Partiamo da una considerazione scomoda, quasi un paradosso che sta agitando i sonni di molti appassionati. Ebbene, abbiamo indici climatici favorevoli ad avere ondate di freddo, eppure le previsioni stagionali dei grandi centri di calcolo โ sia quello americano che quello europeo โ continuano a non vedere un inverno rigido in Europa. Comโรจ possibile?
Diciamolo subito: la meteorologia non รจ una scienza esatta, รจ una scienza del caos.
Ci troviamo di fronte a un bivio. Da una parte ci sono i modelli matematici che elaborano miliardi di dati e sfornano mappe colorate di rosso (caldo anomalo); dallโaltra ci sono le teleconnessioni, quei segnali a lunga distanza che spesso, in passato, ci hanno anticipato i grandi eventi. Descrivere quelli che sono gli indici climatici o teleconnessioni ideali per avere ondate di freddo in Europa durante questo inverno, che ha appena iniziato il suo cammino, รจ un esercizio affascinante ma rischioso. Nessuno chiaramente di noi รจ in grado di conoscere poi se questi indici avranno effettivamente una influenza diretta.
Insomma, si materializzerร il tempo atmosferico associabile al clima che questi solitamente โ o in teoria โ possono innescare? Bella domanda.
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La trappola della nostalgia: il confronto con il passato
Cโรจ un errore che commettiamo spesso. Possiamo andare a ritroso di qualche anno, certo, ma visto e considerato che abbiamo un cambiamento climatico galoppante, fare paragoni diretti con il passato รจ un terreno minato. Prendiamo ad esempio lโinverno sacro per i meteofili italiani: quello che procurรฒ la storica ondata di gelo di Gennaio 1985.
Paragonare lโoggi a quel mese leggendario รจ alquanto arduo. Perchรฉ? Semplice: la temperatura media globale da allora รจ cresciuta in modo inesorabile e, oltretutto, sono tendenzialmente cambiate le sinottiche atmosferiche ideali per tali fenomeni. Lโatmosfera non si muove piรน esattamente come quarantโanni fa.
Tuttavia, cโรจ un โmaโ. Un grosso โmaโ.
Quel fenomeno del 1985 fu innescato da un fortissimo Stratwarming, un riscaldamento improvviso della stratosfera polare. E attenzione: questi fenomeni possono ancora ad oggi succedere. Non sono estinti. Ne abbiamo testimonianza lampante nel 2018 โ era fine febbraio โ e cosรฌ anche nel Gennaio 2017. In quegli anni si ebbe una spettacolare inversione delle correnti: i venti zonali, che solitamente soffiano da ovest verso est, si bloccarono e tornarono indietro. Dalla Siberia, come un treno merci impazzito, giunse in Europa aria gelida pellicolare che colpรฌ duramente anche lโItalia.
Quindi, la lezione รจ chiara: quando abbiamo indici climatici favorevoli, si possono realizzare condizioni atmosferiche davvero estreme in Europa, condizioni che possono persistere anche per decine di giorni.
Generalmente le ondate di freddo maggiori che ricordiamo hanno avuto una durata che va da due a quattro settimane. Cโรจ unโeccezione, ovviamente. Il 1929. Quellโanno fu un mostro a parte, molto rigido, con un freddo persistente per ben due mesi, da gennaio a febbraio. Ma contestualizziamo: eravamo da poco usciti dalla Piccola Era Glaciale. Probabilmente si ebbe in quel periodo uno strascico di quelle condizioni cosรฌ estreme che durarono circa 300 anni e finirono alla fine del 1800.
Oggi siamo in unโepoca totalmente diversa. Viviamo il cambiamento climatico. Viviamo lโaumento della temperatura globale.
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Cronache del gelo italiano: una memoria selettiva
A questo punto, ci domandiamo: quanto รจ cambiato il clima rispetto alle ondate di freddo che ci ricordiamo, quantomeno quelle piรน recenti? Vediamo cosa รจ successo in Italia, riavvolgendo il nastro dei ricordi ma con occhio critico.
Partiamo inevitabilmente dal Gennaio 1985, un inverno che ebbe unโeccezionale ondata di gelo a gennaio, proseguita poi con fortissime nevicate sulle regioni settentrionali โ la famosa nevicata del secolo a Milano โ e una persistenza del freddo praticamente per tutto il mese. Le cronache dellโepoca parlavano di tubature scoppiate, laguna di Venezia ghiacciata e carri armati per le strade a spalare neve.
Come perรฒ non ricordare anche il gennaio e poi febbraio 1986? Furono molto diversi effettivamente rispetto al 1985, ma comunque lasciarono il segno con nevicate importanti e un clima rigido. E poi, il Marzo 1987.
Qui serve una parentesi. Spesso ci dimentichiamo che a gennaio di quellโanno si ebbe unโondata di gelo brutale su tutta lโEuropa orientale che influenzรฒ marginalmente lโItalia. Sembrava finita lรฌ. Invece, unโondata di gelo estremamente tardiva e fortissima si scatenรฒ nei primi giorni di marzo. Cominciรฒ a Mosca e da lรฌ, come una palla da biliardo, si spostรฒ rapidamente sullโItalia.
Era il Burian.
Colpรฌ il nostro Paese quando ormai si pensava alla primavera. Si ebbero fortissime nevicate in Puglia, nevicate in Adriatico, paesi isolati. La temperatura scese a 0ยฐC a bassa quota in pieno giorno anche in Sardegna. Roba da non credere, eppure eravamo ai primi di marzo.
Ma insomma, andiamo ancora molto piรน avanti a questo punto. Saltiamo a piรจ pari altri ventโanni che sono trascorsi nel frattempo e andiamo direttamente al 2017. A gennaio ci fu unโondata di gelo che iniziรฒ appena dopo lโEpifania e colpรฌ soprattutto le regioni adriatiche e il Sud. Tutta lโItalia fu coinvolta, ma in Adriatico cadde la neve in pianura e sulle coste fino alla Puglia e alla Calabria. Le spiagge imbiancate di Porto Cesareo o Polignano a Mare fecero il giro del web. Lโatmosfera era assolutamente polare.
Andiamo poi allโanno successivo. Infatti, solo un anno dopo โ nel fine febbraio 2018 โ aria gelida si portรฒ sullโEuropa. In Gran Bretagna venne chiamato quellโevento meteo โThe Beast from the Eastโ (la Bestia che viene dallโEst), mentre in Italia lo chiamiamo sempre Burian. Cadde la neve a Roma e a Napoli. Vedere il Colosseo o il Vesuvio imbiancati ha sempre un effetto straniante, quasi magico.
Ebbene, rispetto ad allora che cosโรจ cambiato?
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La complessitร della previsione nel Vecchio Continente
Vediamo nel dettaglio che cosa succede in questi ultimi anni. Innanzitutto hanno prevalso, per molti mesi della stagione invernale, le alte pressioni. ร un dato di fatto: gli anticicloni sono diventati piรน invadenti, piรน persistenti. Ma ricorderei che anche tra il 2017 e il 2018 lโalta pressione europea campeggiรฒ per mesi. Sembrava un inverno finito prima di iniziare. In particolare nellโinverno 2017-2018 non succedeva nulla, poi di botto ecco che venne questo grande gelo del tutto inatteso.
Quello che sostanzialmente emerge รจ che in Europa la previsione delle ondate di gelo รจ estremamente complessa.
Cโรจ una differenza abissale rispetto a quanto succede negli Stati Uniti dโAmerica e nel Canada. Lรฌ, la geografia โaiutaโ il freddo: le Montagne Rocciose sono disposte da nord a sud e non offrono barriere alle masse dโaria artica che scendono dalle pianure. ร sufficiente una debolezza del Vortice Polare affinchรฉ lโaria gelida scivoli a nordovest, transitando sulle pianure congelate del Canada e portando il freddo fino al Golfo del Messico. Abbiamo la possibilitร di vedere persino la neve in posti impensabili, come รจ capitato nel recente passato o come potrebbe capitare โ ipotesi non remota โ con neve caduta anche addirittura nella calda Florida.
