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      Home ยป Vortice Polare scatenato: svolta fredda con grandine. Neve sui monti
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      Vortice Polare scatenato: svolta fredda con grandine. Neve sui monti

      Vortice Polare: dopo l'anticipo d'estate, irruzione fredda a fine aprile sull'Italia

      Federico De Michelis
      Federico De Michelis
      Pubblicato: 21/04/2026
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      11 Min Lettura
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      Vortce Polare e aria calda un mix esplosivo.

      Vortice Polare ancora vivace nel cuore della primavera

      Molto spesso vi abbiamo parlato di un Vortice Polare che continua, in questa primavera, ad essere piuttosto attivo sul nostro continente. Generalmente il Vortice Polare incontra degli ostacoli a spingersi verso sud, mentre ad esempio nel continente nordamericano questo si espande parecchio verso le regioni piรน meridionali per la conformazione geografica. Tuttavia, in primavera gli scambi di masse dโ€™aria lungo i meridiani risultano sensibilmente amplificati, e questo facilita lo spostamento del freddo del Vortice Polare verso sud. Anche le proiezioni dei modelli matematici, che intravedono una persistente vitalitร  del Vortice Polare soprattutto per la fine del mese di aprile, appaiono abbastanza attendibili.

      Contents
        • Vortice Polare ancora vivace nel cuore della primavera
        • Burrasca di neve su Scandinavia, Paesi Baltici e Russia occidentale
      • Italia divisa tra aria calda e gelo in quota
        • Temporali e grandine: comincia la stagione dei fenomeni estremi
        • Un maggio instabile in attesa della vera estate
        • Il peso del Riscaldamento Globale sulle piogge e sui temporali

      Prospettano, infatti, appena dopo il 25 aprile una violenta irruzione di aria fredda su parte dellโ€™Europa. Al momento questa previsione va presa in considerazione in maniera ancora approssimativa, poichรฉ si verificherร  proprio quando lโ€™Italia sarร  colpita, nei giorni precedenti, da una massa dโ€™aria calda: quella sorta di anticipo dโ€™estate di cui vi abbiamo recentemente parlato.

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      Burrasca di neve su Scandinavia, Paesi Baltici e Russia occidentale

      Proprio in quellโ€™occasione il Vortice Polare, attraverso unโ€™ansa richiamata da un minimo di bassa pressione sulla Russia, si spingerร  con decisione verso sud, associato tra lโ€™altro a maltempo che causerร  precipitazioni a carattere nevoso diffuso tra la Svezia orientale, la Finlandia, i Paesi Baltici, la Bielorussia, parte dellโ€™Ucraina settentrionale e della Russia occidentale europea.

      Questo fenomeno atmosferico puรฒ manifestarsi anche in altre annate, ma stavolta sembra essere prevista una vera e propria bufera di neve, un episodio di neve importante su queste aree, associato a quel minimo di bassa pressione che sarร  poi responsabile dellโ€™irruzione di aria fredda. Il tutto sarร  connesso allโ€™alta pressione che si formerร  sulle Isole Britanniche e che si protenderร  verso nord sino alle Isole Svalbard.

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      Italia divisa tra aria calda e gelo in quota

      Allo stesso tempo, in Italia ci sarร  una sorta di area intermedia. Infatti quellโ€™anticiclone di cui abbiamo parlato, che interesserร  la Penisola Iberica, sembra essere piuttosto restio ad andar via e molto insistente. Quindi, mentre nei giorni precedenti, attorno al 25 aprile, lโ€™Italia sarร  interessata da una massa dโ€™aria decisamente calda per la stagione, nei giorni successivi questo anticiclone cederร  dietro la spinta della massa dโ€™aria fredda proveniente da nord, unโ€™aria gelida che rischia di coinvolgere anche lโ€™Italia.

