
(METEOGIORNALE.IT) Siamo a metà aprile eppure i nostri sguardi sono già puntati verso le condizioni meteo della prossima estate. Solamente che in questo articolo, anziché trattare di temperature estive che subiremo, parliamo di qualcosa di molto diverso. Ma una seconda faccia di una stessa medaglia. I valori superficiali del mare.
Perché sono importanti
Tralasciando il fatto che un mare caldo può essere un problema per le specie di pesci e flora ittica, avere delle acque già sopra Media adesso è un brutto segnale. Questo perché difficilmente l’estate sarà fresca e anche l’autunno Dovrebbe risultare più caldo della media. Questo perché entreremo in una fase di Nino particolarmente forte. Ne conseguirà che le condizioni meteo atmosferiche saranno spesso improntate verso le temperature alte e quindi si immagazzinerà calore latente nel mare.


Stagione di accumulo
Può sembrare poco ma già adesso abbiamo circa un grado di temperatura sopra le medie. Effettivamente il mare è ancora freddo, ma non come lo era un tempo. Di conseguenza, questo scarto termico non farà altro che aumentare nei prossimi mesi.
Oramai anche i nostri lettori che vanno al mare sanno bene che tra agosto e settembre sembra quasi di stare alle terme. Le temperature superficiali sono sempre più alte e potenzialmente potranno crescere ancora fino ai primi di settembre.
Forti anomalie
Questo vuol dire che nella seconda parte dell’estate e soprattutto in autunno potremmo avere delle anomalie marcate per quanto riguarda le temperature. Di conseguenza, più che per l’estate calda. (che ovviamente sarà così perché oramai il trend meteo climatico è quello), il vero pericolo si nasconde nei mesi successivi.
L’eredità di una stagione estiva dalle temperature così elevate è un Mar Mediterraneo che subisce vere e proprie ondate di calore marino, immagazzinando una quantità di calore estrema. Il Mare Nostrum si trasforma così in un colossale serbatoio di energia potenziale, pronta a emergere (o forse esplodere…) in avanti con la stagione autunnale.
Occhio da Ottobre in poi
Parallelamente, con l’arrivo dei mesi autunnali, entrerà una nuova circolazione atmosferica europea: la corrente a getto tende ad abbassarsi fisiologicamente di latitudine, spingendo continui treni di perturbazioni atlantiche, cariche di aria più fresca e instabile, verso la nostra penisola.
Quando queste masse d’aria fredda e instabile in quota scivolano sopra la superficie letteralmente bollente del mare, il contrasto termico e igrometrico diventa esplosivo. Questo scenario meteorologico si traduce in un possibile aumento di fenomeni estremi e alluvionali.
Purtroppo sappiamo bene che la stagione autunnale sta diventando sempre più complessa e rischiosa. Non è detto che sicuramente ci saranno alluvioni, però in un clima più caldo vuol dire che evapora più acqua e pertanto ne può cadere di più di un tempo.
Credit:
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NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration) – https://www.noaa.gov/
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Copernicus Marine Service (CMEMS) – https://marine.copernicus.eu/
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WMO (World Meteorological Organization) – https://wmo.int/
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IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change) – https://www.ipcc.ch/
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Nature Climate Change – https://www.nature.com/nclimate/ (METEOGIORNALE.IT)