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Split del Vortice Polare nelle prossime settimane: vediamo se è un’ipotesi realistica

Davide Santini di Davide Santini
02 Mar 2026 - 12:00
in A Scelta dalla Redazione, Ad Premiere, Meteo News
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Oltre 30 gradi ad inizio settimana, poi temperature ovunque in picchiata

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(METEOGIORNALE.IT) Riscaldamento stratosferico tra marzo e inizio aprile? Ovviamente sono solo delle ipotesi. Non possiamo assolutamente parlare di previsioni meteo in questo articolo. E allora perché ve lo proponiamo? Semplice, rimane comunque una probabilità.

 

Non cadiamo però in facili conclusioni

Ovviamente, giova ricordare ai nostri lettori la seguente cosa. Non basta un improvviso evento di Stratwarming per regalarci la neve in Valle Padana: l’abbiamo scritto in questo articolo che vi invitiamo a leggere. La troposfera, di fatto, mantiene sempre l’ultima parola, e può facilmente far cambiare la direzione delle masse d’aria gelide in gioco.

 

Ricordiamoci anche che la circolazione globale subisce l’ingombrante presenza del Riscaldamento Globale. Un fattore meteo ormai cronico, capace di depotenziare, modificare o addirittura annullare un’eventuale sferzata. Speriamo spesso in un colpo di coda invernale proprio quando dovrebbero iniziare – almeno sulla carta – le belle giornate di sole primaverili.

 

Blocco anticiclonico

È condicio sine qua non per avere una bella ondata di freddo. Senza questa sorta di barriera, necessaria per spingere l’aria gelida verso l’Europa occidentale, il freddo prenderà inesorabilmente altre vie. Di certo non arriva nel Bacino del Mediterraneo.

 

Non a caso, da un punto di vista prettamente statistico, negli ultimi anni abbiamo assistito a numerosi tentativi di blocco rivelatisi del tutto sterili per l’Italia. Un dettaglio che alimenta un giustificato scetticismo tra gli esperti. Scettici semplicemente perché non si può sbandierare ai quattro venti qualcosa che non si tratta di una certezza.

 

C’è una possibilità non remota che aumenti la temperatura a 10 hPa sul Polo. Servirebbe però un blocco anticiclonico forte alle alte latitudini, altrimenti il gelo in Italia non arriva in alcun modo.

 

Ma resta il fatto che…

Le condizioni odierne rivelano dinamiche a dir poco interessanti. Il vortice polare rimane debole e quindi potrebbe esserci una sorta di Split o bilobazione. Una delle due si incastrerebbe tra la Siberia e il continente europeo.

 

Se quest’ultima dovesse spingersi audacemente a sud, l’Italia affronterebbe un mese di Marzo dal sapore crudamente invernale. Come vedete, cari lettori, sono tanti i tasselli del puzzle. Che ovviamente si devono incastrare alla perfezione.

 

Vortice polare spiccatamente debole nelle prossime settimane. Potrebbe essere l’occasione di freddo? Sicuramente potremmo parlare di mese piuttosto dinamico.

 

Alla fine è sempre affascinante

Comunque vada, anche se non avremo un’ondata di freddo sul nostro paese, l’atmosfera si conferma un sistema profondamente caotico. E per certi versi affascinante. L’ipotetica irruzione antizonale (ovvero che vada est verso ovest, il famoso freddo dalla Russia) dovrà confrontarsi con una troposfera molto attiva e dominata da mari caldi per il periodo.

 

Ricordiamo un’ultima postilla. Il Mare Nostrum ha una temperatura di circa un paio di gradi al di sopra della media del periodo. Il calore latente immagazzinato dalle acque ha due facce. La prima tende a limare il freddo. Quindi anche se arriva viene ostacolato dal calore superficiale.

 

La seconda però è la possibilità della formazione di fenomeni piovosi di forte intensità. Violenti temporali oppure cicloni. Ecco perché dobbiamo sempre tenere in conto di tutti questi fattori prima di stilare delle tendenze meteo.

 

CREDITS

  • World Meteorological Organization (WMO)

  • National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA)

  • European Centre for Medium-Range Weather Forecasts (ECMWF)

  • Nature Climate Change

  • Journal of Climate – American Meteorological Society (METEOGIORNALE.IT)

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Tags: blocco anticiclonicocambiamento climaticociclonicircolazione atmosfericaECMWFeventi atmosferici estremifreddo in Italiainverno 2026Journal of ClimateMare Nostrummarzo dinamicomediterraneometeorologiaNature Climate ChangeNOAAprevisioni meteoriscaldamento globaleriscaldamento stratosfericostratwarmingtemperature estremetemporali violentiTroposferavortice polareWMO
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Davide Santini

Davide Santini

Davide Santini, laureato magistrale in Fisica. Ha effettuato una tesi triennale con il professor Vincenzo Levizzani sui temporali, sulla loro suddivisione e sui fenomeni più violenti. Ha poi approfondito la tesi magistrale, con il professor Maugeri e il professor Miglietta, analizzando la correlazione tra aumento termico della temperatura estiva e probabilità di promontori di alta pressione di matrice subtropicale. Ha collaborato e collabora tuttora con Nimbus, la rivista di meteorologia italiana. Collabora dal 2018 per diverse testate meteorologiche italiane (5 in totale) e in particolare ha una esperienza quinquennale con il sito web Meteo Giornale. Tratta numerose tematiche, tra le quali previsioni a breve, medio e lungo termine; climatologia; cambiamenti climatici; etica ambientale. È esperto di analisi modellistica, di tendenze a lungo termine e analisi di radiosondaggi e profili termici verticali dell'atmosfera. È inoltre insegnante rinomato, dove prepara gli studenti delle superiori e dell'università, idoneo a trattare concorsi pubblici e privati, con professionalità e impegno.

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