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Il caldo rovente è in arrivo: ecco perché scatenerà temporali e grandinate

Federico De Michelis di Federico De Michelis
17 Mag 2026 - 18:30
in A La notizia del giorno, Alla Prima Pagina Meteo, Meteo News, Zoom
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Arriva il caldo rovente, ma porterà con sé temporali e grandinate

Meteo: arriva il caldo africano, seguono gocce d’aria fredda e i temporali con rischio grandine

Il caldo africano in arrivo verso la fine di maggio

(METEOGIORNALE.IT) Abbiamo parlato del caldo che farà alla fine del mese di maggio, addirittura dell’arrivo precoce della stagione estiva. In effetti, tra una settimana, una massa d’aria molto calda che attualmente si trova nel deserto del Sahara, pur riducendo la sua intensità, si porterà verso la penisola iberica, per poi espandersi verso la Francia e infine l’Italia. Tutto questo sembra un evento atmosferico da copione: lo abbiamo visto tante volte e, soprattutto negli ultimi anni, abbiamo osservato come da una fase di fresco come quella di questi giorni si passi poi a un episodio di grande caldo. Abbiamo persino stimato le temperature massime che si potranno raggiungere entro una decina di giorni in alcune località, e rispetto al picco minimo registrato l’altro ieri, verso venerdì, abbiamo visto che ci saranno aumenti della temperatura massima anche di oltre 20°C. Pensate un po’.

 

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Lo sbalzo termico sarà causa di fastidio per il grande caldo improvviso

Un caldo che alla fine risulterà anche scioccante, in qualche modo, perché darà parecchio fastidio. Quando ci sono sbalzi termici considerevoli, sia verso il caldo sia verso il freddo, il nostro corpo non è sufficientemente abituato alla nuova temperatura, e quindi patiamo tanto il caldo quanto il freddo. Siamo comunque, ovviamente, estremamente proiettati verso la stagione calda, quindi non possiamo aspettarci un clima diverso se non il caldo.

 

Gli aggiornamenti dei modelli matematici

Ma ecco che giungono gli aggiornamenti dei modelli matematici, che affinano la previsione e prospettano dei cambiamenti del tempo all’interno di questa massa d’aria calda, destinata a coinvolgere gran parte dell’Europa. Non sarà infatti solo l’Italia a trovarsi all’interno di questa cupola, e nemmeno soltanto la Spagna e la Francia: gradualmente ne saranno interessate anche le Isole Britanniche, con un anticiclone potente in quota. Si tratta di un anticiclone che ha quella caratteristica tipica delle figure molto calde, ossia riscaldare l’aria nei bassi strati, ma con un valore di pressione al suolo molto elevato, figlio dell’anticiclone delle Azzorre.

 

Le gocce d’aria fredda e l’instabilità atmosferica

Questa condizione atmosferica produce però un richiamo di aria fredda proveniente dalle regioni artiche, e questa discesa di aria fredda andrà poi a figliare – uso un termine un po’ giornalistico, ovviamente, perché qui stiamo facendo un dialogo tra me e voi – delle gocce d’aria fredda in quota. Le gocce d’aria fredda in quota, sostanzialmente, sono situazioni con temperature inferiori rispetto alle aree circostanti. Peraltro, generano dei moti d’aria che ruotano in senso contrario alle lancette dell’orologio, e diventano quindi, come dire, delle basse pressioni in quota. Quando ci sono queste basse pressioni in quota, quindi una circolazione atmosferica non più di alta pressione e con temperature inferiori rispetto a quelle circostanti, si originano condizioni di instabilità atmosferica.

 

Stabilità, instabilità e nascita delle nubi temporalesche

L’instabilità atmosferica significa che la nostra atmosfera non è più stabile. Con la stabilità atmosferica abbiamo tempo soleggiato, sostanzialmente bel tempo e temperature elevate, se ci sono ovviamente le condizioni ideali. Con l’instabilità atmosferica, invece, abbiamo una situazione in cui vengono favoriti i moti dell’aria dal basso verso l’alto e viceversa: in pratica l’aria diventa instabile. Ho cercato di semplificare al meglio questo concetto. Questo moto dell’aria dal basso verso l’alto va a formare una situazione ideale per la crescita delle nubi: l’aria che sale si porta verso l’alto e, raffreddandosi, condensa l’umidità che trascina con sé sotto forma di vapore acqueo; e il vapore acqueo non è altro che le nubi. Nubi che, con questi moti dal basso verso l’alto, crescono in altezza e formano i cumulonembi. Il cumulonembo è una nube molto frequente durante la stagione estiva, in condizioni di instabilità atmosferica, e genera temporali. Non tutti i cumulonembi, ovviamente, sono causa di temporali: lo sono le formazioni più intense. Un’instabilità atmosferica con condizioni ideali va dunque a creare i temporali.

