Da lunedì scatta la stagione dei temporali: al Nord Italia torna il rischio grandine
Da lunedì inizia la stagione dei temporali nelle regioni del Nord Italia, anche se qualche episodio potrebbe già presentarsi domenica. L’ingresso di aria fredda su una situazione di gran calura – che ormai interessa le regioni settentrionali e si protrarrà per diversi giorni – favorirà l’arrivo di nuove correnti umide, instabili e fredde, generando le condizioni ideali per lo sviluppo di temporali.
La stagione dei temporali al Nord Italia
L’apertura della stagione temporalesca segna l’inizio di una fase ricorrente: i fenomeni si ripresenteranno ogni qualvolta si verificherà un ingresso di aria fredda o l’arrivo di perturbazioni provenienti da ovest o da sud-ovest. Le regioni settentrionali diventano l’epicentro, per quanto riguarda l’Italia, delle aree maggiormente interessate da questi eventi. La Pianura Padana e le Alpi sono le zone mediamente più colpite dai temporali che, durante la stagione calda, possono apportare ingenti quantità di pioggia: dalla tarda primavera, passando per l’estate, fino all’inizio dell’autunno, si registrano i maggiori quantitativi pluviometrici dell’anno.
I temporali possono raggiungere notevole intensità sulle regioni settentrionali, dove si trovano i maggiori contrasti termici, ma anche nella penisola italiana gli episodi possono risultare piuttosto violenti. Aprile è un mese in cui le precipitazioni si verificano ancora con una certa costanza; con maggio, invece, soprattutto al sud – Sardegna, Sicilia e regioni meridionali – i temporali diminuiscono sensibilmente di frequenza, per sparire quasi del tutto in giugno, quando si presentano quasi esclusivamente nelle zone interne, in caso di afflusso di aria instabile.
Nelle regioni centrali, i temporali di giugno si manifestano mediamente nelle zone interne e talvolta si estendono anche alle località costiere. Per le regioni settentrionali, invece, i temporali possono abbattersi anche in pianura e sulle coste, ma qui la situazione è del tutto differente: il Nord Italia ha un clima molto diverso rispetto alla penisola durante la stagione più calda, una stagione che sta iniziando proprio adesso.
Temperature molto elevate per il periodo: il caso di Bolzano
Questo lo si è già visto con le temperature, salite a livelli inattesi: nel Nord Italia si sono toccati picchi massimi addirittura superiori a quelli del sud Italia. La città più calda si sta rivelando Bolzano, nell’estremo nord del Paese, dove vari fattori concorrono a raggiungere queste temperature elevate: la discesa dell’aria dai rilievi – con la conseguente compressione adiabatica – unita al fatto che la città si trovi in una vallata che si surriscalda nelle ore diurne, soprattutto in condizioni anticicloniche come quelle attualmente presenti.
Grandine: un fenomeno sempre più pericoloso
Con l’arrivo dei temporali emerge anche il rischio di precipitazioni a carattere di grandine. Nelle regioni settentrionali si registrano grandinate che possono essere di una certa rilevanza: ogni anno si misurano enormi quantità di grandine al Nord Italia, dove si sviluppano nubi a forte sviluppo verticale, capaci di contenere grandi quantità di ghiaccio che poi si riversa al suolo. Man mano che avanza la stagione, i chicchi possono diventare sempre più grossi: i picchi massimi di dimensioni si realizzano tra metà e fine giugno, in luglio e in agosto, mentre con settembre le grandinate diminuiscono d’intensità e i chicchi si riducono di dimensioni.
Con il Cambiamento Climatico le grandinate sono diventate più frequenti rispetto al passato e, soprattutto, più pericolose, poiché cadono chicchi di grosse dimensioni capaci di causare ingenti danni alle cose e, a volte, rischi per le persone – in particolare quando ci si trova all’esterno. Un aspetto spesso taciuto è che la grandine, purtroppo, uccide migliaia di uccelli: questi animali, non trovando riparo, possono essere colpiti dai chicchi e, vista la loro delicatezza, soccombere in seguito a questi eventi meteorologici così avversi.
Cosa aspettarsi da lunedì
Non si vuole affermare che a partire da lunedì ci saranno grandinate diffuse, bensì semplicemente che inizieranno a crearsi le condizioni ideali per i temporali al Nord Italia. Questi fenomeni diventeranno poi sempre più frequenti nel corso della stagione, ogni qualvolta si presenteranno le condizioni meteorologiche propizie. Per adesso si tratterà dell’avvento della stagione dei temporali, dopo che durante il semestre più freddo non se ne erano verificati – fatta eccezione per i primi episodi di circa un mese fa, abbattutisi a carattere sparso soprattutto tra la Lombardia e parte dell’Emilia-Romagna.
Niente a che vedere, comunque, con i temporali estivi, capaci di generare vere e proprie tempeste elettriche: raffiche di fulmini e lampi in rapidissima successione che illuminano il cielo soprattutto nelle ore notturne.
Supercelle, trombe d’aria e trombe marine
Questi temporali sono spesso associati alle supercelle, fenomeni piuttosto insidiosi capaci di provocare raffiche di vento violente, anche superiori ai 150 km/h – le cosiddette raffiche di downburst. Occasionalmente, in Italia, si verificano anche vere e proprie trombe d’aria o tornado, sebbene rimangano eventi abbastanza sporadici.
Molto più frequenti sono invece le trombe marine, generalmente innocue per la costa: in media si formano in mare e si esauriscono prima di raggiungere terra, poiché la loro natura le vede nascere e morire sul pelo dell’acqua. A volte si formano anche sui laghi, soprattutto sui grandi laghi del Nord Italia. Si tratta comunque di un fenomeno piuttosto raro.
Un cambiamento di stagione, non una fine del freddo
La stagione dei temporali segna il progressivo abbandono di quella invernale, ma non esclude la possibilità di colpi di coda: masse d’aria fredda provenienti da nord o da nord-est possono ancora interessare parte dell’Italia o l’intero Paese. In passato si sono vissuti episodi di questo tipo anche in tempi recenti: nel 2019, ad esempio, una significativa ondata di freddo ha colpito l’Italia nei primi giorni di maggio, con nevicate a quote basse sulle regioni settentrionali e temperature piuttosto rigide per il periodo anche nel resto del Paese. La stagione primaverile, insomma, è sempre capace di riservare sorprese.
Credit: ECMWF – European Centre for Medium-Range Weather Forecasts | Copernicus Climate Change Service | WMO – World Meteorological Organization | NOAA – National Oceanic and Atmospheric Administration | IPCC – Intergovernmental Panel on Climate Change