
Alta pressione sulle Isole Britanniche: un blocco anomalo che stravolge l’autunno europeo
(METEOGIORNALE.IT) Non è affatto salutare per l’autunno la presenza di un’area di alta pressione sulle Isole Britanniche, che funge da vero e proprio blocco alle correnti oceaniche. Questa configurazione, destinata a persistere ancora per un po’ di tempo, si sposterà successivamente verso l’Europa, impedendo il transito delle perturbazioni atlantiche nel medio termine. Si tratta di una situazione atmosferica anomala, insolita soprattutto all’inizio di ottobre.
Del resto, questo ottobre ha già mostrato un andamento meteorologico fuori dagli schemi, con episodi del tutto eccezionali: basti pensare alla recente irruzione d’aria fredda proveniente dalla Russia, che ha interessato parzialmente l’Italia e in maniera più decisa i Balcani, dove si sono registrate ondate di freddo e persino nevicate a quote piuttosto basse.
Attualmente, è presente una Dana (Depressione Isolata in Alta Quota) sulla Spagna orientale, destinata però a influenzare anche Sardegna, Sicilia, Calabria e parte del Sud Italia. Una situazione di blocco, causata dalla persistenza di regimi di alta pressione sul continente europeo, che interesseranno soprattutto le regioni centro-settentrionali della Penisola. Ma qual è la causa e quali sono le conseguenze di un anticiclone sulle Isole Britanniche? Cerchiamo di analizzare con attenzione il quadro meteorologico.
Un anticiclone potente tra le Isole Britanniche e l’Europa centro-occidentale
Una poderosa struttura anticiclonica si consolida tra le Isole Britanniche e l’Europa centro-occidentale, mentre una vasta area di bassa pressione si approfondisce sulla Scandinavia, estendendosi verso l’Europa orientale. È una configurazione che ricorda da vicino quelle tipiche dell’inverno, quando l’atmosfera comincia a delineare le prime dinamiche fredde stagionali.
Le più recenti analisi sinottiche evidenziano chiaramente un blocco anticiclonico sull’Atlantico settentrionale, con pressioni prossime ai 1035 hPa tra Regno Unito e Mare del Nord, mentre una saccatura fredda si allunga lungo il margine orientale dell’anticiclone fino a lambire i Balcani.
Europa divisa tra alta pressione e aria artica
Dalle immagini satellitari emerge un esteso campo di alta pressione centrato tra Irlanda e Regno Unito, con valori superiori ai 1030 hPa, che si estende verso ovest fino all’Islanda e verso sud fino alla Francia e al nord della Spagna. Lungo il bordo orientale di questa cupola d’aria stabile, le correnti si dispongono da nord o nord-est, alimentando un afflusso d’aria fredda e secca diretta verso l’Europa centro-orientale.
La bassa pressione sulla Scandinavia, con un minimo intorno ai 1005 hPa, funge da calamita per le masse d’aria gelida in discesa dal Mare di Barents e dalla Penisola di Kola, che si spingono verso sud, coinvolgendo Paesi Baltici, Polonia, Bielorussia e Ucraina. A 500 hPa (circa 5500 metri di quota) le temperature scendono fino a -25 °C, un valore notevolmente basso per ottobre, segnale di un nucleo freddo insolitamente marcato per il periodo.
Sul fronte opposto, verso l’Atlantico, le carte meteorologiche indicano una bassa pressione secondaria al largo dell’Irlanda, tuttavia schermata dal robusto anticiclone britannico, che agisce come una vera e propria barriera atmosferica: da un lato blocca le perturbazioni atlantiche, dall’altro incanala l’aria fredda lungo il proprio margine orientale, diretta verso il cuore del continente europeo.
Effetti sull’Italia: venti settentrionali e temperature in calo
Per l’Italia, questa configurazione si traduce per la settimana che inizia in un raffreddamento progressivo a partire dal Nord, con venti di bora e tramontana in intensificazione, soprattutto tra Alpi, Adriatico e Centro-Sud. Le regioni settentrionali, parzialmente protette dalla barriera alpina, sperimenteranno cieli sereni e clima secco, ma con temperature minime in netto calo, specie nelle vallate e nelle pianure interne.
Sul versante adriatico e lungo l’Appennino, l’arrivo dell’aria fredda in quota potrà generare nuvolosità irregolare e qualche rovescio locale, più probabile su Marche, Abruzzo e Molise. Le temperature massime caleranno ovunque, con valori non superiori a 16-18 °C al Nord e 20-22 °C al Sud, un contesto pienamente ottobrino ma con tratti tardo autunnali nelle aree interne del Centro Italia.
Nel Sud Italia e sulle Isole Maggiori, arriverà la bassa pressione ispanica, con un annesso acuto peggioramento del tempo.
Avremo un’ottobrata “rovesciata”
La situazione prevista appare quasi paradossale: il classico anticiclone delle ottobrate romane, che solitamente garantisce sole e caldo anomalo sull’Italia, si troverà questa volta troppo a nord-ovest, lasciando spazio all’ingresso di correnti fredde. È quella che molti meteorologi definiscono una “ottobrata rovesciata”, dove il bel tempo rimane confinato sulle Isole Britanniche, mentre la Penisola Italiana sperimenta un clima più rigido e instabile.
Nei prossimi giorni, l’evoluzione del blocco anticiclonico sarà determinante: se la struttura resterà stabile, continuerà a spingere aria fredda verso sud-est, mantenendo l’Italia sotto correnti settentrionali. Un assetto che, pur non essendo ancora invernale, potrebbe anticipare le prime vere sensazioni di fresco stagionale.
Credits
Questo articolo è stato realizzato consultando e analizzando dati e informazioni provenienti dalle seguenti fonti scientifiche e istituzionali autorevoli:
- European Centre for Medium-Range Weather Forecasts (ECMWF) – Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine
- Met Office UK – Servizio meteorologico nazionale britannico per previsioni e analisi su alta pressione e blocchi atmosferici
- AEMET – Agencia Estatal de Meteorología – Agenzia meteorologica statale spagnola per monitoraggio DANA e fenomeni mediterranei
- NOAA – National Oceanic and Atmospheric Administration – Amministrazione nazionale oceanica e atmosferica degli Stati Uniti per modelli GFS e analisi climatiche
- WMO – World Meteorological Organization – Organizzazione meteorologica mondiale per standard e cooperazione internazionale
- Climate Prediction Center – NOAA – Centro di previsione climatica per outlook stagionali e ENSO
- Copernicus Climate Change Service (C3S) – Servizio europeo per il cambiamento climatico e monitoraggio atmosferico


