
(METEOGIORNALE.IT) Fa caldo, decisamente troppo caldo per essere solo all’inizio di Marzo, il meteo dovrebbe essere completamente diverso. Basta fare una passeggiata all’aperto nelle ore centrali del giorno per rendersene conto. Diciamolo, l’aria che respiriamo in questi giorni ha un sapore più da aprile quasi inoltrato, un tepore anomalo che stordisce la natura e inganna i nostri sensi.
Tra l’altro se allarghiamo lo sguardo oltre i nostri confini, l’eccezionalità della situazione appare in tutta la sua dirompente chiarezza. Quasi tutta l’Europa si ritrova intrappolata in una gigantesca bolla di caldo anomalo, con l’unica parziale eccezione della Spagna. Il freddo invernale è stato decisamente cacciato via verso est.
Siamo di fronte a un massiccio anticiclone di blocco. Questa vasta alta pressione, alimentata da un cuore caldo in quota, si allunga in modo anomalo dal Mediterraneo spingendosi senza ostacoli fino al Mare del Nord e alla Scandinavia meridionale. I termometri, impietosi, segnano costantemente valori che solo qualche decennio fa avremmo etichettato come follia per questo periodo dell’anno. In effetti, durante la scorsa settimana, in Francia si sono sfiorati clamorosamente i 30°C a ridosso dei Pirenei.
Questo vero e proprio baluardo di alta pressione agisce come uno scudo impenetrabile, costringendo le perturbazioni atlantiche a deviare rotta verso latitudini insolitamente alte. Un timido vortice ciclonico sta provando a farsi largo dalla Penisola Iberica verso i nostri mari, ma la solida barriera anticiclonica riuscirà a contenerne l’assalto quasi senza sforzo.
L’inverno parrebbe aver gettato la spugna in netto anticipo. Eppure, chi osserva con attenzione le complesse e affascinanti dinamiche della meteorologia sa perfettamente che queste enormi bolle anticicloniche di calore fuori stagione sono poi destinate a crollare in modo fragoroso.
I segnali di un imminente collasso atmosferico
In base alle ultime elaborazioni dei supercalcolatori matematici, emerge un fermento deciso e oltremodo significativo nei piani più alti della nostra atmosfera. Il possente Vortice Polare, quella gigantesca trottola di aria gelida che staziona perennemente sopra le regioni artiche, sta iniziando a lanciare segnali inequivocabili di cedimento strutturale. Non è una resa immediata, ma un lento e inesorabile logoramento. Gli effetti li potremo vedere più avanti.
Giorno dopo giorno assisteremo a un fisiologico decadimento della struttura anticiclonica. Questo progressivo cedimento pressorio aprirà finalmente la strada a correnti molto più vivaci, decisamente fresche e cariche di umidità, di origine prettamente nord-atlantica. Insomma, si tratterà di un cambiamento all’inizio graduale, ma il ritorno trionfale delle perturbazioni più organizzate, con annessi vortici di bassa pressione, potrebbe concretizzarsi a partire dal 16-17 marzo.
Il crollo termico e il ritorno violento delle precipitazioni
Lo spartiacque temporale è fissato, con buona probabilità, intorno a metà mese. Le masse d’aria fredda di estrazione polare marittima troveranno un varco naturale per irrompere con prepotenza sui nostri bacini, probabilmente più riprese. L’impatto sarà inevitabilmente violento. L’aria preesistente sul Mediterraneo, fin troppo tiepida, verrà sollevata in modo brusco dalle più fredde e pesanti correnti in rapida discesa dalle latitudini settentrionali.
Questo scontro titanico innescherà una vasta ed estesa fase di marcata instabilità atmosferica. Assisteremo molto probabilmente a rovesci intensi, accompagnati da raffiche di vento burrascose e da violenti temporali, capaci di riportarci verso un clima decisamente più consono al mese in corso. Le temperature, subiranno un tracollo drastico, precipitando anche di 10°C o 15°C in pochissime ore. Sono gli sbalzi comunque tipici d’inizio primavera.
Probabilmente anche la neve farà la sua attesa ricomparsa. I soffici fiocchi, dopo una lunga e sofferta assenza che ha messo in ginocchio gli amanti della montagna, torneranno a imbiancare copiosamente le maestose cime delle Alpi. Con ottima probabilità statistica, le nevicate coinvolgeranno anche le vette dell’Appennino, spingendosi potenzialmente fino a quote relativamente basse in caso di afflusso freddo e instabile di notevole entità.
Il rovescio della medaglia derivante da eventuali irruzioni di freddo tardivo, spaventa enormemente l’intero settore agricolo, a causa del rischio elevatissimo legato alle famigerate gelate primaverili. È la dura, spietata e inflessibile legge dei forti contrasti termici tipici di questa fase dell’anno. Vi consiglio caldamente di non mettere via i cappotti pesanti, perché il palcoscenico meteo ha in serbo uno spettacolo ancora tutto da vivere e la primavera, quella vera, dovrà ancora ancora affrontare non pochi saliscendi.
Questo articolo è stato realizzato consultando i più recenti aggiornamenti degli autorevoli modelli proposti da ECMWF (European Centre for Medium-Range Weather Forecasts) ed il Global Forecast System (GFS) per le previsioni meteo. (METEOGIORNALE.IT)
