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Flusso Atlantico a manetta sull’Italia: i modelli meteo ECMWF e GFS confermano

Davide Santini di Davide Santini
01 Mag 2026 - 15:00
in A La notizia del giorno, Alla Prima Pagina Meteo, Meteo News
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(METEOGIORNALE.IT) ECMWF e GFS, due autorevolissimi modelli meteo, convergono in maniera chiara su uno scenario particolarmente dinamico per l’inizio di Maggio. Entrambi indicano con crescente convinzione il ritorno di un flusso perturbato di origine atlantica durante la prima decade del mese. Si tratterebbe di una svolta netta rispetto al pattern che ci ha coinvolto negli ultimi periodi.

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Vediamo le date

Il cambiamento dovrebbe prendere forma intorno al 4-5 Maggio, quando una prima saccatura atlantica riuscirebbe a penetrare sul Nord Italia, convogliando masse d’aria molto umida e instabile sulle regioni nord-occidentali. Allo stato attuale dell’arte, Piemonte, Liguria e Lombardia occidentale sarebbero le aree più esposte nella fase iniziale, con piogge diffuse e localmente abbondanti – non violente come intensità, ma piuttosto durature.

 

Successivamente, il sistema perturbato tenderebbe a spostarsi verso est, coinvolgendo progressivamente il Nord-Est e, almeno in parte, alcune regioni del Centro. Toscana e Umbria potrebbero essere interessate da precipitazioni moderate. La Sardegna risulterebbe coinvolta solo nelle zone occidentali.

 

Merita una menzione particolare quello che potrebbe accadere altrove, perché la situazione al Sud risulterà ben diversa: l’alta pressione continuerebbe a esercitare una certa protezione, dal momento che il flusso atlantico non farebbe altro che spingere quest’ultima proprio verso Levante, coinvolgendo appieno le regioni meridionali. Questo contrasto tra Nord e Sud non è affatto anomalo ed è un pattern meteo già studiato e ben documentato dalla scienza.

 

Una fase lunga?

L’ingresso di questa prima perturbazione rappresenterebbe solo l’inizio di un cambiamento più ampio. Nei giorni successivi, l’Atlantico potrebbe tornare protagonista con ulteriori saccature dirette verso il Mediterraneo – una buona notizia in vista del caldo estivo, visto che la prossima stagione si preannuncia rovente e siccitosa, a meno di improvvisi cambi di scena.

 

Le correnti atlantiche favoriscono in linea generale precipitazioni distribuite in modo più equilibrato, con benefici essenziali per l’agricoltura e per il mantenimento delle riserve idriche, inclusi i ghiacciai alpini. È vero che le regioni adriatiche tendono a ricevere maggiori apporti piovosi con correnti nord-orientali, ma fino ad ora hanno avuto molte occasioni di pioggia, mentre le zone occidentali molto meno. Per riequilibrare il tutto, servono quindi piogge un po’ da una parte e un po’ dall’altra.

 

Precipitazioni diffuse sulle regioni centro-settentrionali. La mappa a cura del modello ECMWF HRES, indica le possibili piogge da qui ai prossimi 10 giorni. Come vedere, tantissima pioggia al Nord.

 

Ritorna la neve

Non farà mai freddo per il periodo, ma sulle cime Alpine potrebbe cadere davvero tanta neve. Il limite delle nevicate si attesterebbe intorno ai 2.500 metri di quota, con accumuli di oltre un metro – o anche un metro e mezzo – oltre i 3.000 metri: un’ottima notizia per i ghiacciai, anche perché tra poco inizierà il caldo intenso e con esso la stagione di fusione. Continuate a seguire i nostri aggiornamenti meteo!

 

Tanta neve in arrivo ma solo a quote molto alte, dato che oramai la stagione è avanzata e non farà per niente freddo.

 


Credit:

L’articolo è stato redatto analizzando attentamente i run dei modelli meteo seguenti e rieditati dall’autore: ECMWF, Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE (METEOGIORNALE.IT)

  • ECMWF – European Centre for Medium-Range Weather Forecasts
  • NOAA – National Oceanic and Atmospheric Administration
  • WMO – World Meteorological Organization
  • Copernicus Climate Change Service (C3S)
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Davide Santini

Davide Santini

Davide Santini, laureato magistrale in Fisica. Ha effettuato una tesi triennale con il professor Vincenzo Levizzani sui temporali, sulla loro suddivisione e sui fenomeni più violenti. Ha poi approfondito la tesi magistrale, con il professor Maugeri e il professor Miglietta, analizzando la correlazione tra aumento termico della temperatura estiva e probabilità di promontori di alta pressione di matrice subtropicale. Ha collaborato e collabora tuttora con Nimbus, la rivista di meteorologia italiana. Collabora dal 2018 per diverse testate meteorologiche italiane (5 in totale) e in particolare ha una esperienza quinquennale con il sito web Meteo Giornale. Tratta numerose tematiche, tra le quali previsioni a breve, medio e lungo termine; climatologia; cambiamenti climatici; etica ambientale. È esperto di analisi modellistica, di tendenze a lungo termine e analisi di radiosondaggi e profili termici verticali dell'atmosfera. È inoltre insegnante rinomato, dove prepara gli studenti delle superiori e dell'università, idoneo a trattare concorsi pubblici e privati, con professionalità e impegno.

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