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      Home » Refrigerio a metà: 39°C in Sardegna mentre l’Adriatico respira, poi torna il caldo record
      A La notizia del giornoA Scelta dalla RedazioneCambiamento climatico

      Refrigerio a metà: 39°C in Sardegna mentre l’Adriatico respira, poi torna il caldo record

      Il calo termico ha premiato soprattutto le regioni adriatiche, mentre Sardegna e Sicilia restano nella morsa: tra sabato e domenica un fronte instabile attraversa l'Italia, poi i modelli matematici indicano una nuova ondata di calore potenzialmente eccezionale.

      Andrea Meloni
      Andrea Meloni
      Pubblicato: 24/07/2026
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      8 Min Lettura
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      Contents
      • Dove il fresco si sente davvero
      • Sardegna e Sicilia, dove il caldo non ha mollato
        • Sabato gli effetti del fronte di instabilità atmosferica
        • La prossima settimana torna il caldo, forse da record
        • L’estate ha cambiato le nostre abitudini

      C’è una buona notizia da dare per quanto riguarda il tempo che fa in Italia: è finalmente arrivato il refrigerio, quello atteso, quello che abbiamo aspettato in maniera estenuante per settimane durante questo mese di luglio. Tuttavia non tutta l’Italia ne sta usufruendo allo stesso modo. Ci sono località dove il vento di terra incrementa sensibilmente le temperature, e questo succede più frequentemente sulle regioni tirreniche, dove spesso vengono superate le soglie dei 30°C.

       

      Dove il fresco si sente davvero

      Lungo l’Adriatico, invece, la temperatura si mantiene mediamente sotto i 30°C e in diverse zone vediamo valori attorno ai 26 e 27°C, quindi anche inferiori rispetto alla media. Situazione analoga in Calabria, un po’ in tutta la regione: fa abbastanza fresco rispetto alle temperature smisurate che si registravano nei giorni scorsi, dopo settimane in cui la canicola non aveva mai mollato la presa.

      Ma il fresco, come ho detto, non raggiunge tutta l’Italia, e non c’è soltanto la componente del vento di terra a fare la differenza. In Sardegna, ad esempio, l’aria fresca arriva molto più attenuata rispetto alle regioni adriatiche, anche se i settori orientali e quelli settentrionali verso la costa stanno usufruendo di un sollievo con temperature dell’ordine dei 30 e 32°C, comunque ben superiori a quelle del versante adriatico. Vale lo stesso discorso per la Sicilia.

       

      Sardegna e Sicilia, dove il caldo non ha mollato

      Attenzione però, perché in alcune aree interne delle due Isole Maggiori, soprattutto là dove soffiano correnti settentrionali che trasportano per lunghi tratti le masse d’aria, queste ultime si surriscaldano ed ecco che ritroviamo temperature molto elevate. Ancora una volta bisogna dirlo: sono le stesse località che negli scorsi giorni hanno registrato i valori folli, come quelle del nord cagliaritano. Quest’oggi, appena a nord di Cagliari, si sono toccati di nuovo 39°C. Effettivamente non ci sono stati i 40°C, ma comunque ci siamo andati estremamente vicini, in linea con quanto già osservato durante la fase più rovente dell’ondata africana.

      Molte località della Sardegna meridionale hanno toccato temperature di quest’ordine, tra i 37 e i 39°C, e anche alcune del nord ovest dell’isola, zone che vengono piuttosto arroventate dal sole. Considerate poi che l’erba secca genera una condizione favorevole ad assorbire il calore e a rilasciarlo: è il caso delle stazioni meteorologiche del sassarese, che superano anche i 35°C, così come delle zone interne del nord Sardegna, attorno ai 37 e 38°C. Il picco massimo, a quanto pare, in Sicilia è attorno ai 38°C.

      Sono dunque valori abbastanza simili, e non è un caso: queste aree sono sottoposte a condizioni meteorologiche analoghe, con fattori orografici e di surriscaldamento del terreno che favoriscono temperature così elevate. Il tutto, però, sta avvenendo proprio durante quel periodo che abbiamo chiamato di refrigerio. Un refrigerio che, tutto sommato, in queste circostanze non c’è, perché è vero che non ci sono i 47°C, ma 39°C restano sempre una temperatura piuttosto consistente. E noi la stiamo chiamando sollievo.

