
(METEOGIORNALE.IT) In questi giorni si fa un gran parlare di timidi segnali primaverili. Ma, a essere onesti, ho provato a cercare col lanternino un solo elemento concreto che potesse confermare questo cambio di passo e non l’ho trovato. Certo, a molti farebbe piacere, anche perché con l’arrivo di Marzo entreremo ufficialmente nella cosiddetta primavera meteorologica. Sappiamo bene però che quel mese è un territorio di confine, un ponte spesso traballante tra le stagioni.
Proiezioni a lungo termine e realtà dei fatti
Osservando attentamente le mappe e le proiezioni a lungo termine, questo processo di addolcimento non si vede affatto. L’unica traccia di mitezza sembra confinata a un temporaneo espandersi di un Anticiclone verso la Penisola Iberica e a qualche sbuffo di aria più calda sull’Africa settentrionale. Nello scenario in Europa, invece, le cartine che mostrano le masse d’aria fredda parlano chiaro: domina il blu intenso, con pennellate di violetto che indicano gelo vero.
Sembra insomma che stia per iniziare un nuovo ciclo. Il Vortice Polare pare intenzionato a espandersi nuovamente nella troposfera. Badate bene, non stiamo parlando di Stratwarming, ma di un movimento meccanico che spinge l’aria fredda verso sud. Questa massa gelida andrebbe a scontrarsi con le correnti oceaniche, particolarmente attive in questo periodo. Stavolta, però, il percorso non sembra diretto verso la Spagna, ma punterebbe più a nord-ovest.
L’Italia nel mirino delle perturbazioni
Questo incastro barico tende a favorire una instabilità atmosferica diffusa sul nostro territorio. In Italia potremmo assistere al passaggio frequente di una Perturbazione dopo l’altra. Al Nord Italia, come spesso accade, l’arco alpino potrebbe fungere da barriera, bloccando alcuni fronti. Eppure, data la vivacità delle Basse Pressioni previste, qualcosa finirà per scivolare oltre le vette. In effetti, il treno dei fronti perturbati sembra talmente serrato che potremmo vedere una Perturbazione al giorno transitare sul continente, dalla Scandinavia fino al Mediterraneo centrale.
Non dimentichiamoci che Febbraio è un mese aggressivo, forse il più imprevedibile dell’anno. È il periodo degli scambi meridiani, dove l’aria polare scende e quella calda risale. Proprio quest’aria calda non è “bel tempo”, ma energia pura. Energia che rischia di rendere le Basse Pressioni molto più violente rispetto a quelle di Gennaio. Fa un po’ paura, diciamolo, specialmente dopo i danni ingenti visti in Portogallo e nella stessa Spagna meridionale, dove le piogge alluvionali hanno fatto straripare i fiumi e causato, purtroppo, delle vittime.
Il rischio del freddo russo a metà mese
La vera attenzione degli esperti è però rivolta a una bolla di aria gelida che, verso metà Febbraio, potrebbe scendere verso l’Europa orientale. Se questa massa venisse catturata da una Bassa Pressione in transito sul Mediterraneo, lo scenario cambierebbe radicalmente. Non avremmo più il flusso mite dai Caraibi, ma richiami gelidi da est.
In questo contesto, le precipitazioni potrebbero trasformarsi in neve a quote molto basse sulla penisola, toccando persino la Sardegna e le zone collinari in Sicilia. E in Pianura Padana? Qui la situazione è sempre complessa. Molto dipenderà dall’eventuale formazione di un minimo sul Golfo Ligure. Se dovesse formarsi, pomperà aria umida sopra il cuscinetto freddo, regalando la sorpresa nevosa tanto attesa. Fino al 14 Febbraio, però, le temperature al Nord Italia resteranno probabilmente sopra la media. Siamo nel campo del lungo termine, quindi bisogna andare con i piedi di piombo.
L’insidia dell’inverno tardivo
C’è poi la questione del cosiddetto inverno tardivo. Negli ultimi anni è diventato un ospite sgradito quanto frequente, capace di rovinare la fioritura di piante e frutti, causando danni economici pesanti all’agricoltura. Per non parlare del disagio per noi cittadini, costretti a tirar fuori i cappotti pesanti proprio quando pensavamo di averli riposti.
- In Europa orientale la neve è già abbondante.
- La Germania resta sotto scacco del gelo.
- In Valle d’Aosta e sui confini del Piemonte gli accumuli saranno significativi.
- Le Alpi carniche e la Slovenia vedranno nevicate abbondanti.
In conclusione, non fatevi ingannare da qualche raggio di sole. In Pianura Padana l’illusione della primavera potrebbe arrivare sotto forma di favonio, il vento di caduta dalle Alpi. Quando l’aria scavalca i monti e scende verso la pianura, la temperatura schizza in alto, ma è un effetto ottico e termico temporaneo, una condizione adiabatica che inibisce le piogge ma non ferma l’inverno. La primavera busserà alle porte, certo, ma per ora il catenaccio del freddo sembra tenere bene.
