
ECMWF: un subbuglio per aria fredda e piogge fino a metà maggio. Attendiamo conferme
(METEOGIORNALE.IT) Diciamolo subito, la tendenza per le prossime due settimane sull’Italia è tutt’altro che lineare spese se raffrontata con GFS. L’ultima emissione del modello ECMWF (Centro Meteo Europeo) traccia uno scenario a tre tempi, fatto di un avvio piovoso al Nord-Ovest, una breve parentesi più mite tra il 5 e l’11 maggio, e una svolta fredda piuttosto convincente che entrerà in scena dal 12-13 maggio. Insomma, niente di scontato, e qualche elemento da tenere d’occhio. Ma attenzione, avremo anche una improvvisa botta di calura al Sud Italia, breve, ma si potranno toccare i 35°C.
Orbene, questa forte differenza di previsioni ci fa intendere che dobbiamo attendere conferma nell’evoluzione meteo.
Avvio della settimana, il Nord-Ovest sotto i temporali
Il quadro si apre domenica 3 maggio. ECMWF mostra una saccatura atlantica appoggiata alla Francia che pilota correnti umide verso il Mediterraneo occidentale. Risultato? Il Nord-Ovest dell’Italia finisce nel mirino di rovesci diffusi, con precipitazioni concentrate fra Liguria, basso Piemonte, e settori alpini di Lombardia e Valle d’Aosta.
Già lunedì 4 maggio il Centro Meteo Europeo colloca un minimo barico chiuso, con valori intorno ai 1020 hPa, proprio sopra il Golfo Ligure. Niente di drammatico in termini pressori, sia chiaro, ma sufficiente a innescare temporali sparsi sull’arco alpino e sui settori prealpini, con qualche fenomeno più intenso nelle ore pomeridiane.
Le temperature, intanto, restano sopra la media climatica 1991-2020 sulla quasi totalità della penisola. ECMWF stima anomalie positive fino a 4-5°C tra Sicilia e Calabria. Al Nord, invece, la copertura nuvolosa contiene i valori massimi, fermi su 17-19°C.
Tra il 5 e il 9 maggio, contrasti termici evidenti: temporali
Strana la dinamica della seconda parte della settimana. Mentre il Nord continua a fare i conti con perturbazioni atlantiche, lo scenario meridionale racconta tutt’altro. Il Centro Meteo Europeo disegna un promontorio dell’anticiclone subtropicale che si allunga dal Marocco verso le coste del Sud Italia, portando con sé aria via via più calda di matrice nordafricana.
A 850 hPa, vale a dire intorno ai 1500 metri di quota, ECMWF indica isoterme di +12/+14°C su Sicilia, Puglia e Calabria. Tradotto al suolo: massime fino a 25-27°C, qualche punta di 28°C nelle aree interne siciliane. Si aprono le finestre, insomma, e qualcuno comincia a tirare fuori i sandali dall’armadio.
E al Nord? Qui la storia rimane diversa. Mercoledì 6 maggio e giovedì 7 maggio l’asse perturbato si rinnova. Le carte del modello ECMWF (Centro Meteo Europeo) parlano di accumuli pluviometrici notevoli tra Liguria centrale, basso Piemonte e ovest Lombardia. Localmente si supereranno i 100-150 mm in cinque giorni, una situazione che richiede attenzione, soprattutto nelle valli alpine occidentali. Sui rilievi sopra i 2000 metri non è esclusa qualche fioccata residua, evento ormai meno frequente in questa fase di stagione, e proprio per questo da segnalare.
Verso il weekend del 10-11 maggio: novità
Il Centro Meteo Europeo vede il consolidarsi di un’area anticiclonica sull’Europa centrale, con valori di geopotenziale a 500 hPa attestati sui 568-572 dam. Sembrerebbe l’anticamera di un periodo stabile, ma attenzione, nei modelli i dettagli fanno la differenza, e a volte i particolari ribaltano il finale.