       

      Sabato gli effetti del fronte di instabilità atmosferica

      Bisogna dire che ci sarà una condizione meteorologica che vedrà forse addirittura un aumento della temperatura verso sabato, perché precederà l’arrivo di quel fronte turbato. Ora, definirlo veramente perturbazione mi viene quasi difficile, perché si tratta di una linea di instabilità atmosferica: quella che transiterà soprattutto sulle regioni settentrionali italiane e che poi diventerà massa d’aria instabile sulle regioni centrali, in parte sulla Sardegna, fino a raggiungere la Sicilia. Sarà infatti un fronte che si attenua man mano che scende verso sud, a causa del fatto che c’è comunque ancora l’anticiclone africano a fare la guardia.

      Nella giornata di domenica ci potrebbero essere condizioni analoghe a quelle odierne, forse con un lievissimo calo della temperatura anche su queste località così arroventate dal caldo. Ma attenzione: nelle regioni adriatiche è atteso invece un aumento della temperatura.

       

      La prossima settimana torna il caldo, forse da record

      Insomma, finisce questa fase di gradevole refrigerio e ci stiamo avviando, nella settimana prossima, verso una nuova ondata di calore che, in base a quanto si legge dai modelli matematici, sembra essere particolarmente cattiva, con temperature sensibilmente superiori alla media. Addirittura, per le regioni settentrionali italiane, si potrebbero raggiungere valori da record, se non il record vero e proprio: sulla base, continuo a dirlo, di quanto sostengono i modelli matematici, ci potrebbero essere temperature frequentemente superiori ai 40°C in Pianura Padana. È una prospettiva che emerge anche dalle proiezioni per l’inizio di agosto e dalle carte a lungo termine del centro meteo europeo.

      Usiamo però il condizionale, perché la previsione meteorologica a tre, quattro o cinque giorni, in questo caso rispetto ad altre circostanze, risulta essere estremamente poco affidabile. Abbiamo bisogno di ulteriori conferme, anche perché si tratta di una condizione atmosferica eccezionale, mai avvenuta da quando si registrano le temperature: quindi ci dobbiamo andare cauti. Tuttavia possiamo parlarne, perché sono modelli matematici autorevolissimi a indicare che potrebbe fare così tanto caldo, e non a caso il pattern sull’Italia sta cambiando proprio in questa direzione.

       

      L’estate ha cambiato le nostre abitudini

      Purtroppo l’estate continua a essere un vero e proprio periodo non favorevole per la nostra quotidianità, per le nostre abitudini, perché fa troppo caldo. Adeguarsi a questa nuova condizione atmosferica non è molto semplice, perché per buona parte della giornata molti di noi devono trascorrerla all’ombra oppure in ambienti climatizzati. E tra le altre cose anche fare del moto, come andrebbe fatto un po’ da tutti noi nell’arco della giornata, diventa piuttosto difficile ed è limitato a poche ore.

      Per quanto riguarda le regioni padane, ad esempio, le attività sportive si possono svolgere idealmente solo nel primissimo mattino, prima del sorgere del sole o appena il sole è sorto, magari all’ombra. Perché, come sapete, la sera è estremamente calda e la differenza di temperatura rispetto al picco massimo, già alle 22 e alle 23 di sera, è abbastanza limitata durante la stagione estiva. Altrove, invece, le temperature sono decisamente inferiori rispetto al picco massimo, ma purtroppo si sta andando ad incrementare, come succede ormai ogni anno con le temperature del mare molto elevate, il tasso di umidità: la sera diventa così molto pesante per l’afa e per la sensazione termica. Un tema che ricorrerà anche nei prossimi giorni di assalto anticiclonico.

      Questa è la nuova estate, e forse sarà l’estate che vivremo anche nei prossimi anni.

       

      Credit

      • European Centre for Medium-Range Weather Forecasts (ECMWF)
      • Copernicus Climate Change Service
      • World Meteorological Organization
      • NOAA Climate Prediction Center
      • European Severe Storms Laboratory
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