
(METEOGIORNALE.IT) Maggio è da sempre un mese che può riservare condizioni meteo piuttosto particolari. Da un lato le prime fasi di caldo, diventate sempre più frequenti nelle ultime annate; dall’altro le ultime discese fredde e i primi temporali di una certa intensità. In questo articolo andiamo ad analizzare le ultime uscite dei modelli ECMWF e GFS, che provano a delineare una tendenza ben precisa.
Una breve introduzione
Spesso si commette l’errore di considerarlo un semplice mese di transizione, un percorso lineare che ci accompagna dolcemente dalle miti giornate primaverili verso la stabilità dell’estate. La realtà non è mai così semplice, e Maggio è spesso un mese ricchissimo di insidie. Il nostro Paese diventa una zona molto ambita da fenomeni meteo decisamente opposti: nell’arco di pochissimi giorni si può passare repentinamente da un’ondata di calore dal sapore estivo a scenari tempestosi caratterizzati da violente grandinate. Ed è quello che potrebbe accadere anche nel prossimo mese, senza esagerare con gli aggettivi.
Primi giorni molto caldi
Più che tendenze, queste sono previsioni vere e proprie. Da esse emerge una chiara figura protagonista: l’alta pressione. A partire dal 2 Maggio, un vasto promontorio anticiclonico inizierà a distendersi su buona parte dell’Europa centro-occidentale, abbracciando inevitabilmente anche l’Italia. Sarà la solita figura di alta pressione di matrice africana, che avrà il compito di pilotare masse d’aria calda di origine subtropicale direttamente dal cuore del Sahara verso il bacino del Mediterraneo. Prepariamoci quindi a un sensibile aumento delle temperature, con i termometri che si porteranno rapidamente di svariati gradi sopra la media climatica di riferimento.
Le anomalie termiche più marcate sembrano destinate a interessare principalmente le Isole Maggiori (Sardegna in primis) e la Valle Padana, che per il suo tipico clima continentale tende a scaldarsi maggiormente. Come già detto, saranno valori da Giugno: nelle zone sopra menzionate non è da escludere la possibilità di giornate di stampo pienamente estivo, con le temperature massime che potranno scavalcare con disinvoltura la soglia dei 25-27°C. Ma sappiamo già che sarà qualcosa di rapido e passeggero.

Ritornano le piogge
Attenzione: guardando le mappe meteorologiche del modello europeo, il flusso perturbato atlantico potrebbe subire una netta intensificazione. Si tratta dell’apertura della cosiddetta “porta atlantica”, che si tradurrà nella discesa di saccature cariche di umidità e aria più fresca, le quali andranno a investire le regioni del Nord.
Visto che troveranno un suolo piuttosto caldo, si creeranno notevoli contrasti termici. L’aria fredda, essendo più pesante e densa, si mescola rapidamente con quella calda e umida preesistente, costringendo quest’ultima a una risalita forzata e rapidissima verso l’alto. Questo meccanismo termodinamico determinerà brusche fasi di maltempo, forse ancora con qualche pioggia estesa e di tipo autunnale, ma non si può più escludere la possibilità di fenomeni temporaleschi di una certa intensità. In fondo è già successo il 19 Aprile, con grandine gigante a Milano.

Attenzione agli eventi estremi
Come appena spiegato, occhio ai contrasti termici esasperati. La conseguenza diretta sarà lo scoppio, spesso improvviso e violento, di forti temporali, con rischio supercelle. Alcuni studi hanno già trattato il fatto che nel mese di Maggio questi fenomeni sono possibili e stanno diventando via via più frequenti.
Quali sono le zone a maggior rischio? La risposta è semplice: la Pianura Padana, per la sua specifica conformazione a catino, tende ad accumulare molta energia termica e umidità, diventando il luogo in assoluto più esposto. Ma attenzione anche ai settori alpini, prealpini e appenninici, dove i rilievi montuosi esaltano naturalmente i moti verticali dell’aria instabile – il cosiddetto sollevamento orografico – favorendo la genesi di precipitazioni repentine e particolarmente abbondanti.

Rischio grandine
In queste dinamiche esasperate dai contrasti termici severi, uno dei pericoli maggiori è rappresentato dalla grandine. In caso di scontri frontali molto intensi tra masse d’aria, i chicchi di ghiaccio possono assumere dimensioni tali da causare danni non trascurabili all’agricoltura, alle autovetture e ai beni esposti, come serre, vetrate e davanzali. Si tratta di un fenomeno difficilmente prevedibile con anticipo: spesso bisogna seguire le mappe fino all’ultimo momento per capire se un determinato comune risulta più a rischio o meno. Ma in questo articolo non trattiamo di previsioni meteo, bensì di scenari.
Un mese estremo?
Non sarebbe una novità. Passare dalle prime ondate di calore subtropicale alle violente tempeste e grandinate nel giro di pochissimi giorni è una caratteristica che oramai è diventata molto comune in queste ultime annate. Anche nel 2026 non dovrebbe cambiare la linea: l’ultimo mese primaverile è sempre più estremo, a tratti soleggiato e placido, ma improvvisamente capace di diventare spiccatamente violento. Con il Riscaldamento Globale stanno aumentando sia i fenomeni estremi sia le ondate di calore intense. Occhio, quindi, alle condizioni meteo che Maggio potrà riservare sull’Italia.

Credit:
ECMWF, Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE, Copernicus (METEOGIORNALE.IT)