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Temporali in arrivo: i giorni da segnare e le Regioni nel mirino

Una perturbazione atlantica porterà piogge diffuse e temporali sul nord Italia tra l'11 e il 12 Maggio, con nevicate fresche sull'arco alpino fino a quote comprese tra i 1.800 e i 2.200 metri. Il modello matematico europeo ECMWF delinea un Maggio dinamico e instabile, con una breve finestra di miglioramento a metà mese prima del ritorno di nuovi impulsi perturbati sul Mediterraneo.

Andrea Meloni di Andrea Meloni
10 Mag 2026 - 17:48
in A La notizia del giorno, A Scelta dalla Redazione, Meteo News
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Rischio temporali in Italia e la neve sulle Alpi

(METEOGIORNALE.IT) Ciò che emerge dalle elaborazioni del modello matematico europeo ECMWF per la prima metà di Maggio 2026 è un quadro tutt’altro che tranquillo sull’Italia. Il flusso atlantico, rimasto a lungo imbrigliato su latitudini settentrionali, tende adesso a scendere verso il Mediterraneo, portando con sé una sequenza di sistemi perturbati capaci di interessare, con intensità variabile, buona parte della penisola. Non siamo, attenzione, davanti a uno scenario catastrofico. Ma il cambio di marcia rispetto ai giorni scorsi è evidente e merita qualche approfondimento.

 

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Al suolo, un’area di bassa pressione si consoliderà tra il Golfo del Leone e il Mar Ligure nelle prossime ore. In quota, a 850 hPa, il contrasto termico tra il comparto nord-africano, dove le temperature si mantengono su valori eccezionalmente elevati rispetto alla norma stagionale, e il settore alpino-padano, sensibilmente più fresco, fungerà da vero e proprio motore energetico per le precipitazioni previste. È esattamente questo gradiente che alimenterà i fenomeni più intensi, specie sui settori settentrionali.

 

11 e 12 maggio: temporali e maltempo al Nord

Diciamolo subito: le giornate di Lunedì 11 e Martedì 12 Maggio si annunciano come le più attive dell’intera prima parte del mese, almeno stando alle indicazioni del modello matematico europeo ECMWF. Il fronte perturbato, scivolando rapidamente da ovest verso est, raggiungerà dapprima i settori occidentali del nord Italia, la Liguria e il Piemonte, per poi estendersi alla Lombardia, al Trentino-Alto Adige, al Veneto e al Friuli-Venezia Giulia nelle ore successive.

 

Le piogge saranno diffuse e, in certi frangenti, persistenti. Le aree più esposte si concentreranno lungo il versante meridionale dell’arco alpino e nell’alta Pianura Padana, dove i cumuli di precipitazione nelle 24 ore potranno facilmente superare i 20 millimetri, con punte localmente più elevate sulle Prealpi e sui rilievi del Piemonte orientale. In effetti, la fascia pedemontana tra Varese, Como e Lecco si conferma, come spesso accade con questi flussi, tra le aree più esposte. Così come le Prealpi Giulie e il settore collinare del Friuli.

Non mancheranno episodi a carattere temporalesco. Il modello matematico europeo ECMWF li segnala con chiarezza come nuclei convettivi isolati posizionati tra la Pianura Padana centrale e il pedemonte alpino. Questi temporali potranno risultare anche intensi, con grandine di piccole dimensioni e colpi di vento non esclusi nelle ore pomeridiane, soprattutto nelle zone di convergenza tra l’aria fredda in quota e quella più mite presente al suolo nei settori meridionali della Val Padana. Un tipo di configurazione, insomma, che gli appassionati di meteorologia conoscono bene e che in passato ha già regalato sorprese poco gradite.

 

Il Centro Italia non resterà del tutto immune. Sulla Toscana e sul Lazio settentrionale sono attesi rovesci sparsi, specie nelle aree interne e lungo i crinali dell’Appennino Tosco-Emiliano, dove i fenomeni potranno assumere carattere di breve temporale nelle ore pomeridiane. L’Adriatico centrale, invece, riceverà precipitazioni più moderate e intermittenti, con le Marche e l’Abruzzo costiero ai margini del sistema.

