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Grandine record su Milano: chicchi di 7 cm ben prima dell’Estate

Milano, grandine fino a 7 cm: quando non era nemmeno estate, né aprile

Federico De Michelis di Federico De Michelis
22 Apr 2026 - 18:11
in A La notizia del giorno, A Scelta dalla Redazione, Meteo News
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Grandine grossa su Milano.

(METEOGIORNALE.IT) La forte grandinata che ha interessato vari quartieri di Milano l’altro ieri è stata definita come un evento meteorologico da record per il mese di aprile. Tuttavia, dobbiamo ribattere con altri dati alla mano. Innanzitutto, l’altra notte una cellula temporalesca piuttosto intensa si è abbattuta soprattutto sulla Brianza, un’area che viene interessata varie volte durante il semestre caldo da temporali di forte intensità; questa poi ha lambito buona parte di Milano nord, interessando anche i settori orientali. Il temporale era abbastanza intenso, tanto che si è verificata una grandinata con chicchi addirittura delle dimensioni fino a 5 cm di diametro. La grandine, soprattutto nei comuni a nord di Milano, ha procurato danni sia alle automobili in sosta sia alle tapparelle, ad esempio, ma soprattutto ha falciato le foglie degli alberi appena cresciute. Questo tipo di fenomeno atmosferico non ha nulla di eccezionale per questa zona: si verifica praticamente ogni anno. Eppure, ogni volta che accade, sembra che non sia mai successo prima. Stavolta, però, dobbiamo smentirlo.

 

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Il precedente del marzo 2008: chicchi come palle da tennis

Il 16 marzo 2008, a Milano città, e questa volta proprio tutta la città, fu colpita da una grandinata di sorprendente eccezionalità: infatti si registrarono chicchi dalle dimensioni fino a 7 cm di diametro. Erano grossi come palle da tennis, peraltro caduti proprio a marzo, cioè un mese prima dell’evento meteorologico dell’altro ieri. La grandinata venne preceduta da un’improvvisa fase primaverile: la temperatura era salita a 18°C. Era un pomeriggio, era domenica, nessuno si aspettava un evento meteorologico di tale eccezionalità. Ma il cielo all’improvviso divenne scuro, con il brontolio continuo dei tuoni, come spesso succede da queste parti, e la tempesta, durata per circa mezz’ora, scatenò il finimondo. Ci fu un fuggifuggi generale dapprima per i goccioloni di pioggia, poi per i chicchi di grandine sempre più grossi, fino a diventare delle vere e proprie palle di ghiaccio che cadevano sulla città sbattendo fragorosamente sulle automobili in sosta, sui tetti delle case, sui vetri, sulle tapparelle. Fenomeni meteorologici sempre molto scenografici e anche piuttosto dannosi, dato che la grandine con chicchi così grossi può procurare davvero parecchi danni. Per approfondire il legame tra contrasti termici e grandinate precoci, si può leggere l’analisi sul rischio supercelle e grandine di aprile.

 

Il 2008, un’annata anomala con cinque super grandinate

Il 2008 fu un’annata piuttosto anomala per Milano: si registrarono infatti ben cinque super grandinate da record, ovvero con chicchi maggiori dei 5 cm di diametro. Alcune falciarono la città in piena estate, a luglio, buttando a terra migliaia di quintali di foglie: la città appariva come dopo un uragano, con le foglie disseminate per vari quartieri a causa di questo fenomeno atmosferico così estremo. Milano è un’area a rischio grandinate di grosse dimensioni; negli ultimi anni, però, le grandinate piuttosto violente si sono accanite soprattutto nell’hinterland, interessando ora quello settentrionale, poi quello a est, poi quello a ovest, poi quello a sud. Tra l’altro, l’hinterland meridionale è quello che ne ha subite di maggiori, con grandinate veramente eccezionali che hanno toccato anche i quartieri più a sud. In tali eventi sono stati infranti addirittura i parabrezza delle auto e i vetri laterali: un fenomeno atmosferico veramente serio, però eravamo già verso l’estate, quando tali episodi diventano più comuni perché c’è molta più energia in gioco. Il quadro si inserisce in una nuova fase di forti temporali anche con grandine che sta interessando il Paese.

 

Un episodio da non dimenticare, ancora in pieno inverno astronomico

Effettivamente, questo fenomeno del marzo 2008 non può restare, per così dire, dimenticato: ogni anno lo ricordo, perché fu un episodio davvero importante, essendo accaduto in un periodo che, se vogliamo, era ancora l’inverno astronomico, dato che la primavera meteorologica inizia alla terza decade di marzo. Il temporale che si è abbattuto l’altro ieri sigla l’inizio della stagione della grandine, sigla il rischio di grandinate violente in Lombardia e sulla Pianura Padana, tanto che il giorno successivo c’è stata una violenta grandinata anche in Friuli Venezia Giulia, di cui poi varie cronache hanno parlato. Ma la grandinata del milanese, chiaramente, fa più notizia, essendo un’area densamente popolata: stiamo parlando di un’area metropolitana, quindi i danni che possono procurare grandinate di questa natura sono davvero ragguardevoli. L’area di Milano è perciò sempre sott’occhio in caso di violente grandinate. Il collegamento con le dinamiche dei giorni scorsi è trattato nella cronaca sulle grandinate gigantesche al Nord Italia che aprono la stagione.

