Eclissi Totale di Sole del 12 agosto 2026: in Italia il punto migliore
Il 12 agosto la Luna oscurerà quasi del tutto il Sole sopra il Nord Italia e la Sardegna, ma la totalità vera toccherà solo una parte della Spagna comprese le Baleari. Attenzione, in Italia si arriverà sino al 98%.
Segnatevi la data è ormai vicinissima. Verso sera, il 12 agosto 2026, la Luna scivolerà davanti al Sole e porterà in Europa qualcosa che mancava da vent’anni: un’eclissi totale di sole. Non sarà visibile dappertutto, però. L’Italia sarà abbastanza in prima file, infatti resterà appena fuori dalla fascia di eclissi totale.
Sole, Luna e Terra si mettono in fila, il nostro satellite proietta un cono d’ombra e il giorno diventa notte di una sottile area. Un allineamento perfetto, questione di pochi chilometri. Sposti la fascia di qualche decina di chilometri e lo spettacolo cambia faccia del tutto. L’eclissi diventa parziale, come succederà in Italia, anche se in alcune località italiane avremo il 98% di oscuramento del sole.
Un appuntamento che il continente rincorreva dal 20 marzo 2015
L’ultima volta che l’Europa continentale aveva visto il disco solare sparire del tutto era il 20 marzo 2015. Da allora, solo eventi marginali.
Stavolta la fascia di totalità – quella striscia stretta dove la notte arriva in pieno giorno – partirà dall’estremità orientale dell’Islanda, passerà in Oceano Atlantico, taglierà la Spagna settentrionale e le isole Baleari, poi si spegnerà nel Mediterraneo a ovest della Sardegna.
La durata, niente di eccezionale a dire il vero: circa un minuto a Reykjavik, fino a due minuti scarsi nella zona di Palma di Maiorca. Sembra niente. Eppure, per chi c’è ha vissuto eventi simili giura che quei secondi valgano un viaggio intero verso il luogo epicentro del buio.
L’Italia, un buio mancato per un soffio
Da noi, quindi niente totalità. L’eclissi, comunque, ma parziale: il Sole sarà coperto in parte, mai del tutto, ma attenzione, sarà coperto tantissimo.
L’area di maggiore visibilità del fenomeno sarà il Nord-Ovest d’Italia e alla Sardegna nordoccidentale.
Nel Parco Nazionale dell’Asinara si arriverà a sfiorare il 97,6% del disco oscurato; sulla terraferma il primato spetta alla zona di Ventimiglia, con circa il 94,9%. Genova si vedrà coperto quasi il 94% del Sole intorno alle 20:22. Scendendo lungo lo Stivalea Roma si resta attorno al 69%, a Napoli sul 46%, mentre nel Salento ci si ferma a un modesto 20%.
C’è un però, e non da poco. Il fenomeno capiterà con il Sole bassissimo, a un passo dal tramonto – appena due o tre gradi sopra l’orizzonte al Nord -. Servirà una visuale sgombra verso ovest, meglio ancora se aperta sul mare. Il Nord Ovest rischia di non vederlo per la presenza delle Alpi, quindi ci si deve allontanare, ma, man mano che si andrà verso est, meno il disco solare sarà oscurato. E poi che una incognita. Quell’ora è tra le più frequentate dalle nubi ad evoluzione diurna in Val Padana.
Comunque, attenzione a non farvi ingannare dalle percentuali: un’eclissi al 95% resta un’altra cosa rispetto alla totalità vera. La corona solare, l’anello di diamante, quel brivido di buio improvviso? Si vedono soltanto dentro la fascia d’ombra piena. Quindi, la Spagna resta il luogo ideale.
Una raccomandazione, prima di tutto: mai guardare il Sole a occhio nudo, nemmeno quando è quasi coperto. Servono filtri certificati secondo la norma ISO 12312-2, gli occhiali appositi da eclissi, oppure metodi di proiezione indiretta. Gli occhiali da sole normali non bastano, e nemmeno i vecchi trucchi casalinghi. La retina non perdona, e i danni sono irreversibili.