      Effettivamente la rotta esatta di questa nuova massa dโ€™aria fredda non รจ ben definita dai modelli matematici. Cโ€™รจ da dire che alcuni di questi โ€“ parlo del modello matematico americano e a tratti di quello europeo ECMWF โ€“ vedono infilarsi verso lโ€™Italia aria fredda di matrice invernale in quota, grazie a una minore intensitร  dellโ€™alta pressione che si formerร  e persisterร  sulla Penisola Iberica, tra lโ€™altro associata alla medesima aria calda di cui vi ho parlato prima. Sostanzialmente questa irruzione di aria fredda verso lโ€™Italia sarร  fortemente influenzata dalla forza dellโ€™alta pressione iberica: se questa dovesse cedere, come ad esempio intravede uno dei due modelli matematici, allora lโ€™Italia potrebbe essere interessata da unโ€™instabilitร  atmosferica molto marcata e da un sensibile calo delle temperature sino a valori da inizio primavera, con un brusco scivolone termico rispetto alle temperature preesistenti.

      Al momento, perรฒ, non siamo ancora in grado di conoscere con precisione che tempo farร  in ambito locale da qui a 10 giorni: avremo necessitร  di ulteriori informazioni. Come abbiamo potuto riscontrare, perรฒ, il guasto intorno al 20 aprile โ€“ cioรจ questi giorni di temporali e calo termico che si sta manifestando, anche se non eccessivo come era stato prospettato in precedenza โ€“ รจ stato comunque confermato. Lโ€™Italia si trova dunque sotto una massa dโ€™aria piuttosto instabile e, per gran parte di questa settimana, sono attesi molti temporali. Cโ€™รจ da attendersi quindi che anche la successiva irruzione fredda possa avere effetti analoghi, seppure con temperature magari piรน basse, perchรฉ lโ€™aria fredda giungerร  proprio dalle regioni artiche: potrebbe essere pertanto piรน efficace il crollo termico e piรน incisiva la fase di instabilitร  atmosferica, con maggior rischio di temporali e grandinate.

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      Temporali e grandine: comincia la stagione dei fenomeni estremi

      Questโ€™ultimo non รจ un fattore trascurabile, perchรฉ fa parte integrante di questa stagione. Inoltre, stiamo osservando una novitร : le grandinate, lร  dove si verificano, stanno assumendo una violenza maggiore rispetto agli anni passati. Parliamo di grandinate abbondanti e di chicchi piuttosto grossi: abbiamo giร  visto chicchi di 4-5 cm di diametro sulle regioni settentrionali. Si tratta di un ulteriore elemento da non sottovalutare, figlio del contrasto termico. Il contrasto termico, del resto, favorisce lo sviluppo di nubi a forte sviluppo verticale, i cumulonembi per essere precisi, che sono quelle che originano i temporali, i quali potremmo definire piuttosto improvvisi.

      La previsione del temporale รจ sempre molto rischiosa: si parla infatti sempre della possibilitร  che si verifichino temporali, ma difficilmente riusciamo a definire le aree che ne saranno interessate. Alcuni modelli matematici, anche con validitร  di sole 24 ore โ€“ i piรน recenti ed evoluti โ€“ riescono a delimitare le zone a maggior rischio temporale, tra cui quelle che possono essere colpite persino da grandinate. Ai giorni nostri possiamo contare su molte piรน informazioni: stanno nascendo nuovi modelli matematici che offrono dati previsionali molto precisi, derivanti dalla necessitร  di conoscere quali aree potrebbero maggiormente essere esposte a fenomeni meteorologici estremi come nubifragi e grandinate.

      Questa esigenza sta emergendo non solo in Europa, ma anche nel Nord America, in Asia e persino nellโ€™emisfero meridionale. La metodologia sta facendo notevoli passi avanti in tale ambito, proprio per prevedere lโ€™intensitร  di questi fenomeni atmosferici che stanno verificandosi anche in aree dove, in questa stagione, non dovrebbero presentarsi. Nella giornata di domenica, ad esempio, รจ scattato lโ€™allarme tornado attorno alla cittร  di Chicago negli Stati Uniti dโ€™America: in questo periodo non dovrebbero esserci eventi simili, eppure giร  a marzo vi era stato un tornado nel Michigan, mentre pochi giorni prima si erano registrate bufere di neve, e nei giorni successivi ancora altre bufere. In Europa, per fortuna, non abbiamo assistito a questi eventi meteorologici estremi; tuttavia ci stiamo avvicinando alla stagione estiva.

