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Meteo, brusca svolta Invernale: farà più freddo di Febbraio e tornano le nevicate

Federico De Michelis di Federico De Michelis
11 Mar 2026 - 18:30
in A La notizia del giorno, A Scelta dalla Redazione, Meteo News, Zoom
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Freddo di febbraio che viene a marzo.

Primavera ribaltata sull’Italia, dal caldo al freddo con piogge, temporali e neve a bassa quota

(METEOGIORNALE.IT) Rischiamo di pagare a caro prezzo un mese di primavera precoce, e direi un prezzo veramente elevato, con l’aggiunta persino degli interessi. Sì, perché il mese di febbraio si è dimostrato decisamente molto più caldo rispetto alla media e poi questo scorcio di marzo, ugualmente mite, forse non tanto quanto anomalo lo è stato febbraio, anche perché stiamo osservando una decadenza graduale del tempo atmosferico anticiclonico. Anzi, proprio l’alta pressione sta morendo.

 

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L’aria artico-marittima in avanzata

Ebbene, ci troviamo a osservare proiezioni da parte dei modelli matematici che ci prospettano intrusioni di aria oceanica verso l’Italia, di origine artico-marittima. Ciò vuol dire che avremo un fortissimo abbassamento della temperatura e anche precipitazioni temporalesche.

Innanzitutto chiederete quand’è che il tempo comincerà a peggiorare. E sì, le condizioni meteo peggioreranno soprattutto a partire dal 14 marzo, quando transiterà una serie di perturbazioni e la temperatura si abbasserà diffusamente su tutta l’Italia. Caleranno in particolare le temperature minime e, soprattutto, le temperature scenderanno in associazione alle precipitazioni. In una prima fase il calo termico sarà tutto sommato moderato, non alla fine così drammatico.

Il crollo termico tra le perturbazioni

Il crollo della temperatura si avrà in particolare quando all’aria fredda di origine artico-marittima si mescolerà, anche se in parte minore, aria più fredda che viene da est e che andrà a convogliare e ad alimentare le aree di bassa pressione mediterranee, ovvero proprio delle vere e proprie aree cicloniche che si formeranno nel nostro Paese. Basse pressioni che si localizzeranno da nord a sud e da ovest verso est, determinando frequenti eventi precipitativi e poi, soprattutto, man mano che avanzeranno le giornate verso il 20, 22 e 25 marzo, con quota neve più bassa rispetto a quella della prima fase, perché la temperatura tende a scendere.

Alla fin fine, però, fare una previsione puntuale, cioè a livello locale ma anche regionale, non è facile e non è possibile al momento realizzarla, soprattutto dalla mia area di osservazione, dove io osservo il meteo, soprattutto in un contesto di almeno due settimane. E in questo scenario di due settimane di tempo atmosferico noi abbiamo l’evolversi della primavera meteorologica, perlomeno della prima parte, il primo mese, marzo. Marzo, quindi, da estremamente primaverile come in questi giorni, perderà colpi, perderà entusiasmo, perderà tante giornate di sole, perché queste diverranno con cielo nuvoloso, grigio, piovoso e soprattutto vedremo un abbassamento considerevole della temperatura, tanto che avremo come l’impressione di essere tornati a febbraio, in alcune aree e per alcune ore addirittura in pieno inverno.

 

Maltempo estremo e tracolli termici repentini

Infatti, dove si scateneranno condizioni atmosferiche di maltempo persistente anche per oltre 24 ore, l’aria fredda proveniente dalle alte quote dell’atmosfera scenderà trascinata dai rovesci, da precipitazioni intense, violente, anche accompagnate da temporali, ma anche senza lampi e fulmini. Precipitazioni che hanno intensità decisamente maggiori rispetto a quelle che vedevamo durante la stagione invernale, e queste potranno abbassare sensibilmente lo zero termico in pochissimo tempo, tanto da ritrovarci in un crollo termico dovuto proprio al maltempo su aree anche ampie come un’intera regione o una macroregione, anche di 10°C.

Ecco, questo aspetto, cioè il crollo termico su scala locale, non è prevedibile dai modelli matematici. Difficilmente lo vedrete anche dalle previsioni meteo locali, cioè quelle che vi appaiono, per dire in modo molto semplice, sugli smartphone, perché sono effettivamente fenomeni locali derivanti da una fisica dell’atmosfera che vede che cosa? Un vento discendente, un vento che spinge verso il basso i rovesci di precipitazione. I fiocchi di neve che prima cadevano a 1.500 metri di quota riescono a scendere giù, sempre più verso il basso, e soprattutto nelle ore notturne anche sotto i 500 metri di quota.

