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      Speranze di più inverno prossimamente. Vediamo le novità per febbraio

      Antonio Iannella
      Antonio Iannella
      Pubblicato: 05/02/2026
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      4 Min Lettura
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      Le attuali dinamiche circolatori e a scala euro-atlantica continuano a essere caratterizzate da un pimpante flusso umido oceanico verso l’Europa, con accanimento di perturbazioni provenienti dall’Atlantico.

      Non ci sono segnali di cambiamento per almeno una settimana ancora, dunque prospettive di tempo umido e molto piovoso per molte aree continentali: le piogge sopra norma riguarderanno tutte le aree occidentali e meridionali europee, Italia compresa.

       

      Naturalmente in regime di flusso oceanico, il campo termico associato sarà prevalentemente mite, con valori sopra norma quasi ovunque eccetto i settori scandinavi-baltici e dell’estremo Nordest Europa, qui magari con valori anche sotto media per prevalente incidenza di circolazione artica.

      Tuttavia, analizzando le dinamiche circolatorie complessive e, in particolare, facendo riferimento ai forecast modellistici nelle sezioni un po’ più alte atmosferiche, dove le simulazioni possono avere una maggiore affidabilità per via di condizioni più fluide, continuano a essere confermate ipotesi di un maggior freno al flusso atlantico e, di contro, azioni tendenzialmente più meridiane.

       

      Ci sarebbe, sostanzialmente una modifica dei regimi circolatori, con un AO (forza del vortice polare) che, da piuttosto negativo virerebbe verso neutro, una NAO (gradiente termico-barico tra medie e alte latitudini oceaniche atlantiche) che continuerebbe a essere negativa ma in modo meno intenso di quanto è attualmente e un PNA che da molto positivo, virerebbe in pesantemente negativo.

      A fronte di una sostanziale neutralità dell’azione dinamica indotta dal Vortice Polare, dato appunto un regime AO verso neutro, più importante e decisivo sul possibile cambiamento di circolazione, potrebbe essere l’interazione tra il PNA (modulante il gradiente termico e barico su Oceano Pacifico) e la NAO.

       

      Il dato tendenziale, questo per la seconda metà di febbraio quindi da metà mese e poi verso terza decade, di PNA molto negativo e NAO moderatamente negativa, potrebbe innescare una sequenza di cavi e promontori molto diversa dal regime attuale: più ondulazioni depressionarie verso Ovest States, promontori verso Est States, cavi su Est Atlantico e promontori verso Ovest Europa.

      Attualmente, invece, abbiamo più promontori verso Ovest States, cavi e anche molto freddi verso Est States e, questi, per un PNA troppo positivo, dirompenti anche verso Oceano Atlantico largo, con attivazione di flusso zonale.

       

      I regimi troposferici, dunque, sono dati in sostanziale modifica, e le conseguenze potrebbero essere per più blocco, via via, alla circolazione zonale verso l’Europa.

      A questa prospettiva più in basso, si aggiunge anche quella di una frenata del flusso zonale anche in alto, in Stratosfera, nonchè di un assetto del VP stratosferico, a prescindere da SPLIT o non SPLIT, comunque con asse (anche in bassa Strato, come mostra l’immagine in anteprima a 100 hpa) che potrebbe essere abbastanza favorevole per man forte ad azione meridiana sul vecchio continente.

       

      Insomma, dal quadro esaminato, la seconda parte del mese potrebbe presentare manovre più invernali a scala generale continentale e, per alcune fasi, anche sul Mediterraneo.

      Certo, andrebbero messe nel conto talora ancora una circolazione mista artica oceanica, con effetti invernali più sbiaditi o solo temporaneamente e localmente un po’ più freddi, altre volte una possibile eccessiva presenza anticiclonica con flusso freddo più deviato a Est.

       

      Tuttavia, sarebbe in questi contesti con alta pressione crescente sui comparti oceanici europei che potrebbero prendere piede blocchi al flusso zonale più vetusti e in grado di arrecare cavi artici più sostanziosi per l’Italia. Le probabilità in questo senso sono date in crescita nel corso della seconda parte di febbraio. Su elaborazione dati del Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio-Lungo Raggio (ECMWF). (METEOGIORNALE.IT)

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