Ovviamente vi stiamo parlando solo dellโAmerica, ma potremmo fare altre considerazioni su altre aree del nostro pianeta. Il clima e lโorografia dellโEuropa, invece, presentano altre complicazioni.
Noi abbiamo le Alpi, abbiamo il Mar Mediterraneo che funge da serbatoio di calore, abbiamo lโOceano Atlantico mite a ovest. Le nostre ondate di freddo devono fare lo slalom. Tuttavia, eventi meteo estremi di freddo saltuariamente anche da queste parti capitano. E quando capitano, fanno male.
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Caos calmo: la situazione attuale
A questo punto, noi non vi stiamo dicendo che avremo un inverno gelido. Sarebbe disonesto. Vi abbiamo sempre detto che ci sono gli indici di comportamento climatici che sono favorevoli: cโรจ un Vortice Polare piuttosto instabile, cโรจ una tendenza ad avere un possibile Stratwarming.
Dato che giร questโanno cโรจ stato un tentativo. A fine novembre la stratosfera si รจ scaldata, ma รจ durato pochissimo. Non ha avuto la possibilitร di invertire le correnti ed era solo novembre, quindi precocissimo. Se fosse capitato con successo, sarebbe stato lโevento piรน precoce da quando abbiamo la possibilitร di osservare questi fenomeni anche via satellite e, soprattutto, misurarli con strumenti precisi e non semplici stime.
Quello che vediamo โ e che vedo personalmente analizzando le carte ogni mattina โ รจ molto caos.
Caos tra i commenti dei colleghi, caos nei forum specializzati. Mi riferisco soprattutto ai colleghi dellโestero, perchรฉ qui in Italia cโรจ molta riluttanza a esporsi. Si ha paura di sbagliare, di illudere. Ma questa รจ una decisione del tutto personale. Il nostro motto da sempre รจ stato quello di fare riferimento a quello che succede negli Stati Uniti dโAmerica e al metodo anglosassone: la meteorologia va discussa, ipotizzata, lanciata a disposizione di tutti.
Anche perchรฉ, diciamocelo, le sole applicazioni Meteo non possono che darvi solo informazioni a breve termine. Sono algoritmi freddi (loro sรฌ, gelidi) che dopo pochi giorni di validitร cambiano completamente scenario senza darvi spiegazioni. Ti svegli, guardi lโapp: sole. Guardi due ore dopo: pioggia. Perchรฉ?
Noi qui invece cerchiamo di capire perchรฉ cambiano e perchรฉ potrebbero succedere determinati eventi atmosferici. Non vogliamo illudere certo nessuno.
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Il fascino ancestrale della neve
Oggi abbiamo parlato della neve. Del fatto che la neve รจ un evento atmosferico atteso tutti gli anni da grandi e piccini. Esercita una sorta di fascino ancestrale innato, qualcosa che ci portiamo dentro dai tempi delle caverne.
Da sempre questo fenomeno รจ stato riportato, ad esempio, nelle tele di pittori famosi โ pensate ai paesaggi fiamminghi o agli impressionisti โ perchรฉ la neve cambia la scenografia del mondo.
Oltre ai rumori, che vengono ovattati e assorbiti dal manto bianco, la neve riporta tutto verso una sorta di immagine fantasiosa. Lโatmosfera cambia sapore, la luce riflette in modo diverso. Tutto sommato รจ una novitร , soprattutto nei paesi a clima temperato e soprattutto laddove ormai la neve รจ divenuta solo fenomeno ben piรน che occasionale. Pochi decenni fa, invece, era ricorrente durante la stagione invernale in cittร come Milano, Torino o Bologna.
Ora la aspettiamo come un evento raro, un regalo del cielo che forse, se gli indici si allineeranno e il Vortice Polare deciderร di fare i capricci giusti, potremo rivedere. In fondo, lโinverno รจ appena iniziato. E la natura ha sempre lโultima parola, a dispetto dei supercomputer.
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Credits: Dati e proiezioni su indici climatici a cura di NOAA e ECMWF. Analisi storiche supportate da archivi NCEP/NCAR Reanalysis.






