(METEOGIORNALE.IT)
QUADRO GENERALE DELLA SITUAZIONE METEO
Il primo weekend di gennaio si prepara a mostrare un volto decisamente più dinamico dal punto di vista meteorologico, segnando una pausa rispetto a una fase più tranquilla che ha interessato diverse zone del Paese. Tra sabato 3 e domenica 4 gennaio, infatti, è atteso un graduale ma sensibile peggioramento del tempo, legato all’arrivo di una perturbazione atlantica ben organizzata.
Questa è associata a una profonda area ciclonica posizionata al largo del Portogallo, capace di influenzare il Mediterraneo centrale. I segnali di questo cambiamento sono già evidenti: i venti di Libeccio stanno rinforzando, in particolare lungo il versante tirrenico, contribuendo ad aumentare l’umidità e a rendere l’atmosfera più instabile. Si tratta di una configurazione tipica dell’inverno, che spesso apre la strada a fasi perturbate seguite da possibili irruzioni di aria più fredda, soprattutto quando il sistema depressionario riesce a scavarsi verso est.
SABATO 3 GENNAIO: PRIME PIOGGE E NEVE IN MONTAGNA
La giornata di sabato rappresenterà il vero punto di svolta del weekend. Le regioni del Centro, in particolare Lazio e Umbria, insieme alla Campania, saranno le prime a fare i conti con condizioni di tempo instabile. Le piogge risulteranno diffuse, a tratti persistenti, con un peggioramento più marcato nelle ore serali, quando le precipitazioni raggiungeranno anche le Marche.
Sull’Appennino tornerà la neve, con fiocchi attesi generalmente tra i 1400 e i 1600 metri di quota, un segnale inequivocabile di un clima pienamente invernale in montagna. Altrove il quadro sarà più tranquillo: il Nord resterà ai margini del peggioramento, anche se non mancheranno le classiche nebbie in Pianura Padana, pronte a ridurre la visibilità soprattutto nelle ore più fredde della giornata.
DOMENICA 4 GENNAIO E PROSPETTIVE PER L’EPIFANIA
Domenica il maltempo insisterà soprattutto sulle regioni centrali, dove le piogge potranno risultare anche intense e accompagnate da un ulteriore calo della quota neve sull’Appennino, che potrà spingersi intorno ai 1300 metri, localmente anche più in basso tra Umbria e Marche. Le precipitazioni tenderanno poi a coinvolgere parte della Campania, mentre il Nord e gran parte del Sud godranno di condizioni più stabili.
Tuttavia, questo passaggio perturbato potrebbe rivelarsi solo l’inizio di una fase più fredda e tipicamente invernale in vista dell’Epifania. L’ingresso di aria più fredda, infatti, potrebbe favorire un ritorno della neve a quote molto basse, con la possibilità – tutta da confermare – di nevicate fino in pianura in alcune zone del Paese. Un’evoluzione da seguire con attenzione, perché potrebbe regalare un finale delle festività decisamente suggestivo. (METEOGIORNALE.IT)
