
Quanto durerà l’ondata di caldo in Italia?
(METEOGIORNALE.IT) Viene spontaneo chiedersi quanto durerà l’ondata di caldo in Italia che stiamo annunciando a partire da circa il 25 maggio. Per capire quanto potrebbe essere significativo sul nostro Paese tale evento atmosferico, è necessario analizzare le cartine di previsione che spingono le analisi addirittura fino a 46 giorni di validità. Il nostro obiettivo è comprendere che tempo potrebbe fare in Italia, soprattutto nella prima decade di giugno, il periodo più prossimo, quantomeno in una prospettiva meteo a lunghissimo termine.
Osservando le mappe, si rileva che l’Anticiclone Africano potrebbe non avere una durata molto lunga. E sì, andiamo ovviamente sempre sull’incognita di questo evento atmosferico, anche perché siamo in un campo previsionale a lunghissimo termine. Ciò che emerge è che tutta l’Europa rischia di avere pressioni atmosferiche in quota abbastanza elevate; questo non è a favore dell’instabilità atmosferica e delle precipitazioni, anche se, tuttavia, queste ci saranno ma non diffuse.
Le precipitazioni di giugno: irregolari ma frequenti al Nord
Osservando le proiezioni del Centro Meteo Europeo, ovvero dell’ECMWF, vediamo che avremo precipitazioni piuttosto irregolari anche in Italia, soprattutto sulle regioni settentrionali e interne del nostro Paese. Riferendoci sempre a una tendenza fino al 10 giugno, vediamo precipitazioni soprattutto nella fascia appenninica e al Nord Italia, anche superiori alla media, non occasionalmente ma abbastanza frequentemente.
Già dalla prima decade di giugno, anzi nei primi giorni del mese, specialmente in Valle Padana e nel settore orientale del Nord sino alle coste adriatiche centro-settentrionali, si prevede instabilità, probabilmente per l’intrusione di aria fredda verso i Balcani, proveniente dalla Scandinavia, che andrebbe a causare instabilità atmosferica e quindi condizioni meteo ideali per lo sviluppo di temporali.

Le temperature: anomalie termiche diffuse
Tutto questo, però, non ci dice al momento che cosa avremo dal punto di vista termico. Andiamo quindi ad analizzare le temperature all’altezza di 2 metri, ovvero lo standard preso in considerazione per la temperatura prevista. Partiamo ovviamente da questi giorni, decisamente più freddi rispetto alla media, ma con un rapido aumento della temperatura fino a una fase di caldo con anomalie positive, attese soprattutto sul settore occidentale e su quello italiano sino alla fine del mese.
Poi, nei primi giorni di giugno, sembra prendere piede un raffreddamento – o meglio, una riduzione delle anomalie rispetto alla media – nelle regioni adriatiche e in quelle del Nord. Ciò sarebbe figlio dell’intrusione di aria fredda proveniente dalla Scandinavia, diretta verso la Russia europea. Infatti, anche nella Russia europea, sui Balcani, nel Mar Nero e in Turchia, osserviamo temperature previste, per esempio intorno al 4-5 giugno, sotto la media. L’Italia risulta quindi coinvolta, e tale coinvolgimento sembra accentuarsi – parliamo sempre di anomalie rispetto alla media – durante tutta la prima decade di giugno.
Il Nord Italia viene prospettato con temperature sotto la norma, il che sarebbe davvero straordinario, poiché si troverebbe con un clima meno torrido rispetto a quanto si ipotizza diffusamente. Tuttavia, gradualmente nel corso del mese di giugno, si vede una riduzione dell’anomalia: il Nord Italia comincerà progressivamente a patire il caldo. Per poi evidenziare, di nuovo, una nuova traccia di forte instabilità atmosferica, ma siamo ovviamente su previsioni a lunghissimo termine, quindi tutte da confermare.
Addirittura verso la fine del mese – parlo di giugno ovviamente – si vedono ancora molti temporali sulle regioni settentrionali e temperature tendenzialmente nella media o appena sotto la norma. Questo è lo scenario prospettato da tale modello matematico, che ricordo va comunque confermato.