Fenomeni non nuovi, ma con caratteristiche estreme

Questi fenomeni non sono fatti nuovi, li abbiamo visti tante volte in primavera e sono quei fenomeni che ci fanno credere addirittura di essere tornati indietro nella stagione, anche di un mese, se non ben oltre, visto come sono andate le cose. Perché, se vogliamo, negli ultimi 30 giorni, quasi ormai, la situazione è stata paradossale, a tal punto che il freddo che c’era ai primi di febbraio è stato annullato dal tepore eccessivo che si è palesato da metà febbraio in poi, e febbraio 2026 si è infatti chiuso a livello nazionale come un mese estremamente caldo.

 

Calendario meteorologico e tentativi di previsione

Ok, ma febbraio ormai è andato così, e anche la prima decade di marzo. Ora noi stiamo per affrontare la seconda decade di marzo e poi abbiamo, in ambito previsionale, tracce di quello che potrebbe essere la terza decade di marzo e addirittura le immagini di cosa potrebbe succedere ad aprile, ipoteticamente. In questo caso, però, dobbiamo passare a mappe previsionali un po’ meno affidabili, quelle che in qualche modo, a livello continentale, ci danno un’idea di cosa potrebbe succedere con grandi masse d’aria.

 

I limiti dei modelli matematici nel prevedere gli anticicloni esplosivi

Attenzione però, nessun modello matematico, come abbiamo potuto riscontrare, anche quelli che fanno previsioni a due settimane o a una settimana, è in grado di prevedere quegli anticicloni esplosivi che abbiamo visto quest’anno, con l’anticiclone che è venuto a febbraio e che sembrava lì, timido verso la Penisola Iberica, e che invece poi è esploso in Europa, portando le temperature a livelli eccezionalmente elevati, persino con dei record di temperatura di febbraio in Francia e in Germania. Quella Germania che, nel nord-est, nella Germania Est di un tempo, aveva i mari gelati e che ha visto innalzarsi i termometri di oltre 20°C in men che non si dica, avviando una condizione atmosferica di disgelo lampo.

Qualcosa del genere sta succedendo anche nel Nord America, anche nella regione dei Grandi Laghi, tanto che lo scorso fine settimana c’è stato un tornado nel Michigan, perché la temperatura è salita sensibilmente fino a 15°C in quelle zone dove appena dieci giorni prima si registravano -20°C e i Grandi Laghi gelavano come non succedeva da alcuni decenni.

 

Il meteo difficilmente prevedibile: dinamica atmosferica accelerata

Tutto questo succede così, in maniera rapida, è come osservare un film accelerato. E questo film accelerato è difficilmente prevedibile da parte dei modelli matematici, qualsiasi essa sia la loro durata previsionale. Cioè, i modelli matematici che ad esempio prospettano linee di tendenza sino a cinque giorni in genere hanno una risoluzione geografica maggiore e un’affidabilità superiore a quella di quelli che invece prospettano proiezioni fino a due settimane. Anche questi, purtroppo, vedono sfuggire questi dettagli, cioè queste situazioni così esplosive.

E queste situazioni così esplosive quest’anno le abbiamo viste anche con le basse pressioni, non in Italia, e da noi non è successo niente di tutto questo. A gennaio abbiamo avuto, nella prima parte, perlomeno di febbraio e a gennaio, grandissime precipitazioni al centro e al sud Italia, un po’ di precipitazioni anche nel nord Italia, che hanno portato la neve nelle località dove poi si sono tenute le Olimpiadi e le Alpi si sono imbiancate. Ma poi è arrivata lì una botta di caldo che ha portato un innalzamento dello zero termico a dismisura e la fusione della neve in molte località.

