
Maggio spaccato in due: pioggia battente al Nord. Arriva il caldo fino a 35°C al Sud
(METEOGIORNALE.IT) C’è qualcosa di curioso nelle ultime emissioni dell’ECMWF (Centro Meteo Europeo). I prossimi quindici giorni sull’Italia non racconteranno una storia sola, ne racconteranno diverse, con la Penisola spaccata letteralmente a metà. Avete presente quelle primavere che non riescono a decidersi? Ecco, ci siamo dentro fino al collo.
Avvio tranquillo, ma è solo un inganno
Si parte con i piedi di piombo. Sabato 2 Maggio e Domenica 3 Maggio vedremo un robusto promontorio anticiclonico ben piazzato sul bacino centrale, con valori di pressione intorno ai 1027 hPa sul Nord Italia e cieli generalmente sereni o poco nuvolosi. Il modello europeo inquadra una situazione da manuale: alta pressione a ovest, isobare larghe, vento debole. Diciamolo, condizioni ideali per chi vuole un weekend all’aperto.
Le temperature saliranno sopra la media stagionale. L’anomalia termica a 2 metri evidenziata dai modelli matematici mostra valori positivi tra +3°C e +7°C rispetto alla climatologia ERA5 1991-2020, con i picchi sulla Pianura Padana e sull’arco alpino. Non è caldo estivo, sia chiaro, ma è un assaggio. Sole, qualche velatura sparsa, mari tranquilli. Insomma, un quadro idilliaco. Ma noterete che ci vuol poco, ormai per avere temperature massime in notevole salita oltre la media.
Poi però le carte cambiano e ci dicono che questo bel tempo, specie al Nord Italia, sarà pagato a suon di forti temporali.
Il cedimento atlantico tra il 5 e il 7 Maggio
Tra Lunedì 4 Maggio e Mercoledì 6 Maggio entra in scena un’onda di Rossby più ondulata, che fa scivolare verso il Mediterraneo una saccatura atlantica abbastanza pronunciata. Le proiezioni dell’ECMWF collocano un minimo depressionario sul Mar Tirreno con valori intorno a 1010 hPa, e qui la festa cambia colore. Rovesci diffusi, qualche temporale organizzato sulle regioni del Nord, neve oltre i 1700, 1800 metri sull’arco alpino occidentale. Finalmente buone notizie specie per i ghiacciai alpini.
L’aria entra dal nord-ovest, raffreddando bruscamente le quote medie. La temperatura a 850 hPa scende sotto i +2°C sulle Alpi, e questo basta a riportare l’inverno in alta montagna, almeno per qualche giorno. I cumulati pluviometrici stimati dal modello europeo parlano chiaro, con accumuli di 30, 50, perfino 80 millimetri in 48 ore sulla fascia prealpina lombarda e piemontese, e su parte della Liguria. Non è poco. Non è un fenomeno estremo, ma è un tipico colpo di coda primaverile, di quelli che stordiscono dopo giornate quasi estive. Tuttavia, mettete in conto che i temporali possono scaricare maggiori quantità di pioggia e grandine in tempi molto brevi, ed i valori di cui si fa cenno, e che indicano i modelli matematici, su base locale sono sottostimati. E già qui si intravede dove andrà a parare il copione successivo.
La frattura meteo tra l’8 e il 12 Maggio
Da Venerdì 8 Maggio in poi, la dinamica si fa più articolata. Un cut-off depressionario si isola al largo del Portogallo, mentre un robusto Anticiclone delle Azzorre si allunga verso il Regno Unito con valori prossimi ai 1034 hPa. Tradotto in parole umane, l’Italia finisce schiacciata in mezzo, con il Sud investito da richiami caldi sub-tropicali e il Nord ancora esposto a infiltrazioni instabili da nord-ovest.
Questa configurazione, segnalata con notevole consistenza dall’ECMWF lungo le successive emissioni, è una delle più classiche degli ultimi anni. Una sorta di blocco atmosferico in posizione obliqua, che pompa aria calda dal Nord Africa sul Mediterraneo centrale e meridionale. Come reagiranno le nostre regioni? Male e bene, dipende dalla latitudine.
Sul Nord Italia, fra Venerdì 8 e Lunedì 11 Maggio, si alternano schiarite, addensamenti e qualche rovescio temporalesco specie pomeridiano. Non pioverà tutti i giorni, va detto, ma il tempo resterà variabile, fragile, instabile. Le massime oscillano tra i 19°C e i 23°C in pianura, qualcosa in più sui versanti riparati.
Sul Centro Italia, equilibrio precario. Roma, Firenze, Pescara vivranno giornate prevalentemente soleggiate ma con qualche temporale di calore sull’Appennino. Le temperature massime salgono progressivamente verso i 25, 27°C, con punte di 28°C sulle aree interne.
Sul Sud Italia, è un’altra storia. La massa d’aria sub-tropicale guadagna terreno, le isoterme a 850 hPa schizzano verso valori prossimi a +18°C sulla Sicilia e sulla Calabria già intorno a Lunedì 11 Maggio.
L’apice caldo del periodo, Mercoledì 13 Maggio
Qui il modello europeo mette il timbro. Tra Martedì 12 Maggio e Giovedì 14 Maggio, sul versante meridionale ci aspettiamo un picco di calore quasi estivo. Le proiezioni mostrano massime tra i 30°C e i 34°C su Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia, con possibili sforamenti dei 35°C sulle zone interne ragusane e sulle valli appenniniche meridionali. L’origine è chiara: aria calda di matrice africana incanalata da uno scirocco tiepido che soffia con persistenza dal sud-ovest.
Nello stesso momento, il Nord continua a digerire la fase instabile. I cumulati pluviometrici totali stimati dal modello sull’arco di quindici giorni superano i 100 millimetri sull’Alto Adige, sulla Valle d’Aosta occidentale e su parte della Liguria. Tanta acqua per gli invasi, fortunatamente, dopo mesi a singhiozzo. Le stazioni sciistiche di alta quota potrebbero anche rivedere qualche fiocco tardivo, ma ormai la stagione è terminata.
Cosa aspettarsi, e cosa non aspettarsi
Una domanda mi ronza in testa. È una primavera anomala? Diciamo di sì, ma non più di tanto. Il Riscaldamento Globale sta rendendo questi pattern di blocco più frequenti, con persistenza maggiore e contrasti termici accentuati. L’ECMWF, nelle sue note tecniche di confronto climatologico, segnala un’anomalia complessiva positiva di +1,5°C sull’intero bacino mediterraneo per il periodo analizzato.
Sarà davvero così? Le emissioni successive ci diranno qualcosa di più preciso. Ma il quadro generale, va detto, non lascia molti dubbi sulla tendenza dominante. L’Italia affronterà due settimane decisamente movimentate, con un meteo che non darà tregua a chi cerca certezze. Bisognerà adattarsi, giorno per giorno, regione per regione.
Crediti internazionali e fonti scientifiche: (METEOGIORNALE.IT)
