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Maggio si apre con l’aria gelida in replica nel corso del mese anche in Italia

Federico De Michelis di Federico De Michelis
26 Apr 2026 - 17:00
in A La notizia del giorno, A Scelta dalla Redazione, Alla Prima Pagina Meteo, Meteo News, Zoom
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Nuovo freddo dalla Russia

Maggio si apre con l’aria gelida

(METEOGIORNALE.IT) Una violenta irruzione di aria fredda colpirà l’Europa orientale attorno al 1° maggio, con neve in pianura sulle piane russe e gravi danni per l’agricoltura. L’Italia, fortunatamente, ne sarà sfiorata solo marginalmente, ma il rischio di nuovi colpi di coda invernali resta concreto per tutto il mese, complici l’Amplificazione Artica e il blocco Omega in atto.

L’eruzione di aria fredda che si abbatterà soprattutto sulla parte orientale del continente europeo attorno al 1° maggio sarà probabilmente la prima di una serie che potremmo osservare nel corso del mese di maggio. Può apparire molto difficile da prevedere, ma se osserviamo per un attimo la circolazione atmosferica del nostro emisfero, notiamo che c’è una fortissima tendenza a violenti scambi di masse d’aria secondo i meridiani: ed è proprio questa configurazione a innescare un flusso di aria freddissima per la stagione verso i paesi dell’Europa dell’Est. Come ho già detto in un altro articolo, l’Italia ne sarà coinvolta in maniera molto più marginale, e questo per fortuna, perché altrimenti si tratterebbe di danni davvero ingenti e vistosi in ambito agricolo.

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I danni agricoli previsti sono ormai imminenti sull’Europa orientale, dove tra l’altro sono attese nevicate in pianura, soprattutto sulle piane della Russia occidentale: zone in cui questi fenomeni possono ancora capitare, persino alla fine di aprile o ai primi di maggio. Tuttavia, ormai siamo fuori tempo limite, e la primavera è estremamente avanzata anche per loro.

 

Scambi d’aria meridiani: un subbuglio

Dobbiamo però fare una riflessione e osservare la circolazione atmosferica a livello globale. Stiamo vedendo previsioni di flussi d’aria fredda imponenti che si svilupperanno nei prossimi giorni anche nell’America settentrionale, la quale – più che l’Europa – sta vivendo una sorta di precoce, quasi-estate. Nel Nord America, infatti, le temperature sono elevatissime rispetto a quelle europee, considerando le medesime latitudini. Eppure si alternano flussi di aria fredda con sbalzi termici anche di oltre 20°C in pochi giorni, causando colpi di coda invernale in un clima che non è più primaverile, perché da loro è ormai pienamente estivo.

Nelle parti settentrionali degli Stati Uniti d’America al confine con il Canada, e anche sul Canada più meridionale, si stanno verificando temporali a supercella con tornado associati, oltre a grandinate dai chicchi di grosse dimensioni. Sono fenomeni che certamente si sono visti anche in altri tempi in tarda primavera, ma che in genere coinvolgono gli Stati più meridionali; stavolta, invece, si osservano molto più a nord. L’area di Chicago, ad esempio, ha registrato varie volte quest’anno temporali con avviso di tornado.

Questo forte trend a scambi di masse d’aria così violenti fa intendere – come dicevo – che possa proseguire questa sorta di onda del jet stream, che dapprima va a scalzare l’aria fredda portando verso nord aria calda. Sta succedendo, ad esempio, attualmente sull’Italia e in particolare sull’Europa occidentale; ma poi l’onda – anche del Vortice Polare, che è ancora vivo, ancora presente, di quello troppo sferico – spinge aria molto fredda verso sud, con fenomeni di particolare instabilità atmosferica.

Sono soprattutto i fenomeni di instabilità atmosferica a favorire i notevoli sbalzi di temperatura verso il basso, con improvvise irruzioni di aria fredda non solo associate al crollo termico, ma anche al rimescolamento delle masse d’aria dall’alto verso il basso, dovuto alle forti precipitazioni che spingono il freddo presente in quota verso il suolo. È questo il meccanismo che causa anche le improvvise cadute di neve previste, ad esempio, sull’Europa orientale, ma pure nel Nord America, a latitudini intorno ai 42° Nord, addirittura a pochi passi dalla città di New York, che sta vivendo un clima spesso estivo. Certo, non è ancora il clima tipicamente estivo di New York – quel caldo umido, quasi afoso, che avvolge la città per molti giorni durante la stagione – ma neanche l’Italia sta vivendo la calda estate ormai tipica delle nostre nuove stagioni, giunte soprattutto dopo il 2003.

 

Italia rinfrescate e sciroccate e i primi oltre 30°C

Tuttavia, da noi le temperature sono elevate: in Francia si stanno raggiungendo anche i 30°C come valore massimo, e parliamo di temperature estive. Nell’Italia del Nord si sono toccati anche i 29°C. Inoltre, prossimamente avremo una forte sciroccata che toccherà le regioni meridionali, e i termometri arriveranno a superare quota 30°C tra Sardegna e Sicilia nel corso della prima decade di maggio. Tutto questo è dovuto a fortissimi scambi di masse d’aria secondo i meridiani: ed è proprio per questo motivo che sto sottolineando l’ipotesi di nuovi eventi freddi verso sud, eventi che potrebbero anche dirigersi – stavolta in maniera ben più diretta, e più a ovest – colpendo persino l’Italia, come accadde nel 2019, ad esempio. Quindi neanche tanti anni fa, e in piena epoca di Riscaldamento Globale.

