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29 Aprile, colpo di coda dell’Inverno in Italia

Meteo, il vortice polare torna sull'Italia dopo il 29 aprile: temporali, grandine e poi caldo africano

Federico De Michelis di Federico De Michelis
22 Apr 2026 - 19:32
in A La notizia del giorno, Alla Prima Pagina Meteo, Meteo News, Zoom
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Vortice Polare rotta Italia

(METEOGIORNALE.IT) Dopo la fase molto mite che ci accompagnerà durante il fine settimana, ci attende un nuovo brusco abbassamento della temperatura. Questo è prospettato addirittura attorno al 29 aprile, quando il Vortice Polare, di cui abbiamo parlato ampiamente in un approfondimento dedicato, rilascerà un’ansa verso sud che parrebbe essere diretta parzialmente anche sull’Italia. Il cambiamento atmosferico favorirà non solo dell’instabilità diffusa con un’escalation di temporali, specialmente nelle regioni del Nord Italia, ma i fenomeni si spingeranno anche più a sud, verso il Centro, per poi interessare Sardegna, Sicilia e meridione.

 

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Scambi di masse d’aria e contrasti termici verso maggio

Attenzione, però: ci sono altre novità in gioco, perché ormai ci stiamo avvicinando sempre più a maggio ed effettivamente il cambiamento che si verificherà nella prima parte del mese sarà piuttosto rilevante. Entreranno in scena nuove masse d’aria e si farà sentire soprattutto quella africana, che cercherà di spingere verso nord l’aria fredda dell’ansa polare portatasi sull’Italia, tentando di aprirsi un varco. In questo caso si innescheranno contrasti termici importanti: le regioni del Nord Italia saranno all’interno della cupola fredda proveniente da nord, mentre un’altra cupola, in arrivo da sud, proverà a farsi strada verso settentrione. Sarà calda, sarà l’alta pressione africana, con geopotenziali elevati, portatrice di bel tempo ma allo stesso tempo anche di contrasti termici rilevanti con l’aria fredda che scende da nord.

Ecco perché vedremo lo scoccare di temporali da nord verso sud, ma molto più frequenti nelle regioni settentrionali, dove peraltro potrebbero presentarsi anche sotto forma di grandine. Questa è la stagione giusta delle grandinate e il periodo in cui cominciano a manifestarsi fenomeni meteorologici estremi; ormai da maggio prende il via quella fase che porta grandinate di una certa rilevanza, temporali e supercelle, soprattutto sulle regioni settentrionali. E questi temporali, attenzione, non andranno ad abbattersi solo sul Nord Italia, ma anche su Francia, Spagna ed Europa: sostanzialmente potranno verificarsi fenomeni di questa natura man mano che avanza il riscaldamento, le temperature salgono, si allontana il Vortice Polare ed entra in gioco il caldo, che dovrà fare i conti con il freddo preesistente.

 

Nord America, un esempio di contrasti termici: tornado in Illinois

Qualcosa del genere lo stanno vivendo, ad esempio, in Nord America, precisamente nello Stato dell’Illinois, nella zona di Chicago, dove è stato lanciato un allarme tornado. Lo Stato che ospita la città è stato toccato in questi giorni da ben quattro tornado anche piuttosto importanti, oltre a grandinate devastanti. Siamo a latitudini decisamente settentrionali, in aree piuttosto fredde colpite anche di recente da un’ondata di freddo. Ci troviamo in quella fase dell’anno segnata da forti contrasti termici, dove praticamente si passa da un estremo all’altro: da una fase piuttosto fresca a una che tende a essere calda, quel caldo che già ricorda l’estate. Attenzione, però: l’estate vera è ancora lontana, quella dei 35°C sta dietro l’angolo. In effetti, basta girarsi verso l’angolo, come dire, e un mesetto ci porterà in quel grande caldo estivo.

 

Nord Italia in deficit pluviometrico, ma maggio è la stagione delle piogge

Lo abbiamo visto spesso dalle statistiche meteorologiche: le vampate di caldo africano si manifestano già verso la fine di maggio in certe annate, mentre in altre – soprattutto per il Nord Italia – si registrano periodi estremamente piovosi, con la temperatura che fa fatica a superare la soglia di 20°C perché il cielo è spesso nuvoloso, ci sono precipitazioni ricorrenti, temporali e dunque un tempo piuttosto perturbato. Questo anche perché, nelle regioni settentrionali, quella è proprio la stagione delle piogge, che ormai è imminente. Ci sarebbe dovuta essere ad aprile, ma siamo già in deficit pluviometrico: soprattutto al Nord Italia è piovuto molto meno rispetto alla norma e, in più, le precipitazioni sono state molto sporadiche e sparse, senza il passaggio di alcuna perturbazione ben organizzata. Entro fine mese non se ne vede nessuna, anche se forse intorno al 29 e al 30 qualcosa potrebbe cambiare e portare un ragguaglio della quantità di pioggia caduta durante il mese di aprile per il nord d’Italia, riducendo così l’anomalia delle precipitazioni.

