La conferma che l’Autunno è ormai arrivato la offre la Pianura Padana, dove nelle ore notturne e al primo mattino compaiono foschie via via più dense. In realtà, la situazione meteo non dipende solo da foschia e nebbia: su quest’area densamente popolata d’Italia grava anche l’inquinamento atmosferico, che si concentra sempre di più a causa della scarsa, quando non nulla, ventilazione. Con l’aria stagnante, lo smog si diffonde in modo capillare e i rilevamenti delle varie stazioni lo confermano.

Lo smog risulta decisamente più marcato sul settore occidentale e nei pressi delle maggiori aree urbane. L’inquinamento è notevole su tutta la pianura lombarda, e anche la pianura emiliana, in particolare da Parma in poi, non è in buona salute. Ne risente pure una fascia che non ha legami diretti con la Pianura Padana: la costa ligure. Un vento di nord-est trasporta infatti verso Genova e fino a Finale Ligure parte dell’inquinamento padano; qui i valori sono elevati. I picchi massimi sembrano collocarsi in Lomellina, mentre calano sulle alte pianure: restano comunque molto alti, ma diventano più accettabili nelle vallate alpine, in Valtellina e lungo la Valle d’Aosta.
Purtroppo l’inquinamento atmosferico è un problema serio e, nonostante i notevoli sforzi degli ultimi anni, la Pianura Padana continua a figurare tra le aree più inquinate d’Europa. Una curiosità: sulle pianure friulane l’inquinamento è basso o scarso, anche grazie a una ventilazione spesso decisiva; qui la qualità dell’aria si mantiene su livelli discreti. Un po’ in tutta Europa si osservano sacche di inquinamento legate alla forte alta pressione, ma non si raggiungono i livelli italiani. In Francia gli indici sono più contenuti, anche nella regione di Parigi; più elevati tra Bruxelles, Colonia e Düsseldorf. Nel centro-sud dell’Inghilterra l’inquinamento è presente, ma con valori inferiori rispetto, ad esempio, a quelli di Milano, Torino e Verona; più simili a quelli di Venezia e Bologna.
I valori che si registrano su Sardegna e Sicilia derivano spesso dalle polveri sottili trasportate dal Deserto del Sahara. Se si osservano le mappe sulle regioni desertiche, quasi disabitate, compaiono dati altissimi, perfino allarmanti: non è inquinamento da scarichi o di origine industriale, ma polvere in sospensione. Queste raggiungono anche le Isole Canarie, dove i livelli restano in genere accettabili in assenza della Calima. Le isole più frequentemente interessate dalle polveri del Sahara sono quelle di Capo Verde, investite da correnti provenienti dal Sahara occidentale, in Marocco: polveri sottili che restano sospese ma che, a tratti, raggiungono anche il suolo. Le polveri sahariane arrivano persino ai Caraibi e vengono trasportate fin negli Stati Uniti d’America, in particolare nel Golfo del Messico.
Tornando alla situazione italiana, c’è poco da fare nell’immediato: questo inquinamento deriva certamente dalle attività umane, ma è favorito anche dall’elevata densità di popolazione in queste aree. Ogni gesto — perfino il semplice camminare — solleva le polveri depositate sull’asfalto. Per cambiare davvero servirebbero il ritorno delle piogge e una ventilazione più incisiva, ma sul settore nord-occidentale italiano questo non appare vicino: l’alta pressione è destinata a permanere sulla zona, con scarsa ventilazione. Inoltre, a partire dal 15 Ottobre, in molte località della pianura — ovunque nel cuore della Padana — scatterà l’accensione dei termosifoni, con ulteriore emissione di sostanze inquinanti e sensibile incremento dell’inquinamento. Al momento, dunque, non si intravede un miglioramento: anzi, prevale la prospettiva di un peggioramento.
Credits:
- European Space Agency – Air pollution fluctuations over the Po Valley
- European Commission Joint Research Centre – Air Pollution and Emission Reductions over the Po-Valley
- Copernicus Atmosphere Monitoring Service – Saharan Dust Transport
- MDPI Atmosphere – Regional Scale Impact of the COVID-19 Lockdown on Air Quality
- Journal of Geophysical Research – Predominant transport paths of Saharan dust over the Mediterranean
- Atmospheric Chemistry and Physics – Sharp increase in Saharan dust intrusions over the western Euro-Mediterranean
- EUMETSAT – Dust transport from the Sahara to the Mediterranean