
(METEOGIORNALE.IT) L’equazione vortice polare debole uguale gelo e neve in Italia non è sempre vera. Come sempre, in campo meteo climatico, non ci sono correlazioni così schiaccianti. La percezione comune tende a trasformare il comportamento del vortice in una sorta di previsione garantita per l’inverno. Ma non è sempre così. Anzi spesso ci sono tante altre variabili.
Cosa dice la scienza
Il vortice polare, situato tra i 15 e i 40 chilometri di altitudine nella stratosfera, gioca un ruolo veramente molto importante per le previsioni meteo invernali. Grazie ai progressi della meteorologia moderna possiamo oggi monitorarne e prevederne l’evoluzione con discreta precisione anche a settimane di distanza.
Ma è opportuno ricordare la seguente cosa. Ciò che accade a tali quote elevate non si traduce automaticamente nelle condizioni meteo gelide che sperimentiamo al suolo. Il comportamento del vortice può fornire indizi sul contesto generale in cui si svilupperanno le condizioni invernali, ma non può da solo determinare l’esito finale delle ondate di freddo o delle nevicate.
Approfondiamo…
Spesso le irruzioni fredde nascono da ondulazioni del getto polare e da particolari configurazioni troposferiche che favoriscono la discesa dell’aria gelida. Ricordiamo che, a livello statistico, un vortice debole può aumentare la probabilità che il flusso atmosferico diventi più ondulato, creando una predisposizione a irruzioni fredde. Ma in primo luogo non possono dire dove si verificheranno. È in secondo luogo stiamo sempre parlando di analisi probabilistiche.
Facciamo qualche esempio. Il freddo può concentrarsi in Nord America, in Asia oppure non manifestarsi affatto in maniera significativa in Europa. In altre parole, la debolezza del vortice polare è semplicemente una condizione che ci viene incontro, ma non ci dice sicuramente che ci sarà un determinato pattern meteo.
Stessa cosa per lo stratwarming
È una cosa abbastanza nota. Non tutti i riscaldamenti stratosferici riescono a garantirci freddo e neve. Il legame è sempre molto complesso. Anche quando si manifesta un riscaldamento stratosferico, per giunta corposo, aumenta solo le probabilità di configurazioni fredde, senza assicurare che arrivino dritte in Italia.
Inoltre, l’Europa è particolarmente soggetta alla variabilità interna del suo clima. L’anticiclone africano può sempre spingere verso l’alto e delle Azzorre arrivare da ovest. Quindi bisogna tenere conto anche di questi due attori del tempo. Senza contare che c’è pure la Nina, che può amplificare o meno le oscillazioni delle saccature e gocce fredde.
Ricapitolando…
Come vedete. Anche se un vortice è piuttosto debole non è automaticamente Certo che ci siano condizioni meteo fredde. Esattamente come quelle attuali. Viceversa. Se il vortice è molto compatto, allora la probabilità di avere freddo e neve è praticamente nulla.
Credit
ECMWF, Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE, Copernicus (METEOGIORNALE.IT)