Bisogna comunque considerare che le piogge stanno arrivando in tempi estremamente limitati e che non abbiamo osservato il transito di perturbazioni ben organizzate, cosa del tutto normale nel mese di aprile. Non ce ne sono state: abbiamo visto solo instabilità atmosferica e fenomeni isolati. Peraltro, anche i temporali di questi giorni tutto sommato non sono stati nulla di particolare, anche se effettivamente le grandinate di cui vi abbiamo parlato hanno fatto notizia. In altre annate ne abbiamo viste molto più frequenti; quest’anno, però, c’è da dire che le poche precipitazioni grandinigene verificatesi soprattutto al Nord Italia sono state con chicchi di grosse dimensioni. Non vorrei che questa fosse la stagione ideale per la grandine di taglia elevata e dunque per i grandi danni: ben sappiamo che la grandine di grosse dimensioni è sostanzialmente la peggiore. Ve ne abbiamo parlato anche in un articolo dedicato a una grandinata avvenuta a Milano nel marzo del 2008.

 

Scambi secondo i meridiani: è questa la parola d’ordine

Insomma, scambi secondo i meridiani: questa è la parola d’ordine che vedremo soprattutto per le prossime due o tre settimane. Scambi acuti da nord verso sud dapprima e poi da sud verso nord, con l’Africa che, come dicevo, si farà sentire a viva voce, peraltro dopo metà maggio. Attenzione, dunque, a quando quelle bolle di aria calda proveniente dal Nord Africa tenteranno di conquistare anche il Nord Italia, che dovrebbe essere però investito dalle perturbazioni oceaniche, dalle precipitazioni e dai temporali, ricevendo una grossa quantità di pioggia, perché così è normale che sia.

Il centro meteo europeo, cioè l’ECMWF, nelle sue previsioni che arrivano sino a 46 giorni di validità – e so bene che vanno prese con le molle, perché hanno un’affidabilità mediocre – indica una ripresa consistente delle piogge sul Nord Italia, con addirittura un eccesso rispetto alla norma. Orbene, un eccesso di pioggia rispetto alla media tutto sommato andrebbe a colmare quella che non è caduta nei mesi precedenti. Ormai è consuetudine, l’abbiamo notato più volte: fa parte della normalità del clima, che prevede fasi di piogge abbondanti per un certo periodo, con quantitativi notevoli, e lunghi tempi senza precipitazioni. Una sorta di altalena temporale di deficit pluviometrico.

 

Dopo il 29 aprile il vortice polare migra verso l’Atlantico e arriva il caldo

Torno però a evidenziare: Vortice Polare verso l’Italia dopo il 29 aprile, con un evento della durata di alcuni giorni. Questo cercherà di farsi strada verso la Penisola, ma poi all’improvviso andrà a migrare probabilmente verso l’Oceano Atlantico. La rotta non è ancora molto chiara e, a quel punto, quelle masse d’aria africane, calde e roventi, tenteranno di conquistare il territorio italiano. Sembrerebbero però essere destinate a migrare o verso la Penisola Iberica, oppure verso la Grecia, l’estremo sud Italia nel settore ionico e poi l’Anatolia, cioè la Turchia, insomma l’oriente del Mediterraneo. Proprio lì è prevista, nei primissimi giorni di maggio, la prima feroce ondata di calore con picchi termici anche sopra i 35°C.

Purtroppo questa è l’estate che ormai ci accompagna da alcuni anni, con queste sfuriate di calore destinate a farsi sempre più marcate più avanti nel tempo, e che potrebbero essere destinate a colpire l’Italia, sempre considerando il fatto che il Nord Italia dovrebbe essere protetto da una circolazione atmosferica più umida, favorevole alle precipitazioni, perché da metà maggio a giugno è un periodo molto temporalesco sulle regioni settentrionali, molto piovoso. Lo ripeto varie volte perché vorrei che fosse ben chiaro: è questa la normalità. Quindi, vi prego, non lamentatevi se pioverà quasi tutti i giorni sul Nord Italia, perché questo fa parte del clima di questa parte del Paese. La pioggia è molto importante per le falde acquifere, per le riserve idriche e per la campagna. Poi so molto bene che se dovesse piovere soprattutto nel fine settimana vi andrebbe a disturbare i programmi di bel tempo; sapete anche a me darebbe noia, però fa parte del tempo.

