
(METEOGIORNALE.IT) Gentili lettori. In questo articolo non andremo necessariamente a fare una previsione meteo precisa per il mese di maggio. In fondo, le analisi a lunghissimo termine possono comportare anche diversi errori. Nonostante si tratti di strumenti molto sofisticati, è altamente probabile che non si riesca a definire con precisione le caratteristiche intrinseche di un mese.
In altre parole: non diremo se un determinato giorno di maggio potrebbe risultare freddo, piovoso, perturbato oppure già con il caldo praticamente estivo. Ciò non toglie che, attraverso questa lunga trattazione, vi stileremo alcuni episodi in cui l’ultimo mese primaverile è stato tutt’altro che caldo. E, badate bene, ce ne sono anche di recenti!
Prima un’anticipazione doverosa
Recenti studi pubblicati dalla NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration) hanno messo in luce una dinamica climatica sempre più evidente e, per molti versi, allarmante. La stagione estiva si sta dilatando a dismisura. Spesso e volentieri comincia già a metà maggio e termina sul finire di settembre. Avere 30°C in maniera diffusa, a titolo di esempio, in Valle Padana capita spesso sul finire della Primavera. Un tempo era appannaggio di luglio e agosto, ma adesso ha inglobato anche altri mesi.
C’è però un punto da chiarire. Questo scenario di progressivo Riscaldamento Globale e di estensione dei mesi caldi ha una sorta di paradosso. Proprio nel cuore della primavera, così come durante la stagione autunnale, assistiamo a improvvise, violente e talvolta devastanti sfuriate di freddo. Ovviamente gli effetti al suolo non potranno essere come quelli di gennaio o di febbraio, ma la possibilità c’è. E non dobbiamo andare così tanto indietro nel tempo…

Estremizzazione delle stagioni intermedie
Cerchiamo di stare attenti a questo ragionamento. Se da un lato l’estate diventa un forno persistente – ce ne siamo accorti tutti! – e l’inverno tende sempre più ad assomigliare a un lungo periodo grigio e a volte tiepido, la primavera e l’autunno si trasformano in periodi di ribaltoni meteo. In queste fasi di transizione si creano situazioni di improvvisi e severi contrasti termici.
Masse d’aria caldissima, cariche di energia e umidità, collidono con sacche di aria molto fredda in discesa dal Polo, determinando un’instabilità atmosferica esplosiva. Ovviamente non solo in Italia, ma in tutte le zone coinvolte da questa dicotomia termica.
Qualche esempio? Grandinate distruttive, nubifragi, venti tempestosi e sbalzi termici nell’ordine di oltre dieci gradi in poche ore. Questo passaggio brusco dal caldo anomalo al freddo tardivo causa pesanti disagi, minaccia seriamente il settore agricolo e colpisce le colture in momenti fenologici delicatissimi come la fioritura.
Ma il motivo c’è
Come mai succedono questi sbalzi? Semplice: bisogna guardare alle dinamiche del Vortice Polare. Anche se adesso è dato per dissolto, perché c’è stato il Final Warming, non possiamo dimenticarci dei suoi effetti. È proprio in questi casi che si verificano conseguenze notevoli. Si originano i cosiddetti scambi meridiani: profonde discese di aria molto fredda da nord e altrettante risalite di masse d’aria tiepida da sud.

Pensare a un caso molto recente
Citiamo oggi un caso da manuale, un episodio estremo che, anche in epoca di Riscaldamento Globale, ha lasciato il segno: il mese di maggio del 2019. Tra la fine di aprile e i primi giorni di maggio di quell’anno, un’improvvisa colata di aria molto fredda colpì buona parte dell’Europa. Si registrarono gelate tardive sulle vallate alpine italiane, estese superfici agricole compromesse in Francia e in Germania, e un colpo di coda invernale come non se ne vedeva dal lontano 1957.