Il Sud Italia e le isole maggiori resteranno in gran parte al riparo. La presenza di un’anomalia termica positiva molto marcata a 850 hPa sul basso Mediterraneo e sulla Sicilia contribuirà a contenere l’avanzata del fronte verso latitudini meridionali. Qualche pioggia sparsa potrà interessare la Calabria tirrenica e la Campania meridionale, ma si tratterà di fenomeni contenuti, di breve durata, senza particolari criticità.

 

Le nevicate alpine: dove e a che quota

Uno degli aspetti più interessanti della situazione prevista dal modello matematico europeo ECMWF riguarda le nevicate sull’arco alpino. Il calo termico in quota, associato al passaggio del fronte tra l’11 e il 12 Maggio, farà scendere la quota neve fino a valori compresi tra i 1.800 e i 2.200 metri sul livello del mare. Quote del tutto nella norma per il mese di Maggio, certo, ma non per questo prive di interesse.

Sui settori alpini centro-orientali, in particolare sulle Alpi Retiche, le Alpi Orobie e le Alpi Carniche, le nevicate potranno risultare abbondanti, con accumuli stimati di 20-40 centimetri oltre i 2.000 metri. Anche le Alpi Graie e le Alpi Pennine, sul versante piemontese e valdostano, saranno interessate, sebbene in misura leggermente inferiore a causa di una maggiore ventilazione da ovest che tende a disperderle prima che si consolidino. Le Dolomiti e le Alpi Giulie, invece, rappresentano probabilmente il settore dove gli accumuli più consistenti risulteranno concentrati, grazie all’esposizione particolarmente favorevole ai flussi umidi di origine atlantica.

 

Per i ghiacciai alpini e i comprensori d’alta quota, si tratterà di un apporto idrico prezioso. Non certo risolutivo rispetto alle carenze strutturali accumulate negli ultimi anni, ma comunque significativo. Tutto sommato, una nevicata di Maggio su ghiacciai già in sofferenza non è mai una cattiva notizia.

 

Tra il 13 e il 15 maggio, breve miglioramento mite

Passata la perturbazione principale, il modello matematico ECMWF prospetta per il periodo compreso tra Giovedì 13 e Sabato 15 Maggio una progressiva attenuazione dei fenomeni su gran parte dell’Italia. Un promontorio di alta pressione in quota tenderà a espandersi verso il Mediterraneo centro-occidentale, garantendo condizioni via via più stabili sul nord e sul centro della penisola.

 

Non si tratterà di una fase anticiclonica pienamente consolidata. Qualche residuo di instabilità potrà ancora interessare il nord-est e le regioni adriatiche nelle prime ore di Giovedì 13, prima che le schiarite prendano progressivamente il sopravvento. Le temperature risaliranno verso valori vicini alle medie stagionali, con massime che al suolo torneranno a superare i 20°C sulle pianure del nord e i 22-24°C al centro-sud. Le regioni meridionali, in questo frangente, torneranno a godere di condizioni soleggiate e piacevoli, con un clima quasi estivo sulle coste.

 

Dal 16 maggio in poi: instabilità a intermittenza

A partire da Domenica 16 Maggio e nei giorni successivi, il modello matematico europeo ECMWF segnala il ritorno di una circolazione più vivace, con nuovi impulsi di aria fresca atlantica che potrebbero raggiungere il Mediterraneo. Le perturbazioni previste in questa seconda fase saranno probabilmente meno organizzate rispetto a quella dell’inizio settimana, ma ugualmente capaci di generare rovesci e temporali sparsi, soprattutto al nord e lungo il versante tirrenico del Centro Italia.

Il periodo compreso tra il 18 e il 22 Maggio appare ancora incerto nelle proiezioni del modello matematico europeo ECMWF, a causa dell’elevata variabilità tipica delle previsioni oltre i sette giorni. La tendenza, tuttavia, suggerisce un’alternanza tra fasi perturbate e brevi rimonte in quota, senza che si affermi una dominanza netta né in senso anticiclonico né in senso perturbato. Un Maggio vivace, insomma, lontano dagli scenari di siccità che avevano caratterizzato lo stesso periodo negli anni più recenti.