 

Non solo Milano: il Nord Italia è un mosaico a rischio

Tra le altre cose, non è solo Milano a subire grandinate di una certa entità: ci sono varie città del Nord Italia che sembrano destinate a patire grandinate devastanti. Posso citare Torino, ad esempio, che ne ha avute parecchie anche in centro città in questi anni; poi c’è Padova, che non ha scherzato affatto con le grandinate; quindi Treviso e anche la stessa città di Bologna ha avuto le sue grandinate. Poi ci sono tantissimi centri minori, come i capoluoghi di provincia: posso citare Como e Lecco, che hanno avuto episodi devastanti. Varese è un’altra area che subisce grandinate eccezionali. Il Nord Italia è tutto a rischio, soprattutto nell’area pianeggiante, per quanto riguarda le grandinate violente; lo è persino il Friuli Venezia Giulia: stranamente poco colpita è la città di Gorizia, mentre a ovest, verso Udine, si verificano grandinate devastanti, così come su Pordenone, ad esempio, e verso il basso Veneto, quindi vicino a Venezia. La Lombardia ha appena vissuto uno stop al caldo con temporali, grandine e crollo termico.

 

La grandine cade a macchia di leopardo

La grandine, però, è un fenomeno che cade a macchia di leopardo: quando si dice che ha grandinato su Milano, su Bologna e così via, non significa che tutta la città sia stata coinvolta. In genere sono stati interessati alcuni quartieri, e può succedere che, addirittura, possa grandinare in una via in modo intenso, mentre nella via attigua magari può grandinare con chicchi molto più sottili. La grandine è un fenomeno piuttosto misterioso: si forma all’interno delle nubi a causa del vento che dal basso soffia verso l’alto, una corrente chiamata ascensionale, che aggrega questi chicchi di grandine generando un agglomerato sempre più grande. Quest’ultimo si compatta divenendo un unico blocco di ghiaccio, che poi cade a terra sfracellandosi e procurando danni. Sul tema si inserisce anche l’approfondimento sul volto nascosto di maggio e i fenomeni estremi tra supercelle e grandine.

 

Le vittime della grandine: un fenomeno da non sottovalutare mai

Grandinate devastanti si sono abbattute su Milano negli ultimi anni, ferendo persino delle persone. In un episodio fu interessata la parte centro-settentrionale e anche il vero e proprio centro città, con addirittura una trentina di persone ferite, perché parliamo di un’area densamente popolata. Purtroppo, questi fenomeni negli ultimi anni sono avvenuti anche in altre città, e posso segnalare che anche in queste ci sono state persone colpite al volto o al capo dalla grandine, riportando ferite, per fortuna lievi. C’è però da dire che, qualche anno fa, una grandinata devastante accadde in Spagna nei pressi di Barcellona. In quel caso fu colpito un bambino, che purtroppo subì un trauma cranico e morì. La grandine, dunque, non è un fenomeno atmosferico da prendere in considerazione superficialmente: è un fenomeno molto serio, delicato, da non sottovalutare. Non è mai da sottovalutare alcun temporale, anche per la carica elettrica: i fulmini possono cadere per varie ragioni, anche su persone magari affacciate alla finestra per vedere il temporale. Bisogna evitare di stare sotto gli alberi e, soprattutto, mettersi in condizioni di sicurezza. Le proiezioni per il seguito del mese sono raccolte nell’analisi meteo che cambia tutto: aprile trascina maggio nel caos e nel quadro sul Vortice Polare scatenato con svolta fredda e grandine.

 

 

Credit

  • European Severe Storms Laboratory (ESSL)
  • ESSL – New study on very large hail in Europe and Northern Italy
  • NOAA – National Severe Storms Laboratory – Hail Research
  • NOAA – NSSL – Severe Weather 101: Hail Basics
  • Nature Geoscience – Battaglioli et al., 2026: Contrasting trends in very large hail events and related economic losses across the globe

  (METEOGIORNALE.IT)

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Libero professionista nel campo dei dati meteo e dell’Osservazione della Terra. Laurea in Ingegneria Spaziale (Brunel University London). Formazione avanzata in meteorologia in Europa e in Canada, con approfondimenti su modellistica numerica, telerilevamento e analisi dei dati ambientali. Cosa faccio Previsione operativa e analisi per settori meteo-sensibili (energia, outdoor, eventi, turismo) Interpretazione di prodotti satellitari e di modelli (EO/remote sensing) Assessment dei rischi meteo-climatici e reportistica Divulgazione e supporto a media e progetti educativi/R&D Lavoro all’intersezione tra scienza, tecnologia e decisioni concrete, con attenzione a qualità dei dati e comunicazione chiara. La meteorologia è la mia passione fin da bambino; dopo un anno di liceo all’estero mi sono trasferito a Londra dove ho conseguito la laurea alla Brunel University London.

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