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Aprile è da sempre un mese cardine per i contrasti termici. Condizioni meteo da piena primavera vengono a volte bruscamente interrotte da veri e propri rigurgiti invernali a tutti gli effetti. In questo articolo non facciamo una previsione in sé e per sé. Ma avvertiamo di un eventuale rischio che potremmo correre.

 

Rischio fenomeni violenti

L’arrivo di correnti atlantiche più fresche e instabili andrebbe a scontrarsi con l’aria calda già presente sul territorio, creando le condizioni predisponenti per la formazione di fenomeni intensi. Questo capita quando aria molto fredda in quota riesce a valicare le Alpi e a creare i cosiddetti moti convettivi.

 

Sono dei fenomeni alla base della formazione di importanti si cumulonembi. Si tratta delle nubi più grosse e maestose che ci siano. Ma attenzione che esse nascondono molti rischi. Primo fra tutti la possibilità di forti raffiche di vento discendente. In secondo luogo le possibilità di nubifragi. E infine il rischio più grande quando si tratta di automobili o serre: la grandine.

 

Le rovinose grandinate

La grandine di grandi dimensioni nasce quasi sempre dentro le supercelle temporalesche. Si tratta di cumulonembi molto potenti e ovviamente organizzati, capaci di generare fenomeni meteo davvero violenti. Esse Si originano quando c’è un forte contrasto tra aria calda e fredda. Inoltre, quando l’atmosfera è instabile, l’aria calda tende a salire rapidamente di quota.

 

Infine, se le condizioni lo consentono, i venti cambiano direzione e velocità con la quota (il cosiddetto wind shear). Quest’ultimo è un parametro molto importante perché in assenza di forte shear non dovrebbe verificarsi la possibilità di grandinata e rovinose.

 

Come cresce

C’è una prima fase di salita. Il chicco viene trascinato verso l’alto dalle correnti, attraversando zone ricche di acqua sopraffusa (acqua liquida ma sotto 0°C). Questa acqua si congela a contatto con il chicco, formando uno strato di ghiaccio. Successivamente ce n’è una di discesa: quando il chicco diventa troppo pesante o incontra una corrente discendente (vento verso il suolo), inizia a cadere.

 

Ma nel frattempo raccoglie ancora più acqua. Ecco che, più fa strada e maggiori saranno le dimensioni. Le condizioni meteo climatiche idonee per le grandinate rovinose cominceranno nella seconda metà di aprile. E raggiungeranno il picco dopo le ondate di calore estive.

 

Mai sottovalutare la possibilità di grandine, anche di medie dimensioni, già nel mese di aprile.
Cortesia di maraisea, Pixabay.

 

Credits

IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change)

Copernicus Climate Change Service (C3S)

NASA Goddard Institute

American Meteorological Society

WMO – World Meteorological Organization

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