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Grandine GROSSA in Marzo: un rischio da tenere in conto, c’è un precedente

Davide Santini di Davide Santini
17 Feb 2026 - 10:30
in A Scelta dalla Redazione, Ad Premiere, Meteo News
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(METEOGIORNALE.IT) Abbiamo scritto in un nostro articolo che a breve inizierà la stagione della grandine. Solitamente non si tratta di fenomeni meteo estremi fin da subito. Eventuali grandinate sarebbero molto piccole, delle dimensioni di unghie delle mani. Ma ci son delle volte dove, fortunatamente molto raramente, sono venuti giù veri e propri sassi dal cielo.

 

L’episodio storico del 2008

Tra gli episodi più sorprendenti che hanno interessato il Nord Italia negli ultimi decenni, spicca la violenta grandinata che colpì Milano il 16 marzo 2008. Si trattò di un evento assolutamente eccezionale, soprattutto per il periodo dell’anno: a metà marzo, infatti, condizioni così intense risultano veramente rare. I chicchi di grandine raggiunsero dimensioni impressionanti, con diametri fino a 5-7 centimetri. Come delle palle da tennis!

 

Una supercella

L’apice della tempesta non durò più di mezz’ora, ma poiché colpì una zona estremamente popolata e ricca di infrastrutture l’intensità fu tale da provocare danni veramente molto seri, soprattutto sull’area occidentale. L’evento ebbe inizio intorno alle 18 e nel giro di pochi minuti il cielo si oscurò, trasformando un tranquillo pomeriggio primaverile in uno scenario quasi surreale. Le strade si ricoprirono rapidamente di pezzi di ghiaccio, con un vero e proprio bombardamento di chicchi anche di grosse dimensioni.

 

I danni furono molto seri. Innumerevoli le auto coinvolte. Le carrozzerie riportarono ammaccature diffuse, mentre vetrine e coperture leggere subirono ingenti rotture. Anche la vegetazione urbana fu colpita duramente: rami spezzati, foglie strappate e alberi danneggiati modificarono temporaneamente il volto di interi quartieri. Sembrava una tempesta di metà agosto altroché…

 

Quello fu un esempio molto precoce di supercella grandinigena.
Cortesia DerTobiSturmjagd, pixabay

 

Cosa era successo

Dal punto di vista meteo, la grandinata si sviluppò in un contesto di marcato contrasto termico. Nei giorni precedenti, le temperature avevano raggiunto valori insolitamente miti per la stagione, sfiorando i 18 gradi. Certo nulla di eccezionale ma comunque stiamo parlando di metà marzo.

 

L’arrivo improvviso di masse d’aria più fredde in quota favorì la formazione di celle temporalesche molto attive. All’interno di queste strutture, le correnti ascensionali spinsero ripetutamente verso l’alto le gocce d’acqua. Che per condensazione cominciarono a formare dei chicchi di ghiaccio e, diventando sempre più grandi, alla fine precipitarono giù.

 

Un episodio storico

Quell’episodio rimane uno dei più precoci e intensi per dimensioni dei chicchi nella storia recente di Milano. Il 2008 fu un anno caratterizzato da forte instabilità atmosferica, con frequenti contrasti tra masse d’aria calda e fredda.

 

Eventi simili hanno interessato anche altre aree d’Italia, come dimostrano le grandinate che negli anni successivi hanno colpito diverse regioni del Paese. L’anno scorso invece, nel marzo 2025 una grandinata simile ha interessato la zona di Ferrara.

 

Come vedete, una grandine di queste dimensioni è estremamente rara nel periodo dell’inizio primavera. Ma è pur sempre possibile. Ecco perché le condizioni meteo dettate dai temporali possono essere pure pericolose già nelle prossime settimane, anche se, fortunatamente, molto poco probabili.

 

Credits

ECMWF

Global Forecast System del NOAA, 

ICON

AROME

ARPEGE

IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change)

Copernicus Climate Change Service (C3S)

NASA Goddard Institute

American Meteorological Society

JMA –

WMO – World Meteorological Organization (METEOGIORNALE.IT)

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Tags: American Meteorological SocietyAROMEARPEGEcambiamento climaticochicchi di grandine giganticontrasto termicoCopernicus Climate Change Servicedanni da grandineECMWFevento estremoFerraraGlobal Forecast SystemgrandineICONinstabilità atmosfericaIPCCJapan Meteorological Agencymarzo 2008marzo 2025milanoNASA Goddard Institute for Space StudiesNational Oceanic and Atmospheric Administrationnord italiaprevisioni meteostagione della grandinesupercellasupercella grandinigenatemporali primaveriliWorld Meteorological Organization
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Davide Santini

Davide Santini

Davide Santini, laureato magistrale in Fisica. Ha effettuato una tesi triennale con il professor Vincenzo Levizzani sui temporali, sulla loro suddivisione e sui fenomeni più violenti. Ha poi approfondito la tesi magistrale, con il professor Maugeri e il professor Miglietta, analizzando la correlazione tra aumento termico della temperatura estiva e probabilità di promontori di alta pressione di matrice subtropicale. Ha collaborato e collabora tuttora con Nimbus, la rivista di meteorologia italiana. Collabora dal 2018 per diverse testate meteorologiche italiane (5 in totale) e in particolare ha una esperienza quinquennale con il sito web Meteo Giornale. Tratta numerose tematiche, tra le quali previsioni a breve, medio e lungo termine; climatologia; cambiamenti climatici; etica ambientale. È esperto di analisi modellistica, di tendenze a lungo termine e analisi di radiosondaggi e profili termici verticali dell'atmosfera. È inoltre insegnante rinomato, dove prepara gli studenti delle superiori e dell'università, idoneo a trattare concorsi pubblici e privati, con professionalità e impegno.

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