Caos meteo per il periodo dopo le festività natalizie. Capita spesso che accadono delle visioni divergenti. I principali modelli previsionali mostrano una notevole divergenza di vedute. Non possiamo quindi dare per sicuro un determinato scenario. Perché non tutti concordano.
Bivio stagionale?
Alcune elaborazioni ipotizzano la presenza di un anticiclone capace di deviare le masse d’aria più fredde verso l’Europa orientale, spingendole fino ai Balcani, alla Grecia e alla Turchia. Altri scenari, invece, suggeriscono una parziale sterzata di queste correnti gelide verso di noi.
Il problema è che di sicuro non avremo un’ondata di gelo, ma potremmo non avere nemmeno un periodo più freddo della media. Contrariamente a quanto veniva paventato nelle tendenze meteo a lungo termine alcuni giorni fa.

Cosa sta succedendo?
Qualunque direzione prenderà l’evoluzione atmosferica nei prossimi giorni, potrebbe avere comunque un peso per il prosieguo dei mesi di gennaio e febbraio. Se da un lato è vero che un ramo del vortice polare sembra destinato comunque ad avvicinarsi all’area mediterranea prima della fine dell’anno, dall’altro lato non si può ignorare la presenza ingombrante dell’anticiclone, pronto a esercitare la sua azione di contrasto.
E l’Italia altro non è che nel mezzo. Le probabilità che ciò avvenga non sono elevate, ma allo stesso tempo non possono essere escluse del tutto. Alcuni modelli, infatti, intravedono la possibilità che l’aria artica riesca a superare il baluardo anticiclonico. Ma non sarebbe comunque un periodo freddo duraturo. Potrebbe essere il classico mordi e fuggi.

Ci vuole cautela
È comunque opportuno mantenere una certa cautela. Anche nel caso in cui i modelli dovessero puntare con decisione su una fase caratterizzata da freddo intenso, gelo e nevicate diffuse, è bene ricordare che le proiezioni nel lungo periodo tendono in parte a sovrastimare eventuali ondate di freddo.
Molto probabilmente, il motivo è che anticicloni di matrice subtropicale sono sempre pronti a fare un balzo e quindi non sempre i modelli riescono a prevedere quale potrebbe essere il loro andamento. E non hanno colpe, sia chiaro!
E dopo la Befana?
Stesso tipo di ragionamento. Caos meteo interpretativo. Non è un problema dei modelli. Semmai è un problema di chi vuole sapere sempre tutto e subito. Soprattutto in una stagione così piena di colpi di scena, è impossibile provare a predire il tempo a distanza di 15 o 20 giorni.
Si può provare a fare quando siamo in estate con enormi anticicloni. In quel caso non piove e la previsione è certa. Molto diverso il discorso quando l’Italia è in una terra di confine. Basta una mossa più o meno avventata di uno dei due attori (ondata di freddo e alta pressione) per stravolgere le condizioni meteo sul nostro Paese.
Credit
L’articolo è stato redatto analizzando attentamente i run dei modelli meteo seguenti e rieditati dall’autore: ECMWF, Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE