
(METEOGIORNALE.IT) Luglio potrebbe essere il mese più caldo dell’Estate 2026. Anche se mancano ancora parecchie settimane, cerchiamo di analizzare le proiezioni meteo stagionali dei principali modelli. In particolare, vogliamo fare riferimento alla autorevole Centro Europeo ECMWF, il quale cerca di analizzare gli scenari climatici da qui ai prossimi mesi.
Che cosa emerge
Come era facile intuire, un’elevata possibilità di temperature ben superiori alla media, con anomalie termiche che potrebbero raggiungere addirittura i tre gradi al di sopra delle medie tipiche di riferimento, per giunta in diverse aree del continente europeo, Italia compresa.
Un quadro che conferma una tendenza ormai evidente da anni. Ci duole dire che, qualora non ce ne fossimo accorti, le estati mediterranee stanno cambiando volto in maniera del tutto preoccupante, diventando sempre più lunghe, afose e dominate dall’alta pressione africana. Con tutte le conseguenze del caso.
Ovviamente, prima di procedere con l’analisi Dobbiamo considerare assolutamente questo aspetto. La classica Estate italiana, con il nostro vecchio amico anticiclone delle Azzorre capace di garantire caldo moderato e giornate soleggiate senza eccessi, è oramai qualcosa del passato. Negli ultimi decenni, diciamo dalla seconda metà degli anni novanta e in particolare dai 2000, questa figura meteo si è letteralmente dileguata in oceano, lasciando spazio al ben più temuto collega africano.
Quest’ultimo, alimentato da masse d’aria roventi provenienti direttamente dal Sahara, ha assunto un ruolo di dominatore quasi assoluto. E non solo in Italia, ma pure sul bacino del Mediterraneo e in genere in molte aree europee. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: ondate di calore più frequenti, temperature estreme persistenti e periodi di afa intensa che si protraggono anche per settimane, con nottate bollenti dove c’è difficoltà di riposo notturno.
Vediamo i dati
Secondo le proiezioni elaborate dall’ECMWF, il Centro Europeo per le Previsioni Meteo a Medio Termine, già il mese di Giugno potrebbe aprire la stagione estiva con condizioni decisamente più calde rispetto alla norma.
Ciò significa che le prime vere fiammate africane potrebbero arrivare già nel prossimo mese, mentre per adesso Maggio sembra essere del tutto salvo. Non si intravedono infatti ondate di calore molto forti, ma ciò non toglie che tra qualche settimana saremo qui a parlare di temperature africane.
Non dimentichiamoci poi che giugno potrebbe essere un mese con diversi episodi temporaleschi. Quello che emerge è questo quadro. Il primo mese dell’estate potrebbe alternare fasi molto calde a improvvisi episodi di maltempo, accompagnati da grandinate, forti raffiche di vento e nubifragi.

Ma poi c’è la svolta
Fin qui le condizioni rimarrebbero un po’ capricciose, ma poi la vera svolta è dal mese centrale dell’estate. Le mappe previsionali mostrano infatti un vasto campo di alta pressione africana pronto ad espandersi con decisione verso il Mediterraneo centrale e gran parte dell’Europa occidentale.
Le temperature potrebbero spingersi fino a 3°C oltre la media climatica del periodo, soprattutto al Nord Italia, in Val Padana e su molte aree del Centro-Sud. Non è escludibile quindi una lunga fase di caldo da nord a sud, praticamente senza soluzione di continuità.
I valori di 35/40 gradi potrebbero essere superati in diverse zone d’Italia e per più giorni. Anche le ore notturne potrebbero risultare molto pesanti, con le cosiddette “notti tropicali”, durante le quali la temperatura non riesce a scendere sotto i 20-24 gradi. Oramai sembrano valori tipici della nostra estate, ma ricordiamo che fino a 40/50 anni fa erano davvero molto rari.
Occhio all’estensione
Il dato più significativo emerso dalle proiezioni riguarda però l’estensione geografica del caldo anomalo. Le temperature sopra la media non interesserebbero soltanto l’Italia, ma gran parte del continente europeo. Dalla Penisola Iberica fino alla Russia occidentale, praticamente tutta l’Europa sarebbe sotto il dominio incessante del caldo. E questa è davvero una pessima notizia.
Come è noto, tipo di anomalie atmosferiche evidenziano quanto il caldo estivo estremo sia ormai su larga scala. Non si tratta più di singole ondate di calore isolate, ma di una trasformazione strutturale e irreversibili delle estati europee, nulla a che vedere con quello che capitava il secolo scorso.

Che cosa si potrebbe rischiare
Un’Estate così estrema non comporta soltanto disagio fisico. Le conseguenze possono essere molto serie sotto diversi aspetti. Cominciamo col primo aspetto. Le alte temperature prolungate aumentano innanzitutto il rischio di siccità, soprattutto nelle regioni già fragili dal punto di vista idrico. È vero che nell’ultimo inverno ha piovuto tanto, ma è pur vero che un’ondata di calore estiva prosciuga in fretta il tutto.
L’altro punto è la salute pubblica. Le ondate di calore intense possono provocare colpi di calore, disidratazione e aggravare le condizioni delle persone più fragili, come anziani e soggetti affetti da patologie croniche. Non dimentichiamoci poi che le grandi città sono accumulatrici di caldo, con temperature estreme anche nel cuore della notte.
L’ultimo però è l’aspetto più sovente sottovalutato: il legame tra il caldo estremo e gli eventi meteorologici violenti. Temperature così elevate contribuiscono infatti a riscaldare ulteriormente il Mar Mediterraneo. Quando l’alta pressione cede improvvisamente e masse d’aria più fresca atlantica irrompono nel bacino mediterraneo, si creano contrasti termici talvolta estremi.
È proprio in queste situazioni che possono svilupparsi famigerate supercelle. L’abbiamo già trattato più volte nei nostri articoli. Si tratta di cumulonembi molto organizzati e pericolosi, in grado di generare nubifragi violenti, grandinate di grosse dimensioni, trombe d’aria e raffiche di vento devastanti, note anche come downburst.
Negli ultimi anni episodi di questo tipo sono diventati sempre più frequenti anche in Italia, soprattutto nelle regioni settentrionali. Il rischio è che il caldo eccezionale previsto per l’Estate 2026 possa seguire esattamente questo Trend. Inutile sperare in un cambiamento, alle condizioni meteo dello scorso millennio non torneremo più…