 

Amplificazione Artica e Blocchi Omega: il motore

Ed è proprio il cambiamento climatico a favorire questi violentissimi scambi di masse d’aria. Per mesi abbiamo parlato dell’Amplificazione Artica, che si manifesta e si palesa anche durante il periodo primaverile, alimentando situazioni di blocco e condizioni atmosferiche che sostengono questi violenti scambi di masse d’aria, oltre a configurazioni che in ambito meteorologico vengono definite blocchi Omega: sono questi ultimi che, a seconda della posizione, vanno a innescare le ondate di freddo.

Attualmente il blocco Omega avrà una posizione tale da favorire l’ondata di freddo soprattutto sul settore centro-orientale europeo – sull’Europa dell’Est, sostanzialmente – e sarà nuovamente notevole. Dall’altro lato ci sarà invece il richiamo caldo, un richiamo che si spingerà sino al Polo Nord: ed è proprio il travaso di aria fredda presente al Polo Nord, che si sposta verso sud, a causare quel gelo che punta verso la Russia e l’Europa dell’Est. La stessa situazione la vediamo anche nel Nord America e in Asia: configurazioni che potranno ripetersi anche nel seguito, soprattutto nella prima parte di maggio, visto e considerato che la ripresa delle correnti oceaniche sembra distante. Al momento non si intravede un ritorno vivace di flussi provenienti dall’Oceano Atlantico con perturbazioni atmosferiche al seguito, e soprattutto il Nord Italia – che vive un deficit di piogge consistente – continuerà, a quanto sembra, a manifestarlo. Nonostante alcune previsioni che sembravano essere ottimistiche, le ultimissime danno il rischio che ciò non avvenga: insomma, una situazione poco favorevole alla pioggia.

 

Ghiacciai già in fusione

Nel frattempo, i ghiacciai alpini, anche a causa delle elevate temperature, si stanno fondendo, e si stanno fondendo già alla fine di aprile. Allo stesso tempo – una curiosità – ingenti quantità di neve si ammassano alle quote più elevate dell’Etna, e i monti dell’Abruzzo conservano i residui delle abbondanti nevicate giunte nei mesi di aprile e marzo insieme a quegli eventi atmosferici estremi.

È inutile, siamo in una situazione atmosferica di meteo estremo, non c’è da dire molto di più. In una situazione del genere possiamo vivere un nuovo evento di colpo di coda invernale ancora più avanti, e questo potrebbe interessare anche l’Italia, anche se al momento i modelli matematici non ne fanno cenno. Vedremo nei prossimi giorni cosa succederà, anche perché abbiamo visto ridursi la forza delle correnti oceaniche, e questo è un segnale estremamente favorevole a un nuovo blocco Omega: stavolta, con un’eventuale irruzione di aria fredda anche più a ovest rispetto a quella dei prossimi giorni, e una configurazione che potrebbe coinvolgere l’Europa.

 

Un copione già visto: il rischio di repliche di caldo e freddo estremo fino a giugno

È avvenuto anche in passato: negli ultimi anni abbiamo avuto ondate di freddo e gelate notturne sulle regioni del Nord dell’Italia, soprattutto nelle vallate alpine, che hanno danneggiato le colture. Le abbiamo avute in Francia, in Germania, in Inghilterra: insomma, situazioni atmosferiche viste nel passato che potrebbero replicarsi. Le condizioni ci sono a tutt’oggi, ovviamente sarà necessaria una sinottica atmosferica con una certa tempistica, perché più avanti andremo nel tempo più il clima del nostro emisfero si scalderà, e la stagione estiva avanzerà. Tuttavia, c’è da dire che tutto il mese di maggio è a rischio di questi eventi – e non solo maggio: anche giugno, in passato, ha visto improvvise fasi di freddo, di certo non di entità simile a quelle di maggio.

 

Credit: per approfondire i temi trattati si rimanda ai principali centri di riferimento internazionali, tra cui il Polar Vortex Blog di NOAA Climate.gov, l’Arctic Oscillation and Polar Vortex Blog di AER, curato dal Dr. Judah Cohen, il European Centre for Medium-Range Weather Forecasts (ECMWF), il Copernicus Climate Change Service – C3S e la pagina NASA Global Climate Change.

  (METEOGIORNALE.IT)


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Federico De Michelis

Federico De Michelis

Libero professionista nel campo dei dati meteo e dell’Osservazione della Terra. Laurea in Ingegneria Spaziale (Brunel University London). Formazione avanzata in meteorologia in Europa e in Canada, con approfondimenti su modellistica numerica, telerilevamento e analisi dei dati ambientali. Cosa faccio Previsione operativa e analisi per settori meteo-sensibili (energia, outdoor, eventi, turismo) Interpretazione di prodotti satellitari e di modelli (EO/remote sensing) Assessment dei rischi meteo-climatici e reportistica Divulgazione e supporto a media e progetti educativi/R&D Lavoro all’intersezione tra scienza, tecnologia e decisioni concrete, con attenzione a qualità dei dati e comunicazione chiara. La meteorologia è la mia passione fin da bambino; dopo un anno di liceo all’estero mi sono trasferito a Londra dove ho conseguito la laurea alla Brunel University London.

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