 

Piogge notturne sulla Pianura Padana, una caratteristica estiva

Tra l’altro, negli ultimi giorni una curiosità: in Lombardia ci sono state piogge e temporali soprattutto durante la notte. Anche in Pianura Padana molto spesso piove durante la stagione estiva soprattutto nelle ore notturne, e poi di giorno si può godere del bel tempo. Questa è una caratteristica derivante dal fatto che i temporali alpini si spingono verso la pianura molto calda soprattutto durante la tarda serata e la notte, e lì esplodono in tempeste elettriche con grande energia a disposizione. Tutto sommato queste piogge cadono concentrate soprattutto nelle ore notturne, arrecando, se vogliamo, il minor fastidio possibile al nostro tempo libero, anche se effettivamente gli acquazzoni notturni a volte, soprattutto d’estate, possono comunque dare noia ai più nottambuli, diciamolo pure. Ma alla fin fine in qualche modo e in qualche momento della giornata dovrebbe piovere, soprattutto laddove sono attese quelle precipitazioni stagionali, che sono tra le altre cose le più abbondanti del nostro Paese, perché il Nord Italia è l’area più piovosa d’Italia: ricordiamocelo sempre.

Centro Italia e Sud Italia, invece, già da maggio vedranno un crollo sensibile della quantità di pioggia. I temporali porteranno le precipitazioni soprattutto sulle zone appenniniche e nelle aree interne, e saranno di natura termoconvettiva, causati da acquazzoni e fenomeni pomeridiani, mentre lungo le coste le piogge dovrebbero drasticamente ridursi. Questa è l’estate mediterranea che avanza.

 

Mediterraneo caldo e rischio maltempo a cavallo con maggio

Nel frattempo il Mar Mediterraneo è caldo: misura dai 3 ai 5°C sopra la media al momento, e questo non è poco. Tenetene conto, perché qualora dovesse transitare – come si vede dai modelli matematici – qualche area di bassa pressione nel Mediterraneo, potrebbe procurare un certo maltempo. Probabilmente lo vedremo dopo il 29 e il 30 aprile, verso i primi di maggio, prima di un nuovo miglioramento del tempo.

In poche parole, il mio discorso è stato estremamente caotico, lo so molto bene. Vi ho raccontato sostanzialmente che ci sarà una sorta di vera e propria variabilità atmosferica, cioè un alternarsi di periodi con pioggia – soprattutto per il Nord Italia e non solo, un po’ meno il Centro e ancor meno il Sud – e di periodi di tempo bello e caldo. Anche questa sarà la situazione dei prossimi giorni: proprio un’alternanza di condizioni meteorologiche eccezionalmente diverse tra loro. Non vi resta che osservare poi il bollettino meteo locale, città per città, senza andare molto avanti nel tempo nei bollettini, perché vedrete che le previsioni cambieranno sensibilmente in ambito locale.

 

Credit: ECMWF – European Centre for Medium-Range Weather Forecasts | Copernicus Climate Change Service | NOAA – National Oceanic and Atmospheric Administration | NWS Chicago – National Weather Service | Met Office (METEOGIORNALE.IT)

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Federico De Michelis

Federico De Michelis

Libero professionista nel campo dei dati meteo e dell’Osservazione della Terra. Laurea in Ingegneria Spaziale (Brunel University London). Formazione avanzata in meteorologia in Europa e in Canada, con approfondimenti su modellistica numerica, telerilevamento e analisi dei dati ambientali. Cosa faccio Previsione operativa e analisi per settori meteo-sensibili (energia, outdoor, eventi, turismo) Interpretazione di prodotti satellitari e di modelli (EO/remote sensing) Assessment dei rischi meteo-climatici e reportistica Divulgazione e supporto a media e progetti educativi/R&D Lavoro all’intersezione tra scienza, tecnologia e decisioni concrete, con attenzione a qualità dei dati e comunicazione chiara. La meteorologia è la mia passione fin da bambino; dopo un anno di liceo all’estero mi sono trasferito a Londra dove ho conseguito la laurea alla Brunel University London.

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