Nella nostra indagine sull’andamento stagionale e sul tentativo di cogliere la prima fase fredda della stagione sull’Italia, ci affidiamo, naturalmente, a quelli che sono gli aggiornamenti periodici degli indici tele-connettivi.
Dal dato ensemble dei modelli a medio lungo decorso, in particolare dall’ultimo emesso dal centro di calcolo ECMWF, si evince un prosieguo di Novembre, più o meno fino al 20 del mese circa, senza azioni fredde. Ancora una volta l’evoluzione media propone tutt’altri scenari che freddi, va detto, tuttavia, con scarsa incidenza dell’alta pressione.
Questa avrebbe una fase di maggiore efficacia sull’Italia, proprio da queste ore e per qualche giorno a venire, fino a venerdì 7 circa, poi l’alta pressione potrebbe andare in crisi e probabilmente anche per molti giorni successivi.
Le linee bariche prevalenti evincibili dal dato “Ensemble”, suggerirebbero, a partire dal fine settimana prossimo e con buona probabilità per tutta la settimana successiva, ma anche per buona parte della seconda decade del mese, un susseguirsi di impulsi instabili a matrice atlantica, con piogge ricorrenti sull’Italia, un po’ più discontinue fino al 10 sulle regioni settentrionali, invece più continue, a partire dal fine settimana prossimo, sul Centro Sud Italia.
Per il corso della seconda decade, poi, le piogge si farebbero più continue anche sulle regioni settentrionali. Tutto questo, a causa di una predisposizione delle correnti a circolazione umida zonale, ossia a prevalente flusso instabile atlantico.
Le proiezioni dell’indice AO, infatti, che monitora lo stato del Vortice Polare Troposferico, sono per persistente negatività, quindi con Vortice propenso a influenzare le basse latitudini; anche l‘indice NAO, monitorante la differenza di pressione tra le medie e alte latitudini atlantiche, da positivo è visto crollare in negativo a iniziare proprio dal prossimo weekend e poi di più verso metà mese;
infine, il PNA, l’indice monitorante la differenza di pressione alle varie latitudini sul Pacifico centro settentrionale, anch’esso da positivo visto scendere verso neutralità e poi moderata negatività.
Questo ultimo indice, mutante da positivo a neutro-negativo, darebbe una connotazione di tipo umida atlantica all’azione perturbata; se le proiezioni fossero state per continuazione di una sua posizione positiva, invece, l’azione instabile attesa, tenendo presente il dato degli altri due indici, AO- e NAO-, avrebbe potuto essere di tipo più meridiano e più freddo.
Dunque, la proiezione d’insieme di questi indici, mediamente estesa fino a tutta la seconda decade, suggerirebbe, appunto, un quadro circolatorio di tipo atlantico medio-basso e non freddo, con ricorrenti cavi instabili oceanici in affondo, attraverso la Penisola Iberica, verso il Mediterraneo centrale e tempo spesso instabile e piovoso sull’Italia; sarebbe, poi, il dato deterministico a stabilire dove di volta in volta più piovoso.
Nessuna azione fredda, pertanto, in prospettiva, almeno fino al 20 novembre, benché l’andamento termico possa presentare, specie in coincidenza con la fase instabile più vicina, ossia quella dall’8 e verso il 10/12 novembre, un quadro anche fresco, per possibili collocazione sui mari bassi italiani dei minimi depressionari e, quindi, con richiamo di correnti più fresche continentali, tuttavia non certo freddo, con valori termici, semmai, in media.
A seguire, poi, ci sarebberomaggiori speranze di freddo, magari dalla terza decade di Novembre? Per una indagine minimamente più efficace sul più lungo termine, prendiamo in considerazione un altro indice stagionale, il cosiddetto “Zonal Wind Index”, l’indice che monitora la forza del flusso zonale in sede stratosferica.
Stando alla sua proiezione ultima, sempre su base del modello europeo ECMWF rappresentata nell’immagine interna, l’indice è visto in progressiva e anche cospicua crescita proprio nei giorni prossimi fino a metà mese almeno, poi con velocità in calo, ma comunque sopra i 20 m/s, un po’ per tutta la seconda decade.
Questo dato confermerebbe una buona performance prossima del flusso zonale e, verosimilmente, per 15 giorni almeno. Dallo stesso grafico, però, è bene evincibile come le velocità zonali vadano via via precipitando sul finire del mese con, poi, diversi picchi abbondantemente negativi per il corso della prima settimana o decade di dicembre.
Ebbene, stando alle proiezioni generali e soprattutto a quelle indicate dal tendenziale “Index Zona Wind”, una fase in cui la circolazione potrebbe assumere una connotazione più “meridiana” e, dunque, con maggiore probabilità di irruzione fredda, potrebbe andare proprio dagli ultimi giorni di novembre verso la prima settimana o anche decade di dicembre.
Questo, al momento, sarebbe lo STEP temporale più vocato a possibili prime irruzioni di aria fredda verso l’Italia, ma con la consapevolezza che fase più vocata non vuole dire certezza. Continueremo a monitorare l’evoluzione proposta dagli indici stagionali con aggiornamenti periodici. Su elaborazione dati del Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio-Lungo Raggio (ECMWF).
