
(METEOGIORNALE.IT) In questa analisi ci proietteremo in una tendenza del tempo fino a oltre metà mese, cercando di individuare la possibile evoluzione step by step sul Mediterraneo centrale e sull’Italia.
In riferimento al più lungo termine, dopo i 5/6 giorni, ci affideremo all’analisi della bassa Stratosfera, dove la possibile circolazione simulata è più affidabile nella distanza, simulazione in quella sezione che, in qualche modo, rappresenterà anche le possibili mosse del getto troposferico in alta quota.
Intanto, tenendoci più stretti, l’evoluzione più nell’immediato, tra oggi e domani, sta già computando una certa modifica alla circolazione. L’alta pressione più strutturata dei giorni scorsi, sebbene inficiata da infiltrazioni umide e, dunque, anche da nuvolosità e nebbie abbastanza diffuse, ha subito, proprio nelle ultime ore, un indebolimento all’altezza dell’Italia centro settentrionale, a causa del transito di un debole vortice instabile in quota da Ovest verso Est.
In queste ore Il vortice è collocato sul Nord Italia, ma con curvatura ciclonica ben influente fino ai settori centrali. Esso sta comportando una diffusa nuvolosità su gran parte del territorio italiano, salvo aperture locali e di più o più durature, sull’estremo Sud, settori ionici.
Alle nubi sono associati anche locali rovesci, in queste ore più attivi in mare, di fronte alle coste della Toscana centro meridionale e del Lazio, rovesci anche sul Golfo Ligure, verso le coste di liguri centrali, e altri in forma irregolare su alto Piemonte, alta Lombardia, su Alpi e Prealpi centro-occidentali, qui con fiocchi intorno ai 1500 m; rovesci locali anche sulla Venezia giulia, tra Sud Udinese e Triestino.
Qualche rovescio occasionale sul resto del Nord, altrove nubi diffuse ma mediamente asciutto. Per il resto di oggi e fino a domattina, attese altre piogge che si estenderanno a buona parte della Toscana, specie interna, e più intense sui settori centro meridionali; piogge anche verso Umbria, Marche, qualcuna su Nord Lazio, Viterbese e ancora rovesci sparsi su Liguria, localmente su Emilia Romagna, su Piemonte, Centro Nord Lombardia, su Alpi e Prealpi centro orientali e localmente sulla Venezia Giulia.
Nel corso di domani, qualche addensamento e altri rovesci sul Centro Appennino, Abruzzo, qualche rovescio su Est/Sudest Sardegna, nubi diffuse, ma meglio altrove.
Per mercoledì 4, l’evoluzione verso Est/Sudest del debole vortice, potrà arrecare qualche addensamento e deboli piogge locali anche sul Medio Adriatico e lungo l’Appennino centro meridionale, qua e là, qualcuno ancora su Est Sardegna, altrove nubi irregolari, ma meglio e anche locali schiarite. L’apparente egemonia anticiclonica, in realtà presenterà delle falle che, con varie sfaccettature, arrecheranno fastidi su diversi settori anche nei giorni a venire.
Da metà settimana e ancora più sul finire, infatti, il moderato vortice di queste ore e delle prossime, sarà evoluto verso Ets, tuttavia, l’alta pressione tenderà a spostarsi con la parte più strutturata, verso Nord/Nordest, lasciando, in corrispondenza soprattutto dell’Italia centro meridionale e insulare, maggiori spazi per infiltrazioni di deboli correnti fresche orientali.
Queste, continueranno a comportare una costante presenza di nubi che, per diverse fasi, si faranno anche più compatte e associate a piogge sparse, in particolare tra venerdì 6 e il weekend 7/8 marzo.
Dunque, da computare nella seconda parte della settimana, più piogge in arrivo, in particolare su Sardegna, Sicilia, diffuse anche su Calabria e piogge più irregolari e magari anche più deboli al Centro Sud, specie aree interne, qualcuna anche su Ovest Piemonte.
Le piogge potranno risultare anche sostanziose, per qualche fase, su Est Sardegna e su Est Sicilia, qui in particolare sul settore etneo. Meglio su Nord Toscana e sul resto del Nord, settori, questi, meno esposti all’influenza del flusso da Est.