Questo evento serve a ribadire un concetto fondamentale: non si è mai del tutto immuni da queste ondate gelide. Certo, man mano che la stagione primaverile avanza verso l’estate, gli effetti vengono attenuati da un maggiore soleggiamento e da un terreno più caldo, motivo per cui il freddo risulta davvero molto transitorio. Ciò non toglie che l’esempio del maggio 2019 sia stato notevole, proprio perché l’instabilità si è protratta per oltre due settimane. Non a caso è stato l’ultimo mese così freddo a distanza di sette anni.
Focus storico
In questa parte dell’articolo analizziamo alcuni episodi di freddo molto tardivo di rilievo decennale. Attraverso l’analisi degli archivi meteorologici italiani dal 1970 a oggi, emergono alcune specifiche annate in cui il mese di maggio si è distinto per pesanti anomalie termiche negative e/o prolungate ed eccezionali fasi di maltempo. Un excursus.
1980. Un mese di maggio particolarmente turbolento e freddo. Viene spesso ricordato negli annali di climatologia italiana per un’anomalia termica fortemente negativa e precipitazioni insistenti su gran parte delle regioni del Nord, con un clima a tratti da pieno autunno.
1984. Un maggio storico, il più freddo da 70 anni. Registrò anomalie termiche rilevantissime: a metà mese molte zone di pianura del Centro-Nord faticavano a superare i 10-14°C di temperatura massima, accompagnate da abbondanti nevicate anche sotto i 1000 metri.
1987. Insieme al 2019, si posiziona al quinto posto tra i mesi di maggio più freddi registrati in Italia dalla metà del Novecento. Fu caratterizzato da spiccato maltempo e temperature di gran lunga inferiori alle medie del periodo. Anch’esso molto perturbato.
1991. Rimane tra i mesi di maggio più freddi in assoluto dell’ultimo secolo. Molto piovoso e al tempo stesso decisamente poco soleggiato. Fu dominato da continui affondi artici, neve a quote insolitamente basse per il periodo, anche sotto i 500 metri in qualche occasione.
2004. Un mese segnato da una lunghissima fase piovosa e uggiosa. Le temperature si mantennero per quasi tutte le settimane nettamente sotto le medie stagionali, soprattutto sulle regioni settentrionali e centrali. Periodo caratterizzato da nuvolosità persistente.
2013. Un’annata che ha lasciato il segno, al punto da essere il maggio più freddo da 30 anni al nord-ovest. Vide precipitazioni estreme e nevicate fuori stagione. Il giorno 24 a Milano pioveva con 8°C a mezzogiorno e nevicò fino a 500 metri con accumulo in Lombardia.
2019. Come ampiamente dettagliato nell’articolo, si tratta dell’episodio recente più straordinario per combinazione di freddo e pioggia. Fu caratterizzato da un’anomalia termica nazionale superiore ai -2,5°C, neve in Appennino fino a 600 metri di quota e record assoluti di piovosità in alcune province dell’Emilia-Romagna, prima di essere superati nel 2023.
2023. Più che per il freddo da record, il maggio 2023 passa alla storia per la sua catastrofica piovosità prolungata. È il mese tristemente noto per le tragiche alluvioni in Emilia-Romagna. L’anomalia termica si è mantenuta negativa, seppur in maniera molto lieve, soprattutto per la totale mancanza di irraggiamento solare. Non è mancato il caldo, ma ci sono stati due violenti cicloni che hanno devastato le regioni romagnole.
2024. Un mese diviso in due, ma che per il Nord Italia ha significato piogge estreme e talvolta da record. In Lombardia e in Veneto è risultato uno dei mesi di maggio più piovosi dell’intera serie storica. Per Milano è stato il mese più piovoso della sua storia, non solo di maggio ma di qualunque mese, con condizioni meteo ostinatamente perturbate per ben 25-26 giorni su 31.
Credit: (METEOGIORNALE.IT)