 

Il caos meteorologico della primavera odierna

Ecco, è un caos. Io vi sto parlando di questo caos Meteo che continua a palesarsi e che in primavera si accentua. Per questo motivo vi parlerò del fatto che nelle prossime due settimane vedrete una sorta di filmato velocissimo, dove transiteranno rapidamente delle basse pressioni associate a perturbazioni, aria fredda, sempre più fredda, poi improvvisamente sbuffi di aria più mite, seguiti poi da repentini abbassamenti della temperatura. Un tempo variabile, un tempo poco sincero, perché effettivamente non si può fare un programma anche di vestiario sulla base del tempo che fa, perché poche ore dopo la temperatura, magari da 15°C, si abbasserà a 5°C, soprattutto sul centro-nord, sui rilievi, dove avremo quelle che si chiamano forse escursioni termiche, ma non perché ci sarà il cielo sereno notturno con la dispersione del calore, bensì perché ci sono quei rovesci di cui vi ho parlato prima, precipitazioni violente che trascinano verso il basso le precipitazioni associate a gruppi temporaleschi o ad ammassi nuvolosi violenti.

 

Gli estremi meteorologici del Cambiamento climatico

Tutta questa dinamica è comunque un ingrediente della primavera, perché la primavera sa essere anche questa e, col Cambiamento Climatico, si accentuano gli estremi meteorologici, proprio come vi ho descritto. Per questo motivo vi ho parlato di caos, un caos che sembra quasi americano dal punto di vista meteorologico, perché loro in America sono abituati a vedere repentini cambiamenti meteo, noi assai meno. Però, quando questi succedono, li vediamo anche noi, vediamo l’estremizzazione Meteo, e l’estremizzazione Meteo sta portando i servizi meteorologici di tutto il pianeta a raffinare le previsioni meteo, soprattutto quelle finalizzate a conoscere gli eventi meteorologici estremi, sia che essi siano di freddo, di caldo, di pioggia, perché questi poi generano disagio e anche danni.

 

Il cambio di volto della primavera 2026

Questo è il meteo primaverile che ci aspetta, una primavera che cambia completamente volto, un po’ come se fosse Carnevale, che ormai è finito. Una primavera che potremmo definire figlia dell’inverno che non c’è stato, che vuole manifestarsi tardivamente e, appunto per questo, si chiama colpo di coda dell’inverno. Ma sapete, il colpo di coda dell’inverno ha una durata molto breve. Qui invece stiamo parlando, in modo più ampio, della durata di un tempo ostile tutto sommato, che durerà probabilmente anche oltre due settimane.

Nel frattempo suggerisco ovviamente di seguire gli aggiornamenti, anche perché tutto ciò che vi ho scritto potrebbe mutare, seppure anche considerevolmente. Io intanto continuerei a osservare molto scrupolosamente che succede nell’est dell’Europa, anche se nella giornata odierna i modelli matematici hanno detto no, oggi ciò che conta è il Vortice Polare, è lui quello che comanda, non è l’alta pressione russo-siberiana. È il Vortice Polare che vuole spingere verso sud, in maniera vigorosa e fredda, il maltempo.

L’incertezza delle previsioni nel contesto climatico attuale

Ma tutto questo, però, è solo un’ipotesi ed è appunto per questo che suggerisco la lettura dei prossimi articoli, che spero vi siano graditi. Il mio lavoro è spiegare il perché del tempo che fa e, in un contesto di tempo atmosferico che cambia così repentinamente, in ambito previsionale soprattutto, è ancor più complesso farlo, perché ciò che ho detto ieri domani potrei smentirlo.

 

Crediti e riferimenti scientifici

ECMWF | NOAA | Copernicus Climate Change Service | WMO – World Meteorological Organization | Met Office UK (METEOGIORNALE.IT)

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Tags: anomalia termicacambio climaticocolpo di coda dell'invernocrollo termicomarzo meteo estremomodelli meteorologicineve bassa quotaperturbazioni atlanticheprimavera anomala italiavortice polare
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Federico De Michelis

Federico De Michelis

Libero professionista nel campo dei dati meteo e dell’Osservazione della Terra. Laurea in Ingegneria Spaziale (Brunel University London). Formazione avanzata in meteorologia in Europa e in Canada, con approfondimenti su modellistica numerica, telerilevamento e analisi dei dati ambientali. Cosa faccio Previsione operativa e analisi per settori meteo-sensibili (energia, outdoor, eventi, turismo) Interpretazione di prodotti satellitari e di modelli (EO/remote sensing) Assessment dei rischi meteo-climatici e reportistica Divulgazione e supporto a media e progetti educativi/R&D Lavoro all’intersezione tra scienza, tecnologia e decisioni concrete, con attenzione a qualità dei dati e comunicazione chiara. La meteorologia è la mia passione fin da bambino; dopo un anno di liceo all’estero mi sono trasferito a Londra dove ho conseguito la laurea alla Brunel University London.

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