In riferimento all’evoluzione per la settimana successiva, dal 9 a metà mese e poi verso la terza decade, ci affidiamo, come già anticipato, alle indicazioni provenienti dalla bassa Stratosfera e sintetizzate nella barica media (evoluzione ECMWF) nell’immagine di copertina a 15.000 m circa.
La circolazione a scala euro atlantica, e da qui usiamo necessariamente il condizionale, vedrebbe una bi-lobazione del Vortice Polare che deriverebbe da una ulteriore e più significativa crisi del Vortice stesso in quella sezione atmosferica, con intrusione di onda dinamica verso il Circolo Polare Artico.
Una manovra con tipicità o potenzialità anche invernali, tuttavia non sistematiche per l’Italia. Tutto infatti, dipenderebbe dall’esatta collocazione dell’onda dinamica, ossia dell’alta pressione.
Premettiamo subito che in questi contesti, ogni evoluzione oltre i 5/6 giorni e proposta quotidianamente dai modelli sarebbe effimera, poichè se c’è una difficoltà cardine da parte dei modelli nell’indagare il medio-lungo termine (difficoltà che c’è sempre), essa c’è oltremodo proprio in presenza di questo tipo di strutturazione che sostanzialmente offre tre possibili svolte:
1-una prima, corrosione dell’alta da parte del lobo instabile canadese, quindi con possibili incidenze verso l’Italia di flussi nordatlantici e arrivo di piogge sparse sul territorio, magari per qualche fase anche piogge di una certa sostanza; in questa ipotesi circolatoria il quadro termico tenderebbe a essere più fresco, ma non freddo, tuttavia non sarebbero esclusi, temporaneamente e magari in un secondo momento, anche flussi moderatamente freddi sub-polari e con qualche conseguenza più invernale;
2-una seconda ipotesi, corrosione dell’alta pressione da parte del lobo più freddo russo, quindi con possibili occasioni per colpi di coda invernali anche per l’Italia nella seconda metà del mese;
3-terza ipotesi, alta pressione che tiene banco, con respinta di entrambi i possibili attacchi, sia da Ovest/Nordovest che da Est/Nordest e, dunque, un contesto di tempo mediamente buono, più primaverile, senza scossoni termici, magari solo con timide infiltrazioni umide e fasi più nuvolose con qualche pioggia locale.
Quali di questi 3 scenari sarebbe più probabile, a ora, fino a metà mese?
Sulla base degli ultimissimi dati, sembrerebbe prendere una certa maggiore credibilità, per il dopo 10 marzo, l’ipotesi 1, ossia quella che computerebbe una progressiva ingerenza nordatlantica, quindi con arrivo di più piogge sull’Italia, ma di più al Nord e sulle aree tirreniche, anche sulle isole maggiori, meno piogge, sebbene anche qui presenti a fasi alterne, sulla Romagna e sul medio e basso Adriatico.
Termicamente, questa ipotesi computerebbe un certo progressivo calo, mediamente non importante, tuttavia con valori più prossimi a quelli tipici del periodo, magari per qualche fase anche con avvento di aria moderatamente fredda nordatlantica.
Ci sarebbero nevicate diffuse e anche di un certo spessore sulle Alpi, specie centro occidentali e fino a quote medio basse in qualche fase; neve a quote medie in Appennino, magari in bassa montagna sul Centro Nord Appennino, semmai qualche azione più freddina nordatlantica.
Questo, a ora, sembrerebbe lo scenario prevalente per la seconda decade di marzo ma, lo ripetiamo, in presenza di una struttura come quella prospettata e con Vortice Polare piuttosto in crisi in quota (crisi che potrebbe configurarsi anche come “final warming”, riscaldamento finale che, di fatto, segnerebbe la disfatta del VP per questa stagione invernale) i cambiamenti di prospettive possono essere all’ordine del giorno nella simulazioni, per cui necessitano aggiornamenti a più stretto giro in riferimento alla seconda parte del mese, aggiornamenti che quotidianamente faremo nelle nostre analisi sul medio e lungo periodo.
Su elaborazione dati del Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio-Lungo Raggio (ECMWF). (METEOGIORNALE.IT)