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      Un maggio instabile in attesa della vera estate

      Lโ€™estate รจ una stagione di fortissimi contrasti termici, dove รจ sufficiente che una bolla dโ€™aria piรน fredda intervenga in un campo di alta pressione per generare enormi ammassi temporaleschi, che vagano anche per centinaia di chilometri, con furiosi rovesci, grandinate e nubifragi, insomma fenomeni piuttosto imponenti.

      Ma, tornando al fenomeno del lobo polare che si spinge verso sud, dobbiamo tenerlo dโ€™occhio perchรฉ potrebbe davvero dare delle noie, soprattutto verso la fine del mese di aprile, se non addirittura nei primi giorni di maggio. La data precisa ancora non siamo in grado di stabilirla con esattezza; รจ molto probabile, comunque, che i primi di maggio siano destinati ad essere piuttosto instabili, sempre influenzati da questa massa dโ€™aria fredda, in attesa che poi scoppi la vera estate.

      Tenete conto che maggio รจ il mese che ci accompagna direttamente verso la stagione estiva; allo stesso tempo, perรฒ, รจ il periodo in cui le basse pressioni oceaniche riprendono vigore e cercano di spingere verso lโ€™Europa delle perturbazioni. Peraltro, le regioni settentrionali durante questo periodo, e soprattutto tra maggio e giugno, registrano un picco di precipitazioni: e non solo sulla regione alpina, dove il picco massimo di precipitazioni si registra durante la stagione estiva, ma anche sulle pianure tra maggio e giugno. Al contrario, le precipitazioni al Centro Italia e al Sud Italia, isole comprese, a maggio diminuiscono sensibilmente: questo perchรฉ le masse dโ€™aria africane e mediterranee tendono ad essere fortemente influenzate dal deserto del Sahara.

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      Il peso del Riscaldamento Globale sulle piogge e sui temporali

      Poi ci sono anche i cambiamenti climatici, che hanno modificato e rimodellato il clima e persino le stagioni delle piogge: un elemento non trascurabile. Lโ€™intensitร  delle precipitazioni associate ai fenomeni temporaleschi sta tendenzialmente diventando piรน elevata ovunque, cosรฌ come quella delle precipitazioni non legate ai temporali: durante lโ€™inverno, infatti, abbiamo visto picchi di nevicate da record proprio a causa del cambiamento climatico. Il cambiamento climatico determina temperature globali piรน elevate; basti pensare che ogni grado Celsius in piรน permette allโ€™atmosfera di contenere circa il 7% di umiditร  in piรน. Le nubi, quindi, dispongono di maggior energia e umiditร  per produrre le precipitazioni. Per questo motivo un lobo polare che scende verso sud crea contrasti termici e, di conseguenza, risulta piรน forte come instabilitร  atmosferica.

      Questo lobo polare, dunque, se dovesse colpire lโ€™Italia anche in maniera indiretta, potrebbe portare temporali piuttosto importanti o rovesci rilevanti. Insomma, vedremo questo guasto che dovrebbe verificarsi in questo periodo dellโ€™anno e, nel frattempo, aspettiamo le grandi piogge sul Nord Italia, specialmente sulla Pianura Padana, dato che ne sarebbe la stagione piรน indicata.

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      Credit

      • NOAA Climate.gov โ€“ Polar Vortex Blog
      • ECMWF โ€“ European Centre for Medium-Range Weather Forecasts
      • AER Arctic Oscillation and Polar Vortex Blog
      • NASA Center for Climate Simulation โ€“ Stratospheric Warming
      • NOAA Climate Prediction Center โ€“ Polar Stratosphere

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