Eclissi, la Sardegna sfiora il 99%: Italia col naso all'insù
Al tramonto la Luna ha morso il Sole su mezza Europa: totalità in Spagna e Islanda, in Italia oscuramenti oltre il 90% nelle regioni del Nord-Ovest.
C’è chi ha aspettato ventisette anni. Il 12 agosto milioni di persone, in Italia, hanno puntato lo sguardo verso l’eclissi, e nella Sardegna nord occidentale l’oscuramento ha raggiunto quasi il 99% del disco solare. La fotografia che vediamo lo dimostra: è stata realizzata con un filtro apposito, capace di eliminare la brillantezza del Sole e di mostrare il solo disco solare, quella falce sottilissima che a occhio nudo, senza protezione, non si sarebbe mai potuta cogliere. Nemmeno con una foto senza filtro.
Un dettaglio tecnico che vale la pena spiegare al volo. Il filtro solare abbatte la radiazione di un fattore enorme, dell’ordine delle centomila volte, e lascia passare soltanto ciò che serve. Senza, l’immagine sarebbe un lampo bianco. Con, si vede la geometria pura dell’allineamento: Sole, Luna, Terra su una stessa linea, come capita di rado.
Milano, il Monte Stella preso d’assalto
A Milano la faccenda si è complicata prima ancora di cominciare, tra gli ingorghi stradali, l’impossibilità di parcheggiare l’auto, la folla che rendeva quasi impossibile trovare spazio. E poi il caldo. Massacrante, tropicale.
Da Torino a Napoli, il Paese con il naso all’insù
A Torino il fenomeno è iniziato poco dopo le 19:30 e i curiosi si sono divisi tra il Monte dei Cappuccini e la stazione Sassi-Superga. Delusione sul finale, però: nuvole dense hanno coperto proprio il momento di massimo oscuramento. Capita, e capita spesso, che una velatura in quota decida l’esito di mesi di attesa.
La Liguria avevai monti a suo svantaggio. A Genova la copertura ha sfiorato il 94%, valori analoghi tra Imperia, Savona e soprattutto Ventimiglia, dove si è arrivati al 94,84%. Ma in tanti non hanno visto niente per nubi e valutazione non corretta del punto di osservazione.
A Roma copertura intorno al 70%, con massimo alle 20:11 e tramonto tre minuti più tardi; a Firenze un Sole ridotto a falce ma appoggiato praticamente sull’orizzonte; a Napoli poco meno della metà del disco, con decine di appassionati a presidiare le strade di Posillipo.
Il vero angolo fortunato, come anticipato nell’analisi sul punto migliore d’Italia, è rimasto l’estremo nord-ovest sardo. Tra Alghero, Capo Caccia e Stintino il Sole è tramontato in mare mentre la Luna se lo stava ancora mangiando, da qui la foto che vi presentiamo. Percentuale da record nazionale, luce ambrata, ombre sfrangiate sul selciato. Un silenzio assoluto, uno spettacolo che valeva la pena vedere.
La Spagna si è fermata
Oltre i Pirenei la musica era un’altra. La fascia di totalità ha attraversato la Spagna da ovest a est, da A Coruña fino a Palma di Maiorca, toccando Oviedo, León, Bilbao, Saragozza e Valencia. Prima volta sulla penisola iberica dal 1905: più di un secolo di attesa, e si è visto.
Il Paese si è letteralmente fermato. A Palma di Maiorca l’area di osservazione allestita in spiaggia poteva accogliere fino a 75.000 persone, con polizia e Croce Rossa mobilitate per gestire l’afflusso. Il ministero competente e la fondazione Once hanno distribuito gratuitamente due milioni di lenti omologate, mentre la Guardia Civil sequestrava migliaia di occhiali privi di certificazione ISO. Non è pignoleria burocratica: la retina non ha recettori del dolore, il danno arriva in silenzio e non si torna indietro.
Islanda, le nubi hanno vinto
In Islanda si temeva molto la copertura nuvolosa. Purtroppo i timori erano fondati. Nubi basse hanno oscurato la vista dell’eclissi totale di Sole in buona parte dell’isola, compresa la penisola di Snæfellsnes, dove chi era appostato in riva al mare ha visto arrivare il buio come un muro, senza poter distinguere la corona solare. Gli uccelli marini hanno smesso di chiamarsi, il vento si è alzato di colpo, le luci del porto si sono accese. Due minuti scarsi, poi tutto è tornato come prima.
Statistiche alla mano, l’agguato era prevedibile: in agosto, alle latitudini islandesi, la probabilità di cielo sereno o poco nuvoloso nel tardo pomeriggio non arriva a una su quattro. Beffa nella beffa, per Reykjavík era la prima totalità da quasi seicento anni e l’ultima del secolo. La prossima, da quelle parti, nel 2196.
Fra un anno si replica, e le camere sono già introvabili
La prossima eclissi totale è fissata per il 2 agosto 2027, di nuovo in Spagna, stavolta lungo la fascia meridionale del Paese prima del salto verso il Nord Africa e la Penisola Araba. Nel punto migliore, dalle parti di Luxor, la totalità durerà oltre sei minuti: una durata quasi al limite di ciò che la meccanica celeste consente.
Risultato? Le prenotazioni di hotel e case nella zona della totalità sono pressoché impossibili fin da ora. I viaggi organizzati risultano al completo, le liste d’attesa si allungano, i prezzi seguono la solita curva. Del resto già per l’evento appena archiviato le tariffe alberghiere spagnole erano cresciute in media del 15,8%, con un indotto turistico stimato attorno ai 342 milioni di euro.
Un consiglio vale per il 2027, valeva per il 1999, come ricorda il racconto dell’eclissi totale di quell’11 agosto, e varrà sempre. Si sceglie il posto, si studiano le carte, si parte. Chi volesse rinfrescare la differenza tra i vari tipi di oscuramento può rileggere la scheda su eclissi totale e anulare, mentre le percentuali città per città erano state calcolate mesi fa nell’analisi sull’oscuramento nelle località italiane.
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