
Calo termico imminente sull’Italia
(METEOGIORNALE.IT) Ormai ne abbiamo parlato parecchie volte: il forte calo termico sull’Italia è imminente, e si farà sentire con una certa importanza soprattutto sul settore orientale. In generale, secondo le previsioni del Centro Meteo Europeo (ECMWF), avremo persino una notte con temperature sotto la media. La notte attesa tra l’1° e il 2 maggio vedrà infatti minime notturne sotto la norma, un evento che ormai succede raramente, bisogna dirlo. Ne avevamo già parlato approfonditamente in questo recente aggiornamento sull’evolversi della situazione.
Picco del freddo sui Balcani
Il massimo del freddo si toccherà sui Balcani, dove le temperature potranno essere fino a 15°C sotto la norma nei valori minimi. Questo comporta il fatto che, siccome da loro ci saranno anche precipitazioni, potrà nevicare a quote estremamente basse. Insomma, una situazione meteorologica piuttosto interessante quella che si annuncia, anche se di breve durata. Una configurazione associata pure a precipitazioni che toccheranno il settore più orientale italiano, con possibili nevicate sui rilievi principali dell’Italia centrale e su qualche area del Sud. Il fenomeno atmosferico vedrà inoltre un sensibile rinforzo del vento, dovuto al ricambio di masse d’aria.
Sembrerebbe quasi una rottura della primavera quella che si sta verificando, un colpo di coda invernale, e in realtà quasi potremmo confermare che lo sia, se non fosse che la fase è di durata estremamente breve. Già nella notte successiva, infatti, la temperatura si porterà su valori in aumento sull’Italia del Nord, con minime più basse rispetto alla media sulle regioni meridionali italiane fino al nord della Sicilia, e con un freddo piuttosto consistente su Romania, Macedonia, Turchia occidentale e Grecia, addirittura anche sull’isola di Creta, con temperature fino a 15°C sotto la media. Un bel freddo, insomma. Non a caso, in un altro nostro approfondimento avevamo segnalato il rischio della famigerata isoterma “zero” a 1500 metri di quota.
Due notti fredde, poi sole il 2 maggio
Quindi due notti sono attese piuttosto fredde, ma con temperature massime già sopra la media nella giornata del 2 maggio, grazie al sole. Direi nella media, o un pochino sotto media, il 1° maggio, con valori sotto la norma su tutta la fascia appenninica, sulle regioni meridionali, sulla Sicilia e anche sulla Sardegna orientale. Nel settore nord-occidentale, invece, la temperatura sarà nella media o lievemente sopra la norma. Da segnalare, viceversa, che il caldo, ovvero le temperature sopra la media, proseguirà ad esempio in Francia, in Germania occidentale e sulle Isole Britanniche, oltre che in Scandinavia; freddo ancora importante sulla Russia europea e in Ucraina. Insomma, una situazione meteorologica piuttosto rilevante, che va assolutamente menzionata. Per chi volesse approfondire, segnaliamo questo articolo sulle possibili repliche di freddo nel corso del mese.
Purtroppo succede che ci siano molte voci fuori dal coro, alcune che vanno a sottovalutare questo evento atmosferico, quando in effetti si tratta di un episodio di una certa rilevanza, anche perché avviene proprio a cavallo del 1° maggio e non è certo solito avere qualcosa del genere. Possiamo assimilare questo fenomeno atmosferico a quello visto attorno al 2019, sempre in maggio, anche se allora ci fu un’intrusione di aria fredda ben più massiccia, diretta quella volta in Italia, con precipitazioni avverse e neve a quote basse. Tuttavia, questi fenomeni non sono limitati solo al 2019: abbiamo avuto altre annate con nevicate sui rilievi, come ad esempio il 27 aprile 2017, con un’abbondantissima nevicata su tutto l’arco alpino, tanto per dare una panoramica sul meteo del passato. Insomma, questi eventi meteorologici possono avvenire e, come spiegano molti scienziati, le primavere sono divenute molto instabili. Soprattutto in Europa si stanno osservando fortissime variazioni di temperatura, con sbalzi termici da un giorno all’altro davvero importanti, e proprio in coincidenza di queste eruzioni di aria fredda.
