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Aprile dal meteo capriccioso: rischio di diverse insidie, tra supercelle e grandine

Davide Santini di Davide Santini
10 Mar 2026 - 10:00
in A Scelta dalla Redazione, Ad Premiere, Meteo News
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(METEOGIORNALE.IT) Aprile, storicamente, è un mese di transizione bizzarro. C’è una questione che vogliamo chiarire. Se il prossimo mese dovrebbe essere ricco di contrasti termici, ci sono due conseguenze da tenere in conto. La prima è la possibilità di fenomeni di una certa intensità. Temporali anche diffusi. La seconda è la probabilità delle prime grandinate di stagione. Magari anche non necessariamente così piccole.

 

Cosa potrebbe accadere

Senza far allarmismo di nessun tipo, vogliamo evidenziare la seguente questione. Il problema di fondo risiede nei contrasti termici esasperati. Quando correnti fresche e instabili di origine atlantica riescono a penetrare nel Mediterraneo, trovano ad accoglierle masse d’aria decisamente più calde che si sono accumulate nei bassi strati. Cosa accade a questo punto? Lo scontro è inevitabile.

 

È un mix che Può risultare anche piuttosto delicato. Ricordiamo che il Vortice Polare può essere ancora in fase di debolezza. Magari mandandoci impulsi freddi verso di noi. Ne consegue che l’aria fredda che arriva da nord, una volta arrivata in Valle Padana dove c’è già una temperatura piuttosto alta, innesca potenti moti convettivi verticali, i quali rappresentano il motore principale per la formazione delle nubi temporalesche più maestose e pericolose: i cumulonembi. Da un lato affascinanti, ma da quell’altro portatori di eventi meteo violenti.

 

Grandine e supercelle

Le grandinate peggiori sono quasi sempre associate alle supercelle. Ma cosa sono esattamente? Si tratta di sistemi temporaleschi fortunatamente non comuni, ma molto violenti e con una caratteristica rotatoria al loro interno. Perché si formino, serve un ingrediente fondamentale: un forte wind shear.

 

Con questo termine ci si riferisce alla variazione del vento, sia in termini di intensità che di direzione, con l’aumentare della quota. Senza uno shear significativo, il temporale non riesce a “sollevarsi” e organizzarsi in modo così violento. Ne consegue che, alla luce di quanto esposto, servono diverse condizioni idonee allo sviluppo di tale temporali. E per fortuna in aprile non sono così frequenti…

 

Le grandinate devastanti di solito sono appannaggio dei mesi più caldi. È rarissimo che ci siano già in aprile. Ciò non toglie che, clima sempre più caldo, la loro probabilità possa un po’ aumentare. Ricordiamo che comunque sono sempre fenomeni isolati, non certo devastatori di un’intera regione.

 

Ma come si formano fisicamente i chicchi?

All’interno della nube, l’aria calda sale rapidissima, trascinando con sé piccoli nuclei di ghiaccio. Man mano che salgono, questi ultimi attraversano strati di acqua sopraffusa, ovvero goccioline liquide che, pur trovandosi a temperature sotto lo zero, non congelano finché non toccano una superficie solida.

 

Colpendo il chicco di ghiaccio, si congelano istantaneamente, creando il microchicco. In questo caso più piccolo delle dimensioni di un’unghia del mignolo. Segue poi una fase di discesa e successiva risalita. È così che si allarga. Un su e giù molto pericoloso, che continua finché il peso non vince la forza del vento, oppure il chicco non incontra una corrente discendente.

 

Ne consegue che più sono forti le correnti ascensionali e maggiori sono le probabilità che il chicco diventi grosso. Ecco perché, pur essendo piuttosto rari in primavera, i temporali a supercella possono essere presenti e scaricare grandi quantità di acqua e le prime grandinate. Saranno i nostri aggiornamenti meteo che vi diremo quando ci sarà il concreto rischio di questi fenomeni.

 

  • World Meteorological Organization (WMO)

  • National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA)

  • European Centre for Medium-Range Weather Forecasts (ECMWF)

  • American Meteorological Society (AMS)

  • Journal of Climate – American Meteorological Society (METEOGIORNALE.IT)

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Tags: blocco anticiclonicoinstabilità pomeridianamaltempo mediterraneomodelli meteorologiciperturbazioni atlantichepiogge primaverilisaccature depressionarie
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Davide Santini

Davide Santini

Davide Santini, laureato magistrale in Fisica. Ha effettuato una tesi triennale con il professor Vincenzo Levizzani sui temporali, sulla loro suddivisione e sui fenomeni più violenti. Ha poi approfondito la tesi magistrale, con il professor Maugeri e il professor Miglietta, analizzando la correlazione tra aumento termico della temperatura estiva e probabilità di promontori di alta pressione di matrice subtropicale. Ha collaborato e collabora tuttora con Nimbus, la rivista di meteorologia italiana. Collabora dal 2018 per diverse testate meteorologiche italiane (5 in totale) e in particolare ha una esperienza quinquennale con il sito web Meteo Giornale. Tratta numerose tematiche, tra le quali previsioni a breve, medio e lungo termine; climatologia; cambiamenti climatici; etica ambientale. È esperto di analisi modellistica, di tendenze a lungo termine e analisi di radiosondaggi e profili termici verticali dell'atmosfera. È inoltre insegnante rinomato, dove prepara gli studenti delle superiori e dell'università, idoneo a trattare concorsi pubblici e privati, con professionalità e impegno.

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