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Aprile, storicamente, รจ un mese di transizione bizzarro. Cโรจ una questione che vogliamo chiarire. Se il prossimo mese dovrebbe essere ricco di contrasti termici, ci sono due conseguenze da tenere in conto. La prima รจ la possibilitร di fenomeni di una certa intensitร . Temporali anche diffusi. La seconda รจ la probabilitร delle prime grandinate di stagione. Magari anche non necessariamente cosรฌ piccole.
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Cosa potrebbe accadere
Senza far allarmismo di nessun tipo, vogliamo evidenziare la seguente questione. Il problema di fondo risiede nei contrasti termici esasperati. Quando correnti fresche e instabili di origine atlantica riescono a penetrare nel Mediterraneo, trovano ad accoglierle masse dโaria decisamente piรน calde che si sono accumulate nei bassi strati. Cosa accade a questo punto? Lo scontro รจ inevitabile.
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ร un mix che Puรฒ risultare anche piuttosto delicato. Ricordiamo che il Vortice Polare puรฒ essere ancora in fase di debolezza. Magari mandandoci impulsi freddi verso di noi. Ne consegue che lโaria fredda che arriva da nord, una volta arrivata in Valle Padana dove cโรจ giร una temperatura piuttosto alta, innesca potenti moti convettivi verticali, i quali rappresentano il motore principale per la formazione delle nubi temporalesche piรน maestose e pericolose: i cumulonembi. Da un lato affascinanti, ma da quellโaltro portatori di eventi meteo violenti.
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Grandine e supercelle
Le grandinate peggiori sono quasi sempre associate alle supercelle. Ma cosa sono esattamente? Si tratta di sistemi temporaleschi fortunatamente non comuni, ma molto violenti e con una caratteristica rotatoria al loro interno. Perchรฉ si formino, serve un ingrediente fondamentale: un forte wind shear.
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Con questo termine ci si riferisce alla variazione del vento, sia in termini di intensitร che di direzione, con lโaumentare della quota. Senza uno shear significativo, il temporale non riesce a โsollevarsiโ e organizzarsi in modo cosรฌ violento. Ne consegue che, alla luce di quanto esposto, servono diverse condizioni idonee allo sviluppo di tale temporali. E per fortuna in aprile non sono cosรฌ frequentiโฆ
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Ma come si formano fisicamente i chicchi?
Allโinterno della nube, lโaria calda sale rapidissima, trascinando con sรฉ piccoli nuclei di ghiaccio. Man mano che salgono, questi ultimi attraversano strati di acqua sopraffusa, ovvero goccioline liquide che, pur trovandosi a temperature sotto lo zero, non congelano finchรฉ non toccano una superficie solida.
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Colpendo il chicco di ghiaccio, si congelano istantaneamente, creando il microchicco. In questo caso piรน piccolo delle dimensioni di unโunghia del mignolo. Segue poi una fase di discesa e successiva risalita. ร cosรฌ che si allarga. Un su e giรน molto pericoloso, che continua finchรฉ il peso non vince la forza del vento, oppure il chicco non incontra una corrente discendente.
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Ne consegue che piรน sono forti le correnti ascensionali e maggiori sono le probabilitร che il chicco diventi grosso. Ecco perchรฉ, pur essendo piuttosto rari in primavera, i temporali a supercella possono essere presenti e scaricare grandi quantitร di acqua e le prime grandinate. Saranno i nostri aggiornamenti meteo che vi diremo quando ci sarร il concreto rischio di questi fenomeni.
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