
(METEOGIORNALE.IT) Maggio è da sempre immaginato, nell’immaginario collettivo, come il mese del bel tempo e dei primi veri tepori estivi, da sole, mare e tintarella. Questa, però, è una realtà che spesso e volentieri cozza con le condizioni meteo tipiche. Soprattutto nelle regioni settentrionali, questo periodo può infatti rivelarsi spiccatamente instabile e piovoso: come ad esempio in Piemonte, il mese più precipitativo dell’anno! È proprio in questo contesto di grandi scontri tra masse d’aria calde da un lato e fredde dall’altro che si sviluppano i primi fenomeni temporaleschi violenti, tra cui spiccano per intensità le fantomatiche supercelle.
Che scontri!
Ma da dove nasce questa violenta instabilità? Il motore principale è il profondo contrasto termico tra masse d’aria con caratteristiche diametralmente opposte. Da sud, correnti calde e cariche di umidità risalgono dal Sahara e si arricchiscono ulteriormente di vapore acqueo sul Mar Mediterraneo, già molto caldo. Da nord, invece, irrompono masse d’aria decisamente più fredde e instabili, secche ma spiccatamente più rigide rispetto a quelle preesistenti. Quando queste due correnti si scontrano sopra le nostre teste, innescano vigorosi moti convettivi che aumentano sensibilmente il rischio di eventi meteo estremi.
Un ulteriore focus
Il rischio massimo si tocca con l’ingresso di un fronte freddo in grado di superare l’ostacolo naturale delle Alpi. Da qui si creano le condizioni ideali per la nascita di temporali severi. È in questi frangenti che nascono le supercelle: un particolare tipo di temporale molto violento, caratterizzato dalla presenza di un mesociclone, ovvero una zona di intensa rotazione interna che li rende particolarmente pericolosi. Queste immense strutture possono generare precipitazioni torrenziali, distruttive raffiche di vento lineare, grandinate con chicchi di grosse dimensioni e, nei casi peggiori, persino tornado.

Il rischio della Pianura Padana
Senza dubbio, l’area più esposta in Italia è la Pianura Padana. A causa della sua peculiare conformazione geografica, intrappola calore e umidità, accumulando enormi quantità di energia grazie all’irraggiamento solare primaverile. Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto e Friuli-Venezia Giulia risultano quindi le regioni più vulnerabili, proprio perché il clima caldo-umido preesistente agisce come una miccia per lo sviluppo di enormi cumulonembi quando arrivano fronti freddi che scavalcano le Alpi.
Infine, un ulteriore elemento di rischio è rappresentato dalle incursioni sempre più anticipate dell’anticiclone africano. Non è ormai raro registrare già a Maggio temperature estive vicine ai 27-30°C e un’atmosfera satura di vapore acqueo. Non sarebbe normale, eppure lo è diventato negli ultimi anni. In molti lo vivono persino come un gradevole anticipo d’estate, ideale per i primi bagni o per prendere il sole in montagna. Ciò non toglie che una configurazione meteo simile comporta dei rischi concreti, che abbiamo analizzato in questo articolo.
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