
(METEOGIORNALE.IT) La grandine è uno dei fenomeni meteo più affascinanti e distruttivi, che incute timore in moltissime persone. E come dar loro torto? Ma quali sono le condizioni atmosferiche esatte che innescano la sua formazione e, in casi estremi, la creazione della temutissima grandine gigante? In questo articolo vediamo alcune considerazioni utili.
Come nasce la grandine in linea generale
Per la formazione della grandine comune, quindi anche chicchi piuttosto piccoli che non creano disturbo a vegetazione e automobili, l’atmosfera deve presentare una combinazione specifica di fattori all’interno di un’imponente nube temporalesca, che in campo meteo si chiama cumulonembo.
In primo luogo sono necessarie delle forti correnti ascensionali (Updraft). Sono flussi d’aria calda e umida che salgono vigorosamente verso l’alto all’interno della nube. Si creano quando c’è sufficiente variazione termica tra i bassi strati e gli alti strati dell’atmosfera.
Ma non è tutto. Il secondo ingrediente è una caratteristica fondamentale. Nella parte media e alta della nube, le goccioline d’acqua si trovino a temperature sotto lo zero (spesso tra i -10°C e i -40°C) pur mantenendosi allo stato liquido. Si chiama stato sopraffuso.
Successivamente, quando queste goccioline collidono con piccoli cristalli di ghiaccio, congelano all’istante. Le correnti ascensionali spingono il chicco neonato verso l’alto; una volta raggiunta la sommità della nube, esso ricade verso il basso per poi essere catturato di nuovo dall’updraft. Ad ogni ciclo di salita e discesa, il chicco raccoglie nuova acqua sopraffusa, aggiungendo strati concentrici di ghiaccio. Più sono forti e vigorosi questi cicli e maggiori risulteranno le dimensioni del chicco.
Quando vengono giù sassate dal cielo
Permetteteci il termine goliardico. Ma è utile per capire. Si parla di grandine grossa con chicchi superiori ai 5-6 cm di diametro, mentre di grandine gigante tra 7 e 10 cm, ma ricordiamo che in alcuni casi possono addirittura superare i 12-15 cm.
Con enormi danni a serre, automobili, vetrate, davanzali eccetera., le regole del gioco si fanno estreme. Questi pezzi di ghiaccio nascono quasi esclusivamente all’interno delle Supercelle, i temporali più violenti, longevi e organizzati che esistano.
Perché si formi grandine di queste dimensioni, devono verificarsi condizioni eccezionali. In primo luogo, gli Updraft estremi. Per mantenere in sospensione un blocco di ghiaccio che può pesare centinaia di grammi, la corrente ascensionale deve essere di una violenza inaudita, superando spesso velocità di 150-180 km/h. Ma si stimano punte di 200 nei casi più estremi.
Altissima energia potenziale (CAPE. Chiaramente è necessaria un’enorme instabilità atmosferica. Un cuscinetto di aria calda e satura di umidità nei bassi strati deve essere sovrastato da aria molto più fredda in quota. Ecco perché quando ci sono grandissimi sbalzi termici tra primavera ed estate si creano le condizioni meteo idonee per lo sviluppo di grandine grossa.

Occhio poi a questo indice
Wind Shear. Molti di voi non sanno che cos’è. Cerchiamo di farla semplice. Si tratta di una forte variazione della direzione e della velocità del vento con l’altitudine permette al temporale di ruotare su se stesso, formando un mesociclone.
Questa rotazione separa l’area in cui avvengono le precipitazioni da quella delle correnti ascendenti. In questo modo, il chicco, già di per sé è grosso, può galleggiare ed evolvere ai margini del flusso principale per moltissimo tempo (fin quasi un’ora!) accumulando ghiaccio in modo continuo prima del collasso verso terra. Capite bene che, in questi casi estremi, non solo la grandine è grossa ma pure duratura e fitta. Si trattano quindi delle condizioni peggiori in assoluto e si possono prevedere solo grazie alle mappe.

Concludiamo dicendo che…
È chiaro quindi che, la luce di quanto esposto in questo articolo, nei prossimi mesi rischieremmo spesso queste condizioni al contorno. Questo perché l’atmosfera è sempre più calda e umida e a ogni passaggio instabile piuttosto organizzato si potrebbero creare le condizioni idonee per lo sviluppo di imponenti comunemente. Ricordiamo per concludere che il parametro vitale per la formazione grandinigena è lo shear. Più è forte quest’ultimo e maggiore è il rischio di supercelle e quindi di grandine.
Prevedere questi fenomeni estremi è sempre estremamente difficile. In primo luogo perché le condizioni al contorno possono cambiare all’ultimo minuto. E magari un calo di un parametro o l’aumento di un altro può favorire o limitare il loro pericolo. In secondo luogo, è essenziale che si faccia il cosiddetto nowcasting.
Un previsore può dare delle stime probabilistiche per quanto riguarda le precipitazioni e la grandine, con un’area di rischio. Non possiamo dire sicuramente grandinerà nel comune X o in quello Y, perché spesso la grandine cade lungo strisce parallele e dove colpisce può far male, ma qualche comune a fianco magari non cade neanche un chicco.
Capite che fare una previsione precisa grandinigena diventa quasi impossibile, anche se abbiamo previsioni meteo che oramai diventano sofisticatissime. Possiamo solo parlare di rischio, più o meno alto, a seconda dei parametri.