Per sabato 9 maggio e domenica 10 maggio ECMWF prevede temperature massime su valori gradevoli quasi ovunque, salvo qualche residua nuvolosità sui rilievi alpini. Massime intorno a 22-24°C in Pianura Padana, 24-26°C su Toscana e Lazio, 25-28°C nel Mezzogiorno. Le minime, complice la maggiore stabilità, scenderanno localmente sotto i 10°C nelle conche interne dell’Appennino centrale. In effetti, è proprio questa la classica fase di transizione che spesso accompagna il mese di maggio sull’Italia, una stabilità soleggiata che precede un cambiamento più marcato. Vale per il giardiniere come per chi pianifica una gita fuori porta.
La svolta fredda, il colpo di scena del 12-13 maggio (da confermare)
Ed eccolo, il momento più interessante della tendenza. ECMWF elabora una saccatura profonda in discesa dalle Isole Britanniche verso il Mare del Nord, e successivamente verso l’Europa centrale. La struttura, ben evidente nelle mappe a 500 hPa del Centro Meteo Europeo, mostra valori di geopotenziale intorno ai 540-548 dam sul cuore del continente. Roba da pieno autunno, francamente, e in un modo o nell’altro la cosa si farà sentire.
Su questo punto la coerenza del modello è notevole. ECMWF indica per martedì 12 maggio e mercoledì 13 maggio un cambiamento netto. Aria d’origine artico-marittima irromperà sul nostro Paese da nord-ovest, valicando le Alpi e dilagando rapidamente sulla Pianura Padana. La tramontana rinforzerà i suoi effetti sul versante tirrenico, mentre il maestrale soffierà su Sardegna e mari occidentali con raffiche di tutto rispetto.
Le anomalie termiche al suolo, secondo ECMWF (Centro Meteo Europeo), scenderanno tra i 4 e i 7°C sotto le medie del periodo. Detto in altri termini: massime ferme su 14-17°C al Nord, 17-20°C al Centro, valori comunque temperati al Sud ma in calo anche lì. Sui rilievi alpini, sopra i 1500-1800 metri, sono attesi nuovi episodi nevosi. Una stagionalità rimescolata, di quelle che fanno discutere.
Verso il 14-16 maggio, ancora instabilità atmosferica
La piega della tendenza non è ancora chiusa, se ci sarà freddo fuori stagione, il rischio è poi avere molta instabilità atmosferica. Le ultime mappe del Centro Meteo Europeo indicano un possibile transito ulteriore di una perturbazione tra giovedì 14 maggio e sabato 16 maggio, sempre con coinvolgimento principale del Nord e dei settori tirrenici centrali. Gli accumuli totali del periodo, ben rappresentati dal modello ECMWF, vedono valori superiori ai 250-300 mm in due settimane sulle Alpi occidentali e sull’estremo Nord-Ovest, mentre il Sud resterà ai margini con appena 10-30 mm complessivi.
Una domanda viene spontanea: quanto durerà questa fase fresca? Difficile dirlo con certezza oltre il 16 maggio. ECMWF fa intravedere un possibile recupero dell’alta pressione dalla seconda metà del mese, ma sono dettagli ancora da raffinare nelle prossime emissioni del Centro Meteo Europeo.
Quello che emerge con buona affidabilità è il quadro generale, e cioè che maggio 2026 non sarà un mese banale. Il consueto altalenare di scampoli estivi e ritorni invernali, tipico delle medie latitudini europee, troverà spazio anche quest’anno. Le coperte pesanti, insomma, è meglio non ripiegarle ancora.
Crediti e fonti scientifiche internazionali (METEOGIORNALE.IT)
- European Centre for Medium-Range Weather Forecasts, modellistica deterministica HRES
- Met Office, Met Office Hadley Centre per le proiezioni climatiche
- NOAA, National Oceanic and Atmospheric Administration
- Deutscher Wetterdienst, servizio meteorologico nazionale tedesco
- Copernicus Climate Change Service, monitoraggio climatico europeo
- World Meteorological Organization, agenzia meteorologica delle Nazioni Unite
- Météo-France, servizio meteorologico francese
