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Split del Vortice Polare in Marzo: l’ultimo JOLLY meteo

Davide Santini di Davide Santini
03 Mar 2026 - 10:00
in A Scelta dalla Redazione, Ad Premiere, Meteo News
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(METEOGIORNALE.IT) Diverse volte nel corso dell’inverno come abbiamo parlato. Lettori e meteo appassionati conoscono bene che cosa comporta un eventuale Split del Vortice Polare. Facciamo un lavoro di immaginazione. Immaginate una trottola di ghiaccio immensa che ruota sopra l’artico. Così sarebbe se il vortice fosse forte.

 

Ma c’è debolezza

Ma poiché è debole, ci troviamo di fronte a una struttura letteralmente spezzata in due tronconi.
Ma attenzione che la sua reazione è lenta, pigra, non è veloce. Eppure proprio questa lentezza potrebbe rivelarsi la chiave di tutto. Quando la stratosfera subisce un colpo così violento, i vincoli con i piani inferiori iniziano a cedere.

 

Di solito i venti corrono veloci da ovest verso est, tenendo il gelo confinato alle alte latitudini. Nella normalità. Ma a un certo punto, il calo fisiologico dei venti zonali, che scende inesorabile verso la nostra troposfera, potrebbe ribaltare completamente lo scenario meteo dell’intera Europa. Con un copione ancora tutto da scrivere.

 

Le incognite del gelo verso l’Europa e l’Italia

Stiamo parlando di eventualità particolarmente remote. Quindi nessuna sorpresa. Uno Stratwarming di tipo split non firma alcuna garanzia per avere gelo e neve da noi. Ricordiamo sempre che l’ultima parola spetta sempre alla bassa atmosfera. Le dinamiche imposte dal Riscaldamento Globale sono ingombranti.

 

Oltretutto, il cuore del problema risiede nell’alta pressione. Come abbiamo scritto in un altro articolo, che vi invitiamo a leggere, serve un blocco massiccio capace di deviare i fiumi d’aria gelida verso il sud dell’Europa. Se non c’è questa opzione possono essere tutti gli split di questo mondo, ma non avremo mai il freddo vero. Ecco perché è opportuno sottolinearlo, ancora una volta.

 

È quasi sicuro anche se…

Quando modelli di calcolo mondiali si allineano su dinamiche così tortuose c’è comunque da fidarsi. Il potenziale per un evento notevole esiste, insomma, resta solamente da capire se effettivamente il trasferimento delle masse d’aria corrette sia quello giusto. In modo tale che il freddo vero riesca realmente ad arrivare alle nostre latitudini.

 

Vortice polare spiccatamente debole nelle prossime settimane. Potrebbe essere l’occasione di freddo? Sicuramente potremmo parlare di mese piuttosto dinamico.

 

Alcuni esempi recenti

Negli anni passati abbiamo osservato decine di tentativi di Stratwarming finiti in un pugno di mosche. Ecco perchè molti meteo appassionati sono sostanzialmente demotivati. È vero che potrebbe esserci il rischio di un nuovo nulla di fatto. Ma è pur vero che una scarsa opposizione del blocco canadese citata in precedenza non è un dettaglio da trascurare, tutt’altro. Dimostra che il Vortice Polare si sta rompendo in più punti.

 

Se l’Italia finisse nel mirino di questa seconda lingua d’aria, vivremmo un Marzo dai connotati più freddi. Non sarebbe certo un inedito assoluto vedere la primavera tramutarsi nel periodo più aspro dell’anno. Ma visto che il clima oramai è sempre più mite nel periodo invernale, quasi quasi è meglio che non ci siano ondate di giro tardive. Che in questo contesto meteo climatico fanno più danni che altro.

 

Freddo in arrivo da Oriente? Ovviamente la traiettoria è molto delicata, ma l’opzione modellistica resta aperta.

 

CREDITS

  • World Meteorological Organization (WMO) – Dynamics of the Polar Vortex

  • National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) – Stratospheric Warming Events

  • European Centre for Medium-Range Weather Forecasts (ECMWF) – Weather Modelling and Predictions

  • Nature Climate Change – Tropospheric Responses to Stratospheric Anomalies

  • Journal of the Atmospheric Sciences – Fluid Dynamics and Zonal Winds (METEOGIORNALE.IT)

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Tags: alta pressionedinamiche atmosfericheECMWFeventi climaticifreddo in Italiainverno 2026Journal of the Atmospheric Sciencesmeteo estremometeo EuropaNature Climate Changeneve in italiaNOAAriscaldamento globalesplit vortice polarestratosferastratwarmingTroposferaventi zonalivortice polareWMO
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Davide Santini

Davide Santini

Davide Santini, laureato magistrale in Fisica. Ha effettuato una tesi triennale con il professor Vincenzo Levizzani sui temporali, sulla loro suddivisione e sui fenomeni più violenti. Ha poi approfondito la tesi magistrale, con il professor Maugeri e il professor Miglietta, analizzando la correlazione tra aumento termico della temperatura estiva e probabilità di promontori di alta pressione di matrice subtropicale. Ha collaborato e collabora tuttora con Nimbus, la rivista di meteorologia italiana. Collabora dal 2018 per diverse testate meteorologiche italiane (5 in totale) e in particolare ha una esperienza quinquennale con il sito web Meteo Giornale. Tratta numerose tematiche, tra le quali previsioni a breve, medio e lungo termine; climatologia; cambiamenti climatici; etica ambientale. È esperto di analisi modellistica, di tendenze a lungo termine e analisi di radiosondaggi e profili termici verticali dell'atmosfera. È inoltre insegnante rinomato, dove prepara gli studenti delle superiori e dell'università, idoneo a trattare concorsi pubblici e privati, con professionalità e impegno.

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