Sud Italia, Sicilia e Sardegna: caldo persistente
Tutto molto diverso, invece, per quanto riguarda la Penisola, soprattutto le regioni tirreniche, le zone interne del Sud Italia, la Sardegna e la Sicilia. Qui il trend è verso temperature generalmente sopra la media, soprattutto nelle zone interne, con valori sempre superiori alla norma in tutto il periodo previsionale nel Nord Africa. Questo è un brutto segnale, anche perché è dal Nord Africa che arriva l’avanzata delle ondate di calore, soprattutto nei mesi successivi; generalmente sono più a rischio luglio e agosto per quanto riguarda le ondate di calore più intense.
Giugno è spesso un mese di transizione tra la primavera e l’estate; a volte presenta caratteristiche che somigliano in parte a maggio, o perlomeno alla fine di maggio, specialmente al Nord Italia, con fenomeni precipitativi anche abbondanti e numerosi temporali. Con l’aumento della temperatura, che comunque ci sarà – e questo bisogna tenerlo presente – il fatto che si prospettino temperature sotto la media non significa assolutamente che farà freddo, ma che potrebbero esserci valori di qualche grado sotto il valore medio stagionale, con condizioni favorevoli a fenomeni di forte intensità: temporali e piogge. E finalmente tutta quella pioggia che non si è vista durante questi mesi.
Anche se su questo c’è da fare diversi approfondimenti, perché in alcune aree ci sono state precipitazioni, come totali, anche superiori alla media o quantomeno abbondanti. Ciò che abbiamo osservato, però, è che durante la stagione primaverile la classica fase piovosa sulle regioni settentrionali è stata molto più breve e più scarsa come quantità di precipitazioni; tra le altre cose, sono mancate le grandi nevicate sui ghiacciai.
I ghiacciai alpini
I ghiacciai sono estremamente esposti al caldo estivo, ovvero all’irraggiamento solare; ma se le proiezioni saranno confermate, quantomeno in giugno prevarrà, nei pomeriggi estivi, la nuvolosità sulla parte montuosa del Nord Italia. Sulle Alpi, i ghiacciai saranno risparmiati perlomeno dalle nubi e da temperature addirittura leggermente sotto la media.
In una visione d’insieme, il mese di giugno – che è dietro l’angolo, anche se mancano ancora due settimane – sembra essere tutto sommato favorevole per il Nord Italia, con precipitazioni abbondanti; favorevole anche per le zone interne e gli Appennini, dove ci sarebbero temporali ricorrenti in alcune giornate, non tutti i giorni. Piuttosto caldo, invece, come accennato, sulle regioni tirreniche, il sud Italia, la Sicilia e la Sardegna, soprattutto nelle zone interne. Da considerare che il Mar Mediterraneo è ancora fresco nei mesi di giugno e che, per un forte riscaldamento come avvenuto in altre annate, è necessario che vi siano ondate di calore importanti.
Le previsioni a 15 giorni confermano il caldo di fine maggio
Dobbiamo però soffermarci anche sulle proiezioni dell’ECMWF per quanto concerne i prossimi 15 giorni: qui vediamo un’impennata graduale della temperatura con un evento di caldo a partire dal 25 maggio. Questo modello matematico, che va sino a due settimane di validità, ha di certo un’affidabilità molto superiore rispetto alle proiezioni appena analizzate fino a 46 giorni, ovvero per tutto il mese di giugno.
Ci aspettiamo quindi un sensibile incremento della temperatura; tuttavia, come già evidenziato, sulla Scandinavia si presenterà una situazione di masse d’aria fredda che andranno a minacciare la stabilità atmosferica sul Nord Italia e sulle regioni adriatiche per i primi di giugno. Questo si percepisce ma non si vede ancora nel modello del Centro Meteo Europeo con validità sino a 15 giorni; ovviamente bisogna attendere per avere proiezioni più precise per quel periodo.
Per ora, però, ci congediamo con la notizia che conferma l’avvento della fase piuttosto calda a partire soprattutto dal 24-25 maggio in poi. Come durata, potrebbe essere non oltre una settimana per quanto riguarda il Nord Italia; sul resto del Paese abbiamo delle riserve, perché il modello matematico europeo indica temperature sopra la media persistentemente, addirittura per tutto giugno, ma questa fase previsionale sarà ovviamente da confermare, essendo decisamente più complessa da stabilire.
Credit: (METEOGIORNALE.IT)