(METEOGIORNALE.IT) Sembra una scena uscita da un film di fantascienza, o forse un errore di sistema sui tabelloni degli arrivi. Invece è tutto vero, terribilmente affascinante e diciamolo, anche un po’ divertente. C’è un aereo che decolla nel futuro e atterra nel passato. Non serve una macchina del tempo e non c’è nessuna magia nera, basta un biglietto aereo e la giusta rotta sopra l’Oceano Pacifico.
Il protagonista di questa piccola follia cronologica è il volo Cathay Pacific 880. I passeggeri si sono imbarcati a Hong Kong, in Asia, poco dopo la mezzanotte del 1 Gennaio 2026. Immaginate la scena: i festeggiamenti sono appena iniziati, i calici sono ancora alzati per il brindisi e l’euforia del nuovo anno è palpabile in cabina. Il decollo avviene nel cuore della notte, mentre la metropoli asiatica brilla sotto di loro, già proiettata nel futuro.
Poi succede l’impensabile. O meglio, succede la geografia.
Dopo circa dodici ore di volo, sospesi tra le nuvole e il blu profondo dell’oceano, l’aereo tocca la pista di atterraggio a Los Angeles, in California. I passeggeri, stanchi ma forse ignari dello scherzo che il pianeta ha giocato loro, guardano i telefoni o gli orologi dell’aeroporto. La data segna inequivocabilmente il 31 Dicembre 2025.
Com’è possibile? In effetti, il cervello umano fatica un po’ a processare l’informazione. Abbiamo appena festeggiato, dormito un po’, mangiato qualcosa, eppure siamo tornati indietro. Chi era a bordo ha avuto l’incredibile opportunità, rara e preziosa, di festeggiare il Capodanno due volte in meno di ventiquattr’ore. Un brindisi a Hong Kong, un pisolino, e un altro brindisi sotto le luci della West Coast negli Stati Uniti.
Il “colpevole”, se così vogliamo chiamarlo, è la Linea Internazionale del Cambio di Data. Quella linea immaginaria e a zig-zag che attraversa il Pacifico e che serve a mettere ordine nel caos dei fusi orari terrestri. Viaggiando verso est, dall’Asia verso il Nord America, si attraversa questo confine invisibile e si “guadagna” un giorno intero. O meglio, si ripete l’ultimo giorno vissuto. È un paradosso temporale consentito dalle leggi della fisica e dalla rotazione della Terra.
Non è fantascienza, insomma. È solo il modo affascinante in cui abbiamo deciso di misurare il tempo su una sfera che gira su se stessa. Per chi si trovava sul volo CX880, il 2026 è iniziato, è stato messo in pausa, ed è ricominciato qualche ora dopo. Un’esperienza che, siamo certi, diventerà l’aneddoto preferito da raccontare alle cene con gli amici per i prossimi anni. (METEOGIORNALE.IT)

