Continuano a esserci condizioni meteo di stampo praticamente autunnale, o talvolta primaverile nel caso del meridione. Siamo appannaggio di flussi occidentali, miti e carichi di umidità, che fanno da padrone oramai da diversi giorni.
Così facendo però, riducono in modo sensibile le possibilità che il nostro Paese possa essere coinvolto da una vera e propria irruzione di aria fredda. Almeno per quanto riguarda le prime due decadi del mese di febbraio, l’ipotesi di un’ondata gelida degna di nota appare infatti sempre meno probabile.
Se all’inizio gli scenari rimanevano comunque aperti, adesso ci si è resi conto che, dopo svariati ricalcoli dei più autorevoli modelli meteorologici internazionali, le possibilità di un’ondata di gelo o anche di freddo continuano a calare.

Facciamo una precisazione
Il freddo non è sparito o cancellato. Di fatti, lo scenario è ben diverso se ci spostiamo verso l’Europa orientale e la Russia, dove l’inverno sta mostrando un volto di estremamente severo. In queste aree si stanno registrando temperature molto rigide, paragonabili a quelle di stagioni fredde che non si vedevano da diversi anni.
Più volte le masse d’aria gelida hanno tentato di spingersi verso ovest, cercando di raggiungere l’Europa centrale e il Bacino del Mediterraneo. Purtroppo, per gli amanti di gelo e neve, tali tentativi non hanno avuto successo. Ne sono conseguite solo deboli infiltrazioni orientali, senza mai determinare un vero cambiamento del tempo.

Ma allora di chi è la colpa?
Non tanto del freddo, che quello c’è e come in Europa. Piuttosto, la persistente forza delle correnti atlantiche, che nei prossimi giorni continueranno a spingere il freddo verso levante, confinando il gelo sempre più lontano da noi. In altre parole, fungono da vera e propria barriera.
Dal punto di vista delle precipitazioni, il tempo sull’Italia e sull’area mediterranea rimarrà estremamente perturbato. Non si intravedono, almeno fino alla metà del mese, condizioni favorevoli a una lunga fase dominata dall’alta pressione.
Poi è chiaro, il nostro paese è molto allungato per quanto riguarda la latitudine e geograficamente vario, quindi non è detto che ogni fronte faccia a piovere dovunque. Ci saranno sicuramente delle pause, ma il contesto meteorologico italiano non cambia. Siamo preda di continui fronti perturbati.

La durata
Fino a venerdì 13 non ci sono grandi novità. L’anticiclone resterà decisamente lontano rispetto alla nostra area geografica. Via libera quindi all’arrivo di fronte dal vicino atlantico. Ovviamente di freddo vero manco a parlarne. Le nevicate rimarranno confinate principalmente alle Alpi e, sull’Appennino, solo alle quote più elevate, senza interessare le zone di pianura.
Resta comunque aperta la possibilità di nuovi affondi più freddi, soprattutto dopo il 15-16 febbraio. Ovviamente, stiamo parlando di tendenze meteo a lungo termine e nei prossimi giorni valuteremo per bene se lo scenario più freddo ipotizzato la settimana scorsa potrà nuovamente acquisire credito. Ciò non toglie che rimane comunque una stagione estremamente dinamica, anche se il freddo di una volta oramai pare qualcosa del passato remoto.

Credits
L’articolo è stato redatto analizzando attentamente i run dei modelli meteo seguenti e rieditati dall’autore: ECMWF, Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE
