
(METEOGIORNALE.IT) Il mese di maggio andrebbe prendendo una piega piuttosto capricciosa, sempre più vocato all’instabilità e anche a un campo termico sottomedia piuttosto che verso condizioni spiccatamente primaverili stabili e miti.
E’ quanto emerge dalle ultime elaborazioni dei modelli matematici, a dire il vero con cenno in questo senso già da diversi aggiornamenti. C’è un vano tentativo, proprio nel corso di queste ore e delle prossime, da parte del fronte più stabilizzante e caldo subtropicale, di raggiungere parte dell’Italia, per via di un temporaneo concentramento dell’azione instabile oceanica a largo del Portogallo, dunque con tentativo di rimonta subtropicale lungo l’ascendete depressionario momentaneamente decentrato a Ovest, ma l’azione verrebbe prontamente inibita da un altro cavo instabile nordatlantico, pronto ad affondare dapprima verso il Centro Europa, poi verso il cuore del Mediterraneo.
Non ci sarebbe nè tempo e nè spazio per una sostanziosa fase mite e stabilizzante per l’Italia, come pure era nelle prospettive qualche giorno fa, salvo un tempo generalmente più stabile oggi e in forma irregolare su qualche settore meridionale nei giorni prossimi.
A vedere qualche fase di stabilità leggermente più duratura e anche con più caldo, nel corso dei prossimi 3/4 giorni, sarebbero solo gli estremi settori meridionali, Sicilia e Calabria, magari anche il medio-basso Adriatico, ma nemmeno su queste aree sarebbe ovunque completamente stabile, anche qui andrebbero computati un po’ di disturbi, specie in prossimità dei rilievi.
Altrove, nuovamente nel corso di questo fine settimana e ancora per lunedì, tornerebbe a peggiorare il tempo, progressivamente da Ovest vero Est, cona arrivo di altri rovesci e temporali, specie al Centro Nord, di più sulle aree tirreniche centrali, su quelle relative appenniniche, su alto Piemonte, alta Lombardia e, lunedì, sul Friuli Venezia Giulia.
Tra domani pomeriggio-sera e lunedì mattino, fronti più deboli e sfrangiati transiterebbero anche tra Campania, Ovest Lucania e Nord Puglia, anche qui con qualche rovescio irregolare e localizzato, magari più ricorrente e localmente un po’ più sostanzioso su Campania.
Dunque, la faccia stabilizzante e mite della primavera di maggio si è mostrata molto sbiadita, sino a ora, e non ci sono notizie confortanti in termini di possibile riscatto nel prosieguo del mese.
Dalle ultime proiezioni dei modelli matematici sul tempo per i prossimi 10 giorni, evince un quadro tendenziale sempre più compromesso. Come accennato, già nel corso di questo weekend e fino a lunedì 11, transiterebbero primi moderati fronti da Ovest con piogge, specie al Centro Nord e Campania, e valori termici un po’ sopra media al Centrosud e isole, più o meno nella media al Nord.
A seguire, dopo un brevissimo break nella giornata di martedì 12, dal 13/14 maggio e con buona probabilità per tutto il prosieguo della seconda decade, se non anche oltre, il Mediterraneo centrale e l’Italia sarebbero obiettivo di una importante saccatura instabile di matrice nordatlantica dalle caratteristiche spiccatamente autunnali.
Nello specifico, sui comparti atlantici andrebbe progressivamente rinforzandosi un campo di alta pressione proteso in senso meridiano, dalle Azzorre all’Islanda e, di converso, dal Mare del Nord scenderebbero correnti instabili e anche relativamente fredde per il periodo, verso un po’ tutta l’Europa.
Via via, il perno depressionario (ossia le vorticità cicloniche più attive nella saccatura) dal Mare del Nord scenderebbe di latitudine, portandosi, nella fase dal 14/15 al 18 maggio, dapprima verso l’Europa centrale, poi proprio sul Mediterraneo centro settentrionale e sull’Italia in approssimazione al prossimo weekend 16/17 maggio.
Dunque, gran parte della prossima settimana, a iniziare da mercoledì 13, sarebbe caratterizzata dall’avvento di instabilità diffusa sull’Italia, con correnti inizialmente occidentali, venti spesso sostenuti, piogge ricorrenti e progressivo calo termico.
Tra mercoledì 13 e giovedì 14, piogge diffuse al Nord, sulle aree tirreniche e relative appenniniche un po’ tutte, anche sulla Sardegna; in questa fase un po’ meno esposti i settori del medio e basso Adriatico, quindi Est Molise, Puglia, Centro Est Lucania, meno esposte anche le aree ioniche e la Sicilia, con fenomeni magari anche presenti su questi settori, ma in forma più isolata e debole.
Successivamente, con il progressivo spostamento verso Est della Saccatura e con l’accentramento proprio sull’Italia dei nuclei di vorticità, le piogge si concentrerebbero sulle aree centro meridionali tra il 15 e il 16 maggio, in un contesto circolatorio più da Nord. Qualche fase inter-frontale rapida a seguire, con tempo più asciutto, ma prospettive per altri impulsi meridiani e altri rovesci a cavallo tra fine seconda e inizio terza decade.
Insomma, un periodo piuttosto lungo prossimo, a iniziare con più decisione dal 13 maggio, all’insegna di un tempo spesso instabile o localmente anche perturbato sull’Italia, per di più con un campo termico in apprezzabile calo, calo anche significativo su tutta Italia tra il 15 e il 16 maggio.
Le prospettive sarebbero per temperatura sotto la media tipica del periodo addirittura per 10 giorni circa, dal 13/14 al 23/24 di maggio almeno. Continueremo ad aggiornarci su questa tendenza per molti versi sconvolgente per il prosieguo del mese, nelle nostre quotidiane rubriche sul medio e lungo termine. Su elaborazione dati del Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio-Lungo Raggio (ECMWF) (METEOGIORNALE.IT)