
(METEOGIORNALE.IT) L’inizio della settimana si presenterà con un assetto barico tutt’altro che casuale. Sull’Europa centro-occidentale stazioneranno alcune saccature atlantiche, mentre il Mediterraneo centrale resterà sotto la protezione di un robusto promontorio anticiclonico. Il Centro Meteo Europeo (ECMWF) traccia uno scenario piuttosto definito per la prima decade del mese, con un finale che, però, riserverà qualche sorpresa.
Lunedì 4 maggio, anticiclone solido sulla Penisola
Il modello matematico ECMWF inquadrerà nella giornata di lunedì 4 maggio una struttura di alta pressione al suolo prossima ai 1024 hPa, centrata fra il Tirreno meridionale e i Balcani. Insomma, una situazione confortevole, almeno per chi ama il sole. L’Italia verrà avvolta da masse d’aria di matrice subtropicale in lenta risalita dal Nord Africa, con i geopotenziali in quota in deciso aumento.
Le temperature massime supereranno con buon margine la media climatica del periodo. Nelle aree interne della Sardegna, della Sicilia e della Puglia si registreranno valori prossimi ai 28°C, localmente anche oltre. Sul Centro-Nord il termometro salirà più gradualmente, ma già nel pomeriggio ampie zone della Pianura Padana sfioreranno i 25°C. Le minime resteranno fresche, complice la ventilazione debole notturna e la lunga durata del soleggiamento diurno che, in queste settimane, comincia davvero a farsi sentire.
Martedì 5 e mercoledì 6 maggio, primi segnali di instabilità sulle Alpi
Il quadro generale resterà tutto sommato stabile, ma il modello europeo segnalerà i primi cedimenti. Come spesso accade in questa fase dell’anno, l’eccesso di calore nei bassi strati innescherà rovesci e temporali pomeridiani sui rilievi in estensione alla Valle Padana. Si parla soprattutto delle Alpi centro-orientali, della dorsale appenninica settentrionale e di alcuni settori della Toscana interna. Possibilità di grandinate.
In effetti, parlare di “anticiclone perfetto” sarebbe un’esagerazione. La massa d’aria, calda nei bassi strati, troverà in quota un nucleo via via più freddo, condizione classica per i fenomeni convettivi diurni. I temporali, brevi ma intensi, scaricheranno chicchi di grandine di piccolo e medio diametro specie al Nord Italia, accompagnati da raffiche di vento disorganizzate (downburst). Niente di esagerato, intendiamoci, ma sufficiente a rovinare un pomeriggio per chi si troverà all’aria aperta.
Il modello matematico ECMWF confermerà il flusso di scirocco debole sui mari meridionali, mentre il maestrale soffierà a tratti sul Canale di Sardegna.
Giovedì 7 e venerdì 8 maggio, la perturbazione atlantica si avvicina
Da giovedì 7 maggio il quadro inizierà a cambiare faccia. Una saccatura atlantica, attualmente posizionata sulle Isole Britanniche, scivolerà verso le coste francesi e poi verso il Golfo del Leone. Diciamolo, i tempi di affondo non sembrano rapidissimi, ma la traiettoria è quella che, di solito, porta i primi guai sul Nord Italia, con peggioramento del tempo. Attendiamo nuove emissioni del modello matematico per avere aggiornamenti.
Le proiezioni del Centro Meteo Europeo indicheranno un’avanzata progressiva del fronte freddo associato, con piogge organizzate dapprima sulle Alpi occidentali, poi in estensione alla Liguria, al Piemonte e all’alta Lombardia. La quota neve sulle Alpi sarà alta, generalmente sopra i 2200 metri, segno che la massa d’aria in arrivo non sarà particolarmente fredda. Sull’Appennino centrale non si attenderà nulla di significativo, almeno fino a venerdì sera.
Il Sud Italia, invece, resterà ai margini di questa prima ondata. Sul versante ionico il tempo continuerà a essere ottimo, con punte termiche elevate e cieli sereni. Da queste parti si potranno superare i 30°C a causa delle correnti meridionali. Avremo una sorta di Italia divisa in due, come tante volte capita in queste fasi di transizione stagionale.
Sabato 9 e domenica 10 maggio, fase più instabile sull’intera Penisola
Il fine settimana porterà l’instabilità a estendersi praticamente ovunque (attendiamo conferma essendoci discrepanze ampie tra i vari Centri Meteo).
Il modello europeo mostra la saccatura raggiungere il Mediterraneo centrale, con la formazione di un minimo depressionario al suolo prossimo ai 1005 hPa sul Tirreno. Da qui, rovesci diffusi interesseranno Lazio, Campania, Abruzzo e Molise, con i primi temporali significativi anche sul versante adriatico.
Le temperature subiranno un calo deciso. Si parlerà di un ribasso fra i 6 e gli 8°C rispetto ai valori di metà settimana. Le minime notturne torneranno gradevoli, in alcuni casi quasi fresche per il periodo. Le raffiche di vento, generate dal contrasto fra masse d’aria differenti, raggiungeranno i 70-80 km/h sulle coste tirreniche e sui rilievi appenninici esposti.
Una domanda sorge spontanea: si tratterà di una svolta per avere le grandi piogge nel Nord Italia? Direi che dovremmo attendere le emissioni dei vari modelli matematici. Rammento che, in un mio articolo dedicato alle previsioni a lunghissimo termine, quelle sino a 46 giorni, scrivevo che ci sarebbe stato un maggio con una ripresa delle piogge. Vedremo se ECMWF e gli altri modelli matematici confermeranno questa tesi.
Da lunedì 11 maggio in poi, scenario aperto
Oltre questa data l’attendibilità delle proiezioni cala fisiologicamente. Il modello europeo suggerirà una possibile rimonta del campo di alta pressione dal Nord Atlantico, con un nuovo periodo soleggiato a partire da mercoledì 13 maggio. Tuttavia, la variabilità di scenario resta elevata, e non si possono escludere ulteriori passaggi instabili a metà mese, soprattutto sul Nord Italia. E poi, siamo sul campo previsionale del lungo termine, e teniamo presente che ogni previsione sarà da confermare.
In sintesi, e mi perdoni il lettore se ricado un attimo nello schema, si configurerà un classico copione di maggio: avremo – forse – fasi calde alternate a perturbazioni atlantiche, con la primavera che farà il suo mestiere. Senza fronzoli, ma con qualche temporale, sì. E il rischio, osservando le attuali emissioni ECMWF, è che il Nord Italia si troverà con meno acqua a disposizione per le colture durante la stagione agricola.