La tempesta di neve a Mosca
Va considerato che questo fenomeno atmosferico è strettamente collegato con la tempesta di neve che ha interessato la vasta area metropolitana di Mosca, dove tra l’altro si segnalano persino tre vittime a causa del maltempo, accompagnato da raffiche di vento fino a 130 chilometri orari e da una nevicata che, in periferia di Mosca, si dice abbia raggiunto dai 12 ai 15 centimetri di altezza. Una quantità piuttosto consistente, tenuto conto del periodo e del fatto che è caduta prevalentemente neve bagnata, ovvero piuttosto umida. Una cronaca dettagliata dell’evento è disponibile in questo nostro reportage.
Continuerà una primavera bizzarra
Andiamo poi a vedere la linea di tendenza più avanti nei giorni. Abbiamo detto di una primavera bizzarra, e le primavere bizzarre cosa possono essere? Complici di ulteriori sbalzi termici. Infatti, mentre nei giorni successivi, fino al 7-8 maggio, avremo un’oscillazione della temperatura tra valori sotto media e leggermente sopra la norma, verso il 10 maggio ci potrebbe essere una marcata situazione di vento di scirocco che toccherà soprattutto Sardegna e Sicilia, con un aumento delle temperature. Però attenzione: saremo già in quel periodo che vedrebbe l’arrivo di perturbazioni, attese a partire dal 4-5 maggio, le quali scorreranno sull’Italia provocando temporali a carattere sparso. In alcune circostanze tali perturbazioni saranno più organizzate, così parrebbe, e daranno fenomeni più rilevanti e diffusi rispetto ad altre, invece più caotiche.
Ci stiamo dunque accingendo verso una fase di tempo piuttosto instabile. Per quanto riguarda il caldo, ovvero le anomalie della temperatura molto superiori alla media, sembra che la fase si stia per calmare. C’è da dire, comunque, che in maggio abbiamo temperature superiori a quelle di aprile: osservando i valori in ambito di anomalia, va detto che le temperature di maggio appariranno, a parità di valore, meno anomale rispetto ad aprile. Ad esempio, una temperatura di 25°C apparirà già meno anomala rispetto a come succede invece nel mese di aprile. È quello che accade esattamente per quanto riguarda le anomalie, perché esse fanno riferimento alle decadi del mese o a un mese intero.
Mediterraneo caldo e rischio di piogge intense
Per concludere, avremo questa irruzione di aria fredda che colpirà anche l’Italia, non in maniera diretta, ma praticamente ci arriverà vicino. Ha delle similitudini con un’irruzione d’aria fredda che si ebbe a metà ottobre. Dopodiché ci sarà un aumento graduale della temperatura e soprattutto dell’instabilità atmosferica, con il passaggio di perturbazioni piuttosto vivaci, non vere e proprie tempeste.
Considerate però un fatto non poco trascurabile: le temperature del mese di aprile delle acque superficiali del Mar Mediterraneo centrale, anzi di tutto il Mar Mediterraneo, sono superiori alla norma, addirittura con picchi che si avvicinano fino ai 5°C. Questo non è per niente trascurabile, perché significa che c’è molta energia a disposizione dei fronti che giungeranno dall’Oceano Atlantico: avranno modo, sul Mar Mediterraneo, di acquisire forza grazie alla maggiore concentrazione di umidità in aria rilasciata proprio dal mare, più caldo della media. Quindi contrasti termici, rischio di temporali e rischio di precipitazioni localmente molto intense. Su questo aspetto, vi rimandiamo a un nostro recente articolo sulle anomalie già marcate del Mare Nostrum.
Il fatto che le precipitazioni possano essere localmente molto intense è ormai una consuetudine. Abbiamo riscontrato che, come precipitazioni nella media annuale, cadono più o meno quelle che dovrebbero essere registrate nell’arco di 12 mesi, tuttavia in un periodo molto più breve: abbiamo cioè piogge più forti che poi vanno a totalizzare più o meno la stessa quantità di pioggia che dovrebbe cadere nei 12 mesi. Questo però è molto negativo, perché si tratta di un indice associato alla desertificazione, soprattutto di quelle regioni mediterranee molto vicine al Nord Africa. Ciò non significa, ovviamente, che avremo il deserto domani o l’anno prossimo: stiamo solo parlando del fatto che esiste questa tendenza. Una tendenza ad avere precipitazioni più intense e concentrate in brevi periodi che si sta manifestando a livello globale, tanto che durante la stagione invernale queste precipitazioni hanno causato anche nevicate con quantitativi record, proprio perché, quando in alcune circostanze – e non poche – succedono con intensità considerevole, gli accumuli diventano davvero notevoli.
Credit: (METEOGIORNALE.IT)
