(METEOGIORNALE.IT) Tra SABATO 4 e LUNEDÌ 6 OTTOBRE 2025, il Friuli Venezia Giulia e il Veneto orientale si troveranno al centro di una fase meteorologica molto dinamica, con il possibile arrivo di precipitazioni intense e persistenti. I principali modelli matematici di previsione – ICON-EU, ECMWF, UKMO, ICON-D2, Super HD, Swiss HD 4×4 e GFS – mostrano differenze significative nei quantitativi previsti, pur concordando sull’evidenza di un peggioramento marcato.
Confronto tra i modelli a scala europea
Il modello ICON-EU, gestito dal Deutscher Wetterdienst (DWD), è tra i più aggressivi nelle stime: indica accumuli molto elevati, con punte superiori ai 100 mm nella fascia costiera compresa tra Monfalcone, Gorizia e Trieste. Questa visione suggerisce un episodio piovoso esteso e intenso, favorito da correnti umide di scirocco che risalirebbero l’Adriatico.
Il modello ECMWF, sviluppato dal Centro Europeo per le Previsioni a Medio Termine, offre una visione più contenuta, pur confermando l’interessamento marcato dell’area orientale del Friuli Venezia Giulia. Secondo questa elaborazione, le precipitazioni cumulate raggiungerebbero valori prossimi ai 70 mm tra Gorizia e Monfalcone, diminuendo gradualmente verso Udine e il Pordenonese. ECMWF dunque mostra un quadro meno estremo, ma comunque di maltempo diffuso.
Il modello UKMO, del Met Office britannico, si colloca a metà strada tra i due precedenti: prevede accumuli nell’ordine dei 90–100 mm sulla fascia costiera e pedemontana friulana, con valori via via inferiori verso ovest, in direzione del Veneto orientale. Anche in questo caso l’area più esposta risulta quella compresa tra Trieste e la pianura di Udine, dove l’orografia locale tende a esaltare i fenomeni.
Le simulazioni ad alta risoluzione
Passando ai modelli a più alta definizione, le differenze diventano ancora più marcate. Il ICON-D2, che opera su scala regionale, accentua notevolmente i contrasti e mostra valori particolarmente elevati, fino a 170 mm in alcune zone del Goriziano e dell’Isontino. È una proiezione che evidenzia la possibilità di rovesci molto intensi, localizzati e persistenti, tipici delle configurazioni autunnali quando masse d’aria calda e umida interagiscono con correnti più fredde in quota.
Il Super HD, modello elaborato da Meteologix con tecnologia Uvensys, presenta invece una stima più moderata. Le precipitazioni massime si attestano attorno ai 100 mm, con distribuzione simile a quella prevista da ECMWF: più abbondanti lungo la fascia orientale e più deboli sul settore occidentale, in particolare tra Pordenone, San Donà di Piave e Portogruaro.
Simile al Super HD, il Swiss HD 4×4, sviluppato su base MeteoSvizzera, mostra un quadro di piogge diffuse ma meno estreme rispetto a ICON-D2, con valori massimi di circa 110 mm tra Monfalcone e Gorizia. Anche in questo caso si evidenzia una netta diminuzione verso ovest, dove le cumulate restano inferiori ai 20 mm.
La visione del modello americano GFS
Il GFS, modello del National Weather Service statunitense, conferma la presenza di precipitazioni abbondanti ma con una distribuzione differente. Secondo questa simulazione, il massimo dei fenomeni si concentrerebbe più a sud-ovest, tra Portogruaro, Caorle e la costa veneta, con accumuli di circa 80–85 mm. Sul Friuli orientale, invece, le piogge risultano meno intense rispetto a quanto indicano ICON o UKMO, suggerendo un possibile spostamento del centro d’azione verso l’alto Adriatico.
Sintesi e confronto complessivo
Tutti i modelli concordano sull’arrivo di un fronte perturbato di rilievo, ma differiscono per estensione e intensità delle piogge. Le soluzioni ICON-D2 e ICON-EU rappresentano gli scenari più estremi, con precipitazioni superiori ai 100 mm e rischio di locali accumuli eccezionali sul Goriziano. UKMO e Swiss HD mantengono valori comunque alti, ma con un quadro più bilanciato. ECMWF, Super HD e GFS appaiono più cauti, pur evidenziando un peggioramento diffuso e significativo.
Nel complesso, il Friuli Venezia Giulia risulta la regione più esposta, in particolare l’area compresa tra Monfalcone, Gorizia e Trieste, dove l’interazione tra l’umidità marina e i rilievi prealpini potrebbe intensificare le precipitazioni. Il Veneto orientale, specie tra Caorle e San Donà di Piave, sembra invece interessato da piogge più discontinue e meno abbondanti, ma comunque significative.
Le prossime corse modellistiche chiariranno quale scenario prevarrà, ma il segnale comune di piogge abbondanti è ormai consolidato, segno di un autunno che nel Nord-Est italiano entra nel vivo con forza e dinamismo.
Credits
- European Centre for Medium-Range Weather Forecasts (ECMWF)
- Deutscher Wetterdienst (DWD)
- Met Office
- NOAA National Weather Service
- International Journal of Climatology
- Journal of Applied Meteorology and Climatology
- Nature – Scientific Reports
- Frontiers in Climate
- Science Magazine
- Geophysical Research Letters

