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Home A Scelta dalla Redazione

Grandine grossa già in Aprile: un rischio da non sottovalutare

Davide Santini di Davide Santini
20 Feb 2026 - 16:00
in A Scelta dalla Redazione, Ad Premiere, Meteo News
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Grandinate sempre più diffuse: un evento meteo con cui convivere a lungo

La PRIMAVERA è in gran forma: l’ESTATE può attendere

(METEOGIORNALE.IT) Aprile è da sempre un mese cardine per i contrasti termici. Condizioni meteo da piena primavera vengono a volte bruscamente interrotte da veri e propri rigurgiti invernali a tutti gli effetti. In questo articolo non facciamo una previsione in sé e per sé. Ma avvertiamo di un eventuale rischio che potremmo correre.

 

Rischio fenomeni violenti

L’arrivo di correnti atlantiche più fresche e instabili andrebbe a scontrarsi con l’aria calda già presente sul territorio, creando le condizioni predisponenti per la formazione di fenomeni intensi. Questo capita quando aria molto fredda in quota riesce a valicare le Alpi e a creare i cosiddetti moti convettivi.

 

Sono dei fenomeni alla base della formazione di importanti si cumulonembi. Si tratta delle nubi più grosse e maestose che ci siano. Ma attenzione che esse nascondono molti rischi. Primo fra tutti la possibilità di forti raffiche di vento discendente. In secondo luogo le possibilità di nubifragi. E infine il rischio più grande quando si tratta di automobili o serre: la grandine.

 

Le rovinose grandinate

La grandine di grandi dimensioni nasce quasi sempre dentro le supercelle temporalesche. Si tratta di cumulonembi molto potenti e ovviamente organizzati, capaci di generare fenomeni meteo davvero violenti. Esse Si originano quando c’è un forte contrasto tra aria calda e fredda. Inoltre, quando l’atmosfera è instabile, l’aria calda tende a salire rapidamente di quota.

 

Infine, se le condizioni lo consentono, i venti cambiano direzione e velocità con la quota (il cosiddetto wind shear). Quest’ultimo è un parametro molto importante perché in assenza di forte shear non dovrebbe verificarsi la possibilità di grandinata e rovinose.

 

Come cresce

C’è una prima fase di salita. Il chicco viene trascinato verso l’alto dalle correnti, attraversando zone ricche di acqua sopraffusa (acqua liquida ma sotto 0°C). Questa acqua si congela a contatto con il chicco, formando uno strato di ghiaccio. Successivamente ce n’è una di discesa: quando il chicco diventa troppo pesante o incontra una corrente discendente (vento verso il suolo), inizia a cadere.

 

Ma nel frattempo raccoglie ancora più acqua. Ecco che, più fa strada e maggiori saranno le dimensioni. Le condizioni meteo climatiche idonee per le grandinate rovinose cominceranno nella seconda metà di aprile. E raggiungeranno il picco dopo le ondate di calore estive.

 

Mai sottovalutare la possibilità di grandine, anche di medie dimensioni, già nel mese di aprile.
Cortesia di maraisea, Pixabay.

 

Credits

IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change)

Copernicus Climate Change Service (C3S)

NASA Goddard Institute

American Meteorological Society

WMO – World Meteorological Organization (METEOGIORNALE.IT)

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Tags: aprilearia fredda in quotacambiamenti climaticicontrasti termicicorrenti atlantichecumulonembifenomeni violentigrandinate rovinosegrandineinstabilità atmosfericameteomoti convettivinubifragiondate di caloreprimaveraraffiche di ventorischio meteosupercelle temporaleschetemporali intensiwind shear
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Davide Santini

Davide Santini

Davide Santini, laureato magistrale in Fisica. Ha effettuato una tesi triennale con il professor Vincenzo Levizzani sui temporali, sulla loro suddivisione e sui fenomeni più violenti. Ha poi approfondito la tesi magistrale, con il professor Maugeri e il professor Miglietta, analizzando la correlazione tra aumento termico della temperatura estiva e probabilità di promontori di alta pressione di matrice subtropicale. Ha collaborato e collabora tuttora con Nimbus, la rivista di meteorologia italiana. Collabora dal 2018 per diverse testate meteorologiche italiane (5 in totale) e in particolare ha una esperienza quinquennale con il sito web Meteo Giornale. Tratta numerose tematiche, tra le quali previsioni a breve, medio e lungo termine; climatologia; cambiamenti climatici; etica ambientale. È esperto di analisi modellistica, di tendenze a lungo termine e analisi di radiosondaggi e profili termici verticali dell'atmosfera. È inoltre insegnante rinomato, dove prepara gli studenti delle superiori e dell'università, idoneo a trattare concorsi pubblici e privati, con professionalità e impegno.

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