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      Home » Caldo eccezionale in Europa: l’esperto ci dice perché è qualcosa di (quasi) inedito
      A Scelta dalla RedazioneAd PremiereMeteo News

      Caldo eccezionale in Europa: l’esperto ci dice perché è qualcosa di (quasi) inedito

      Abbiamo intervistato Davide Santini sull'ondata di calore di questi giorni su suolo europeo

      Davide Santini
      Davide Santini
      Pubblicato: 28/05/2026
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      9 Min Lettura
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      L’Europa occidentale sta attraversando una delle ondate di caldo più anomale mai registrate alla fine di Maggio. Una fase del tutto fuori logica che sta interessando il vecchio continente ormai da una settimana. La redazione di Meteo Giornale ha intervistato Davide Santini, fisico ed esperto di clima.

       

      Dottor Santini, che cosa sta accadendo in questo periodo?

      Semplicemente qualcosa di eccezionale. Dalla Francia al Regno Unito, passando per il Benelux, la Germania, la Spagna e parte dell’Italia settentrionale, centinaia di stazioni meteorologiche hanno segnato nuovi record mensili di temperatura – in alcuni casi davvero clamorosi, ma lo vediamo dopo. In un’area estesissima, di centinaia di migliaia di chilometri quadrati, le temperature sono state anche oltre 10°C al di sopra della media tipica di questo periodo. Si tratta, senza mezzi termini, di un evento eccezionale sia per intensità sia per precocità.

       

      Si parla molto del Regno Unito

      Certamente. Tra i casi più sorprendenti spicca quello di Londra, dove i celebri Kew Gardens hanno registrato 34,8°C e 35,0°C in due giorni consecutivi. Si tratta di temperature mai raggiunte nel mese di Maggio non solo nella capitale britannica, ma in tutto il Regno Unito, battendo di diversi gradi i precedenti primati. Ed è qui che dobbiamo allarmarci. Il precedente record nazionale per Maggio, valido per tutta l’Inghilterra, era pari a 32,8°C e risaliva al 1922 e al 1944. In questo 2026 è stato superato di oltre 2°C. Stiamo parlando di qualcosa di assolutamente inedito, senza alcun precedente negli ultimi due secoli – e con ogni probabilità anche per molto più tempo, visto che fino a metà Ottocento c’era la cosiddetta PEG, la Piccola Epoca Glaciale, in cui certi fenomeni estremi sarebbero stati del tutto impossibili.

       

      I lettori possono vedere davvero quanto sia anomalo il caldo in corso. In questa immagine si vedono le anomalie della temperatura a circa 1500 metri, che c’è stata in data 25 maggio.

       

      E tornando all’Italia?

      Come è facile intuire, data la vicinanza geografica, le regioni settentrionali sono quelle che hanno registrato i valori più elevati. Diverse stazioni meteo dell’Aeronautica Militare e di ENAV – tutte misurazioni ufficiali, quindi – hanno segnato valori eccezionali rispetto alle serie storiche disponibili, spesso lunghe oltre mezzo secolo. A Torino-Caselle la temperatura ha raggiunto 33,6°C, battendo il record di Maggio stabilito appena il giorno precedente. A Novara-Cameri sono stati misurati 34,4°C, mentre Milano-Malpensa ha toccato i 33,0°C. Ancora più elevati i valori osservati a Piacenza-San Damiano con 34,8°C e a Sarzana-Luni con 33,2°C. Prima di validare a tutti gli effetti un record occorre una commissione di esperti che analizzi anche la stazione meteo e la strumentazione. Ma ciò non toglie che, in una prima analisi, stiamo davvero vivendo qualcosa che sarebbe stato inconcepibile senza un forte contributo antropico.

       

      Perché è così eccezionale?

      L’eccezionalità di questa fase calda non dipende soltanto dai numeri assoluti – già di per sé davvero allarmanti – ma soprattutto dal contesto stagionale in cui si sta verificando: la fine della Primavera meteorologica. Proviamo a fare un piccolo approfondimento. Il sole è già relativamente alto e le giornate sono lunghissime, ma il sistema climatico europeo non dovrebbe ancora trovarsi nelle condizioni tipiche di Luglio o Agosto. Il Mediterraneo e gli oceani circostanti risultano in media decisamente meno caldi rispetto al periodo del solleone. Inoltre, a livello statistico, il terreno ha accumulato meno energia termica e le masse d’aria subtropicali così intense non dovrebbero nemmeno farci visita – dovrebbero rimanere confinate attorno al Sahara e dintorni. E invece in questo caso sono arrivate fino a latitudini britanniche.

       

      Ma allora perché dobbiamo preoccuparci?

      Beh, intanto perché ci siamo resi tutti conto di questo caldo così improvviso. E poi perché dobbiamo guardare al di fuori del nostro comune o della nostra regione, e capire come stanno le cose a livello europeo. Per questo motivo un’ondata di caldo di tale portata assume una valenza di tutto rispetto. Non si tratta semplicemente di una giornata molto calda – qualcosa che poteva capitare anche un secolo fa – ma di una situazione estremamente estesa a vaste aree europee, accompagnata da numerosi record simultanei. Quante volte battiamo un record assoluto di freddo? Praticamente mai: sono tutte cose appartenenti all’Ottocento o al Novecento. In rarissimi casi li possiamo battere, ma si tratta di episodi locali, circoscritti e di gran lunga meno frequenti rispetto a quelli caldi. Questi ultimi, difatti, non solo sono frequenti, ma sono enormemente più estesi e intensi. Non dimentichiamoci che, in un clima quasi statico, un record dovrebbe essere di pochi decimi o centesimi di grado, non di 5 o 7°C!

       

      Ci rifaccia la distinzione tra meteo e clima.

      Il meteo descrive ciò che accade nel breve termine, mentre il clima rappresenta l’andamento medio osservato su periodi molto lunghi, di solito almeno un trentennio. È un discorso fatto da molti scienziati. Un singolo record in una qualsiasi città non basta per dimostrare un cambiamento climatico. Anche decenni fa si verificavano episodi eccezionali, punte di calore molto intense. Ma quello che è cambiato in maniera drastica è la frequenza con cui questi estremi vengono raggiunti, unita alla loro distribuzione geografica sempre più vasta. Inoltre c’è un enorme squilibrio verso il caldo, perché – come detto poco fa – le ondate di freddo estreme sono pressoché sparite.

       

       

      Ma se fa questo caldo ora, come sarà l’estate?

      È un’altra domanda che spesso viene posta. L’episodio attuale è ovviamente a sé stante e non permette di prevedere come sarà l’intera estate. Una fase molto calda a Maggio non implica automaticamente mesi estivi eccezionali, così come una Primavera fresca non garantisce un’estate mite. Atmosfera e oceani sono sistemi complessi, che non seguono una sorta di legge di compensazione. Magari le temperature più alte dell’intero 2026 saranno questi giorni, non possiamo dirlo. Certo è che avere valori più alti della media di Luglio a fine Maggio è comunque qualcosa di straordinario.

       

      Un’ultima domanda: come spiega chi nega le evidenze?

      Con due principali considerazioni. La prima è di carattere mentale, perché probabilmente a livello subconscio non accettiamo il fatto che stiamo modificando il clima da decenni con le nostre attività – quindi per una mancanza di consapevolezza interiore. L’altra è di natura economica: fa comodo nascondere la testa sotto la sabbia e dare la colpa ad altri. “Il clima è sempre cambiato, fa come vuole”: quante volte ce lo sentiamo dire? Sono due affermazioni vere, non si può negarlo, ma il problema è uno solo. Il clima sta cambiando come mai è successo nella storia recente dell’umanità, e per quanto faccia come vuole, è fortemente orientato al Riscaldamento Globale. Facciamo un esempio con due dadi. Uno ha tre facce blu e tre rosse, l’altro ha cinque facce rosse e una blu. Il primo rappresenta com’era il clima 100 anni fa, il secondo quello attuale. Capite che se facciamo 50 lanci, ci aspetteremmo 25 volte quello rosso e 25 quello blu. Col clima attuale, invece, otteniamo 42 volte quello rosso e 8 quello blu. Il blu non scompare, ma viene sovrastato dal rosso. Questo è, in sintesi, il trend meteo climatico che stiamo vivendo.


      Credit:

      • Met Office – UK May temperature record provisionally broken
      • Copernicus Climate Change Service – European State of the Climate 2025
      • ECMWF – European Centre for Medium-Range Weather Forecasts
      • Copernicus Climate Change Service
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