenere il contrario.

Notti tropicali ma c’è chi nega l’evidenza

C’è poi il capitolo di chi nega il Riscaldamento Globale, di chi addirittura sottostima, o vuole sottostimare, le temperature che si stanno registrando soprattutto nelle ore notturne. E questo è veramente scandaloso, cioè è disinformazione, soprattutto se viene svolta da chi è qualificato per farlo. Durante le ore notturne moltissime località stanno vivendo notti super tropicali. Parliamo dell’Italia, perché se poi dovessimo spostarci in Francia le cose vanno anche molto, molto peggio: in Francia c’è un vero disastro climatico.

Quest’estate in Italia il disastro climatico è più limitato. Si potrebbe però definire una situazione veramente molto estrema per le regioni del Nord Italia, dove tra le altre cose scoppiano incendi proprio in quelle aree in cui dovrebbe piovere abbondantemente durante la stagione estiva.

Incendi dove la pioggia dovrebbe abbondare

Fa specie, ad esempio, una serie di roghi che si è verificata nella provincia di Lecco, sui monti: un’area dove la media annuale di piogge è superiore ai 2500 millimetri. Oppure sulle Alpi Carniche, dove le medie annuali raggiungono i 3500 millimetri all’anno, e dove in questo momento sono attivi grossi incendi. Ma i roghi si registrano in tutto l’Arco Alpino, che è estremamente boscoso.

Bisogna dire, con una vegetazione del sottobosco ingiallita, perché mancano le precipitazioni estive. Stiamo saltando la stagione delle piogge. Avevamo già saltato la stagione della neve durante l’inverno, ora tocca appunto alle piogge, e questo non è mica poco. Ed è su questo contesto, che possiamo chiamare background climatico estremo, che dobbiamo affrontare il meteo delle prossime settimane: capire se ci sarà questo refrigerio, quando arriverà e soprattutto di che entità sarà. Su questo ci facciamo aiutare da modelli matematici specifici.

I prossimi 15 giorni visti dai due modelli

Siamo andati subito a vedere che cosa succederà nell’arco dei prossimi 15 giorni. Anzi, ci sarebbe una modesta riduzione delle temperature per le regioni del Nord Italia, sembrerebbe, soprattutto secondo il modello matematico americano, con un contenimento globale delle ondate di calore. Il modello matematico europeo (ECMWF) è meno propenso a vedere questo raffrescamento, bisogna dire anche questo: sostanzialmente il centro europeo vede bolle d’aria calda provenienti dal Nord Africa che continuano a invadere le regioni mediterranee, ma che si espandono, tra le altre cose, anche verso l’Europa centrale e orientale. Stavolta proprio verso l’Europa orientale, che è stata risparmiata dal grande caldo estivo: altro elemento da tenere d’occhio, perché potrebbe avere ripercussioni a lunghissimo termine.

Va detto che verso la fine del mese sembrerebbe possibile un refrigerio, ma attenzione: abbiamo riscontrato che questi refrigeri, cioè queste riduzioni della temperatura, questo addolcimento del caldo estivo, vengono sempre più rimandati nel tempo. In poche parole, vengono smentiti dai modelli matematici. Ora, che cosa posso pensare io, che ho un po’ di esperienza in materia? Che quando i modelli tendono a smentire o a rinviare una situazione di grande refrigerio, significa che prevale il caldo. Teoricamente c’è una via di mezzo, cioè quella di un contenimento dei picchi massimi di temperatura, tra le altre cose anche per ragioni astronomiche, perché ci stiamo avviando verso la stagione autunnale.

Settembre 2026, un mese ancora estivo

Tenete conto che il 1 settembre inizia l’autunno meteorologico. L’autunno meteorologico ha una sua importanza a livello statistico e a livello meteorologico, ma non ne ha alcuna per altri aspetti. Ecco perché quello astronomico lo avremo tre settimane più avanti. Settembre 2026, secondo il modello matematico europeo, sarà un mese estivo: avremo però delle precipitazioni sparse. Queste saranno alimentate dall’umidità molto elevata e dalle temperature altissime del Mar Mediterraneo, perché cominceranno a sbocciare aree temporalesche marittime, specialmente nelle ore notturne.

E con la fisica di queste celle temporalesche, che si sviluppano durante la notte e poi al mattino si esauriscono, nelle prime ore del giorno possono essere colpite le zone costiere e anche le Isole: sono quindi esposte tutte le aree rivierasche. Di pomeriggio, invece, questa instabilità atmosferica derivante da microimpulsi di aria umida e meno calda potrà dare origine a temporali sul resto d’Italia, anche sul Sud Italia, in Sicilia e in Sardegna.

La Sardegna diventata tropicale

Tra le altre cose, la Sardegna è più o meno diventata le Alpi d’Italia in quest’ultimo periodo, perché ha visto temporali pomeridiani più o meno tutti i giorni nelle ultime due o tre settimane, sempre nelle zone interne, ovviamente. Ma alla fin fine l’isola convive con picchi massimi costanti che in alcune località superano i 40°C, con tantissimi centri sui 38°C. Alla fine dei conti, c’è una situazione estremamente tropicale.

Giungiamo però a capire che cosa potrebbe succedere nei primi giorni di settembre, come linea di tendenza: non consideratela una previsione, perché non può esserci una previsione così a lungo termine. Si vede, il 1 settembre, ancora il caldo, però decisamente attenuato rispetto a oggi su tutta l’Italia. Decisamente attenuato: quindi una sorta di stagione estiva piacevole. Ecco perché settembre viene definito estivo, perché sarebbe un periodo dal clima molto più gradevole, alleggerito dagli eccessi di temperatura estrema.

Questa linea di tendenza è estremamente interessante, soprattutto se non venisse poi colpita da sbuffi di aria incandescente dal Nord Africa, cosa molto probabile, perché abbiamo avuto in questi mesi un’anomalia eccessiva, pronta a espandersi verso nord. Allo stesso tempo, però, prenderà forza la corrente oceanica, anche se abbiamo imparato dallo scorso anno che ha avuto scarsa rilevanza, soprattutto in settembre: in quel mese hanno pesato di più i fenomeni associati ai temporali di origine mediterranea. Quindi le precipitazioni che avremo saranno soprattutto di matrice mediterranea, in un contesto di temperature superiori alla media, caldo dunque, quindi estivo. Però quel caldo estivo tutto sommato nella norma, che tende a essere abbastanza piacevole, anche se poi risulta un po’ estenuante, perché comunque sia non fa parte di quel tempo che solitamente dovrebbe esserci a settembre.

Il Nord Italia e il brusco cambio di ottobre

Tra le altre cose, c’è una parte d’Italia che è molto svantaggiata, ed è il Nord Italia, che in ottobre vive solitamente un cambiamento meteo repentino. Che cosa succede? Che si passa da condizioni meteorologiche estremamente miti, improvvisamente, in pochi giorni, in una settimana, a un crollo delle temperature. E fa freddo, sostanzialmente, o meglio si percepisce una situazione di freddo: i termosifoni vengono accesi intorno al 15 ottobre, pensate un po’. Si parla quindi di una situazione intermedia dalla brevissima durata, e questo influisce molto sulle abitudini, sull’utilizzo di un abbigliamento che, tra le altre cose, può essere definito autunnale, perché il freddo tende rapidamente a prendere il sopravvento. Che poi, comunque, negli ultimi anni non è un vero e proprio freddo: possiamo definirlo fresco. Ma noi siamo ormai abituati ad avere temperature altissime, quindi la percezione conta molto di più dei termometri, alterando anche le nostre consuetudini.

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