 

Caldo, umidità sono ideali per i temporali di forte intensità

Nel contesto che avremo, però, con caldo estivo e un’umidità atmosferica crescente – visto che con il calore aumenta l’evaporazione dell’acqua, non solo di quella presente sulle terre emerse, ma anche nei mari – questa maggiore quantità di vapore acqueo favorisce la formazione di nubi. Nubi che vanno poi a innescare, soprattutto grazie all’energia disponibile fornita dal calore oltre che dall’umidità, temporali che in alcune aree possono assumere forte intensità, perché l’energia a disposizione è davvero notevole. Si possono formare anche situazioni ideali per la genesi di vere e proprie supercelle. Le supercelle sono aree temporalesche particolarmente intense, riconoscibili a volte dal satellite o dai radar meteorologici, ma ben riconoscibili anche al suolo, soprattutto con un occhio abituato a osservare i vari tipi di nube: queste appaiono generalmente con una forma tondeggiante e sono portatrici di fenomeni atmosferici violenti, cioè di temporali forti, sostanzialmente violenti, e di raffiche di vento.

 

Il downburst sono le violente raffiche di vento del temporale

Quelle raffiche di vento che precedono il temporale vengono chiamate con un termine inglese, o meglio anglosassone, downburst. Questo tipo di vento può raggiungere velocità ragguardevoli e causare danni anche ingenti: alcuni temporali fanno registrare raffiche di vento anche di 150 km/h. Queste raffiche così violente vengono molto spesso definite come trombe d’aria, ma non lo sono, perché la tromba d’aria ha proprio la figura di una tromba che discende dalla nube, o risale dal suolo verso la nube, ed è praticamente un vortice molto scuro. La differenza è quindi notevole, e soprattutto la tromba d’aria interessa un’area limitata.

 

Trombe d’aria e tornado: non è una questione di dimensioni

Soprattutto dalle nostre parti non abbiamo, generalmente, trombe d’aria o tornado – che poi sono la stessa cosa – delle dimensioni di quelli che si verificano, ad esempio, negli Stati Uniti d’America, oppure nelle aree a clima continentale dell’Asia, del Sudamerica, dell’Africa o anche dell’Australia. Noi non abbiamo questi fenomeni, mediamente, ma in alcune circostanze, purtroppo, si sono verificati e causano non solo danni ingenti, ma anche vittime: parliamo ovviamente di situazioni davvero molto estreme, e la possibilità che questi fenomeni assumano un’intensità così violenta è veramente molto bassa in Italia. Nella storicità degli eventi meteorologici estremi abbiamo invece ben più danni provocati dal vento dei temporali, con anche, purtroppo, delle vittime, a causa di oggetti che volano e di alberi che vengono abbattuti; può capitare addirittura che degli immobili vengano danneggiati da queste raffiche di vento così violente.

 

Cosa aspettarsi pertanto nel mese di giugno

L’instabilità atmosferica è dunque una situazione meteo ragguardevole, molto importante durante la stagione estiva, e se coincide con ondate di caldo o fasi molto calde – situazioni estive, sostanzialmente, come quelle che avremo – può rivelarsi davvero rilevante come intensità. Tutto questo non significa che non ci sarà la stagione estiva, né che la stagione estiva non potrà essere molto calda, come temiamo.

Queste situazioni atmosferiche, però, potrebbero ripetersi nell’arco della stagione estiva anche più volte: le abbiamo viste in passato e possono interessare non solo le regioni del nord Italia, ma anche le regioni meridionali, tanto che il modello matematico europeo ne individua una verso il sud Italia verso la fine di maggio, per dare un’idea approssimativa.

 

Le gocce d’aria fredda sono innanzitutto insidiose e, inoltre, difficili da prevedere con largo anticipo, quindi è necessario che arrivino ulteriori aggiornamenti. Il fatto, però, che i modelli matematici comincino a intravedere questo tipo di guasto significa che l’atmosfera che avremo non sarà così stabile come potrebbe sembrare osservando le prime proiezioni dell’ondata di calore elaborate nei giorni scorsi.

Va poi anche detto che nelle regioni settentrionali, soprattutto durante il mese di giugno, il transito di gocce d’aria fredda è abbastanza comune, tanto che giugno è un mese in cui si verificano diverse ondate temporalesche; c’è dunque da attendersi che, soprattutto al nord, questi fenomeni si manifestino nel corso del mese. Ne parleremo ovviamente al momento opportuno, quando ne avremo notizia: per ora vi lascio evidenziando questo fatto e tutti questi concetti, che ho cercato di esprimere con un linguaggio il più possibile semplice.

 

 

Per la stesura di questo articolo sono stati consultati gli aggiornamenti dei principali centri meteo internazionali: ECMWF, NOAA, il Global Forecast System (GFS) e l’approfondimento di MeteoSvizzera dedicato alla goccia fredda. (METEOGIORNALE.IT)

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Federico De Michelis

Federico De Michelis

Libero professionista nel campo dei dati meteo e dell’Osservazione della Terra. Laurea in Ingegneria Spaziale (Brunel University London). Formazione avanzata in meteorologia in Europa e in Canada, con approfondimenti su modellistica numerica, telerilevamento e analisi dei dati ambientali. Cosa faccio Previsione operativa e analisi per settori meteo-sensibili (energia, outdoor, eventi, turismo) Interpretazione di prodotti satellitari e di modelli (EO/remote sensing) Assessment dei rischi meteo-climatici e reportistica Divulgazione e supporto a media e progetti educativi/R&D Lavoro all’intersezione tra scienza, tecnologia e decisioni concrete, con attenzione a qualità dei dati e comunicazione chiara. La meteorologia è la mia passione fin da bambino; dopo un anno di liceo all’estero mi sono trasferito a Londra dove ho conseguito la laurea alla Brunel University London.

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