 

Da tenere d’occhio, infine, il comportamento dell’anomalia termica positiva che persiste sul Nord Africa e sul basso Mediterraneo. In alcuni momenti della seconda parte del mese, quel serbatoio di calore potrebbe favorire risalite di aria calda verso il Mediterraneo centrale, alimentando episodi di instabilità intensa, con temporali di calore particolarmente violenti tra le coste tirreniche e i settori appenninici del Centro-Sud. Il modello matematico europeo ECMWF non esclude questa eventualità nelle proiezioni a più lungo termine.

  (METEOGIORNALE.IT)

Crediti e fonti internazionali

  • European Centre for Medium-Range Weather Forecasts (ECMWF) — modello matematico HRES, proiezioni operative per il Mediterraneo
  • World Meteorological Organization (WMO) — quadri sinottici e bollettini climatici stagionali per l’Europa
  • Copernicus Climate Change Service (C3S) — anomalie termiche ERA5 e analisi delle tendenze stagionali
  • NOAA National Centers for Environmental Prediction — modelli globali di riferimento e dati di supporto per la circolazione atlantica
  • NASA Earth Observatory — monitoraggio satellitare dei sistemi nuvolosi e dei fronti atlantici
  • American Meteorological Society (AMS) — Bulletin — studi sulla variabilità del flusso atlantico e impatti sul Mediterraneo
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Andrea Meloni

Andrea Meloni

Sono il fondatore, editore e responsabile di questo portale, nonché di numerosi altri siti dedicati alla meteorologia. La mia avventura nel mondo digitale è iniziata nel 1995, quando pubblicai i primi articoli meteorologici in lingua italiana sui portali dell’epoca e su siti web amatoriali. Dopo aver sfiorato l’ingresso all’Accademia Aeronautica, ho intrapreso un percorso formativo alternativo che mi ha permesso di costruire una solida competenza in meteorologia. Tale preparazione, avviata con il corso per controllore di volo, si è consolidata attraverso lo studio indipendente di oltre 500 testi specialistici in meteorologia, climatologia e fisica dell’atmosfera. Coltivo inoltre una profonda passione per le lingue straniere — inglese, francese, spagnolo e portoghese — che continuo a studiare con costanza, anche in relazione alle mie attività professionali internazionali. Ho fondato il primo giornale meteorologico online italiano, recensito alla fine degli anni Novanta da La Repubblica e da altre testate nazionali. Nel corso degli anni ho creato società editoriali e imprese specializzate nella fornitura di servizi meteorologici per realtà di rilievo, curando previsioni e analisi per gruppi editoriali e aziende di primo piano come RCS – Corriere della Sera, Libero Quotidiano, ENI Italgas, Siemens e molte altre. Mi sono occupato anche della gestione contrattuale e della realizzazione dei siti web per i clienti, sviluppando — attraverso la mia agenzia web — le sezioni meteo dei principali quotidiani italiani. Tra le prime esperienze innovative figurano la creazione di servizi di informazione meteo via SMS per compagnie come TIM ed Eutelia, e una linea telefonica dedicata alle previsioni con un meteorologo in diretta. Le mie competenze hanno raggiunto una dimensione internazionale, con la fornitura di dati e previsioni a società in Australia, Sud America, Stati Uniti e in diversi Paesi europei. Attualmente gestisco il flusso informativo meteorologico per aziende editoriali e per operatori del settore energetico. Sono stato inoltre il primo al mondo a ideare i “Report Grandine” per l’Italia, l’Europa e il resto del mondo. Negli ultimi anni ho ampliato i miei interessi professionali, dedicandomi anche ai servizi per il turismo, allo sviluppo software e alle strategie avanzate di SEO e SEM per imprese di diversi settori. Parallelamente, ho approfondito e applicato le potenzialità dell’intelligenza artificiale avanzata, campo nel quale opero oggi come consulente e imprenditore. Sono attualmente CEO di diverse aziende, impegnate nell’innovazione digitale e nella diffusione della conoscenza meteorologica su scala globale.

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