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NEVE a più riprese tra Gennaio e Febbraio: cosa dice il Vortice Polare

Davide Santini di Davide Santini
03 Gen 2026 - 12:00
in A Scelta dalla Redazione, Ad Premiere, Meteo News
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(METEOGIORNALE.IT) I meteo appassionati conoscono bene il ruolo del vortice polare. Se è debole la possibilità di avere gelo e neve in Italia cresce (anche se rimane comunque una probabilità e non una certezza!). Mentre se è forte è facile che ci siano alte pressioni e clima mite. Non necessariamente soleggiato ma sicuramente non troppo freddo. Come potrebbe evolvere il mese di gennaio? Analizziamo tramite un grafico.

 

Cosa potrebbe succedere

Le nostre attente analisi dimostrano che la struttura del vortice polare potrebbe non essere particolarmente forte. C’è una manovra interessante da analizzare. È possibile che le figure di alta pressione tenderanno a collocarsi tra l’area canadese e la Groenlandia, apportando masse d’aria molto miti per quelle latitudini. Come se non bastasse, è possibile che ci siano marcate oscillazioni del jet stream, la forte corrente d’aria che scorre in quota.

 

Gli esperti, inoltre, analizzano il famoso pattern chiamato Rex Block. Si tratta di una sinottica molto particolare. Alte pressioni a latitudini scandinave e sul Mare del Nord, basse pressioni e clima freddo e instabile in area mediterranea. È quello che è successo nel periodo natalizio. Se da un lato è vero che non ha portato gelo a bassa quota, da quell’altro ha favorito impressionanti nevicate su alcune zone dell’Italia, Piemonte in primis.

 

Fine gennaio

Per la fine del mese, e magari l’inizio di febbraio, il vortice polare potrebbe manifestarsi in uno stato di moderata forza, per lo meno a tratti. Ma ci sono delle possibilità che possa comunque reindebolirsi. Si nota bene dal grafico che andiamo ad analizzare qui sotto. In questo caso favorirebbe la discesa di aria fredda alle latitudini mediterranee.

 

Ricordiamo sempre che si parla di probabilità. Non è affatto detto che un vortice debole porti sicuramente gelo e neve a bassa quota. Servono tanti tasselli. Ma intanto è una condizione predisponente. Un vortice indebolito e suddiviso in più nuclei, quindi, potrebbe fungere da trigger per l’arrivo di masse d’aria fredde e instabili sul nostro paese. In questo contesto non si esclude una seconda parte del mese particolarmente movimentata, con alternanza tra peggioramenti incisivi e rapide pause di stabilità.

 

Vortice polare non particolarmente compatto fino a metà gennaio. Buone possibilità di avere freddo e nevicate a bassa quota anche sul nostro paese. Successivamente, è possibile una fase più mite.

 

Considerazioni finali

Come succede in questi casi, è bene andare col freno a mano tirato. Nessuno vuole fare programmi di gelo e nevicate storiche. Ormai diventa difficile avere occasioni simili. Ma intanto quello che possiamo dire è che è la prima metà di gennaio risulterà fredda e a tratti cadrà neve a quote molto basse.

 

Già questo è un successo per via dei cambiamenti climatici. Non resta che vedere come evolverà la situazione. Continuate a seguire i nostri aggiornamenti meteo per capire l’evolversi del tempo nei due mesi cruciali dell’inverno.

 

Potrebbe essere l’occasione di nevicate abbondanti anche a quote interessanti. Anche se in questi casi bisogna andare per gradi e non cadere in facili conclusioni.
ID 163439812 ©
Saptashaw Chakraborty | Dreamstime.com

 

Credit

ECMWF

Global Forecast System del NOAA, 

ICON

AROME

ARPEGE

IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change)

Copernicus Climate Change Service (C3S)

NASA Goddard Institute

American Meteorological Society

JMA – (METEOGIORNALE.IT)

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Tags: alta pressionebassa pressionecambiamenti climaticiclima invernaleECMWFfreddogelogennaiogfsinstabilità atmosfericainvernoIPCCItaliajet streammediterraneometeomodelli meteoneveneve a bassa quotanevicateondate di freddoprevisioni meteoprevisioni stagionalirex blockvortice polare
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Davide Santini

Davide Santini

Davide Santini, laureato magistrale in Fisica. Ha effettuato una tesi triennale con il professor Vincenzo Levizzani sui temporali, sulla loro suddivisione e sui fenomeni più violenti. Ha poi approfondito la tesi magistrale, con il professor Maugeri e il professor Miglietta, analizzando la correlazione tra aumento termico della temperatura estiva e probabilità di promontori di alta pressione di matrice subtropicale. Ha collaborato e collabora tuttora con Nimbus, la rivista di meteorologia italiana. Collabora dal 2018 per diverse testate meteorologiche italiane (5 in totale) e in particolare ha una esperienza quinquennale con il sito web Meteo Giornale. Tratta numerose tematiche, tra le quali previsioni a breve, medio e lungo termine; climatologia; cambiamenti climatici; etica ambientale. È esperto di analisi modellistica, di tendenze a lungo termine e analisi di radiosondaggi e profili termici verticali dell'atmosfera. È inoltre insegnante rinomato, dove prepara gli studenti delle superiori e dell'università, idoneo a trattare concorsi pubblici e privati, con professionalità e impegno.

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