L’ESA, l’agenzia spaziale europea, ha già in campo missioni come Solar Orbiter e Proba-3 dedicate proprio allo studio del Sole, e per l’occasione ha preparato un programma di iniziative aperte al pubblico. Ci sarà spazio anche per la cosiddetta citizen science: osservazioni raccolte dai cittadini comuni, migliaia di piccoli dati che, messi insieme, hanno un peso reale. Insomma, guardare il cielo e dare una mano alla scienza, tutto nello stesso pomeriggio.
La Spagna, la vera terra promessa di questa eclissi
Chi vuole l’esperienza completa deve mettersi in viaggio. E la meta, quasi obbligata, è la Spagna. Ma attenzione, in molti paesini, anche sconosciuti, non si trova alloggio, e i prezzi sono lievitati a livelli di Costa Smeralda.
Per gli spagnoli, tra l’altro, è un ritorno atteso da oltre un secolo: l’ultima eclissi totale sul loro cielo risale addirittura al 1905. La fascia d’ombra entrerà dalle Asturie, nel Nord-Ovest, sfiorerà a est Madrid e scenderà fino alla costa mediterranea, dalle parti di Valencia, prima di tuffarsi verso le Baleari. Città come Saragozza, Valladolid, Burgos, Teruel, Tarragona e la stessa Palma finiranno tutte sotto il cono giusto.
Perché scegliere proprio la Spagna e non l’Islanda? Semplice: il meteo. In terra islandese, negli ultimi venticinque anni, tre 12 agosto su quattro sono stati nuvolosi, un rischio che pochi appassionati se la sentono di correre.
In Spagna, invece, il cielo tende a restare sereno, e la zona di Saragozza vanta la percentuale di nuvole più bassa, intorno al 20%. Un dettaglio da non sottovalutare: anche qui il Sole sarà basso, circa cinque gradi sopra l’orizzonte ovest, con la totalità attorno alle 20:30 e occhio, ci sono i monti vicini. Insomma, è necessario spostarsi il più distante da palazzi e colline. Il sole sarà molto basso, e l’orizzonte deve essere libero, e via. Chi ha già prenotato lo sa bene, e infatti gli alberghi lungo la fascia segnano il tutto esaurito.
Tuttavia, in Sardegna, zone come Stintino, Capo Caccia, l’estremo Nord Ovest vedranno il sole tramontare in mare, e direi che saranno le aree più fortunate per l’evento storico.
E poi c’è il 2027, l’eclissi che capita una volta nella vita
Se il 2026 vi lascerà l’amaro in bocca, pazientate un anno. Il 2 agosto 2027 il cielo rimedierà alla grande. Quella sì che sarà una totalità da manuale: fino a 6 minuti e 23 secondi di buio pieno nel punto migliore, vicino a Luxor, in Egitto. Una durata quasi al limite di quanto la natura consenta, per rivederne una così lunga toccherà aspettare addirittura il 2114. La fascia totale attraverserà la Spagna meridionale (ancora una volta da queste parti), da Siviglia a Gibilterra, poi il Nord Africa e la Penisola Araba.
L’Italia, di nuovo, resterà ai margini. Stavolta però ci va molto più vicino. Le coste della Sicilia meridionale – Ragusa, Noto – toccheranno coperture altissime, e al largo di Lampedusa, in pieno mare aperto, la totalità sarà addirittura completa, verso le 11:15. In quei minuti la luce si spegne per davvero, gli uccelli tacciono, la temperatura scivola giù anche di 5°C
Due estati, due eclissi in un pezzetto d’Europa che torna protagonista del cielo non sono eventi che succedono di frequente. Possiamo solo suggerire di organizzarsi e mi raccomando, usate gli occhiali.
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