(METEOGIORNALE.IT) Questo inizio d’autunno lo esprimo con un pensiero che mi viene spontaneo. Da un lato mi piace, perché ricorda condizioni atmosferiche più vicine alla media; dall’altro mi spaventa, perché osservo un raffreddamento molto rapido delle regioni settentrionali europee. Abbiamo avuto un’irruzione di aria fredda proveniente dalla Russia, che ha solo sfiorato l’Italia, mentre il freddo vero e proprio ha raggiunto la penisola balcanica. Tuttavia, anche da noi le temperature sono scese sensibilmente e il caldo è praticamente sospeso.
Siamo però appena all’inizio di ottobre, in una fase in cui il cambiamento climatico ha sempre più voce in capitolo. Tema che ormai è diventato politica, ma al momento ciò che mi interessa discutere, ma voglio sottolineare quanto sarà forte differenza di temperatura tra il nord Europa e il sud. Nei prossimi giorni le regioni mediterranee, in particolare la penisola iberica, saranno interessate da masse d’aria calda, mentre la Scandinavia, parte della Russia e tratti dell’Europa centrale vedranno incursioni di aria fredda. E parlo di freddo vero e proprio, perché si discutono valori alla quota di 850 hPa anche inferiori a 0 °C.
Nel frattempo l’Atlantico appare vivace, con numerose perturbazioni e profondissime aree di bassa pressione per il periodo. Queste ultime le vediamo da mesi, addirittura già da prima di Ferragosto, quando le Isole Britanniche furono investite dal famoso uragano Erin, poi divenuto ex ciclone tropicale, che aprì uno squarcio nell’estate.
Da allora abbiamo assistito a una maggiore intensità delle correnti oceaniche, che con frequenza eccessiva hanno interessato anche le regioni italiane, non solo il Nord Italia ma anche il Sud. Eppure, se osserviamo le medie mensili, le temperature restano comunque elevate: il mese di agosto è sembrato più fresco e il mese di luglio più gradevole, ma i dati ufficiali delle stazioni meteorologiche hanno registrato valori più alti rispetto alla media.
Poi c’è la questione della banchisa polare al polo nord, che ha toccato minimi storici: segnale evidente che le temperature globali continuano ad aumentare. Dal mondo arrivano notizie di continue ondate di calore, ma anche di un fenomeno anomalo al polo sud, dove uno Stratwarming ha compromesso il Vortice Polare, generando caos nella loro primavera.
Il nostro autunno, invece, sembra precoce, e questo non mi piace affatto. Quasi ogni annata che abbiamo avuto una stagione autunnale troppo anticipata, l’inverno si è poi rivelato mite. Da un lato, un inverno mite può essere positivo perché riduce i consumi energetici; dall’altro, però, genera anomalie climatiche: deficit di piogge in alcune zone, eccessi in altre, oppure improvvise e storiche nevicate.
Chi nega il Riscaldamento Globale sosterrà nel caso che non esiste perché nevicato: ma non è di certo sufficiente un singolo evento record per conclamare quello che da anni definisce la scienza. La realtà è diversa e complessa.
Ho quindi notevoli perplessità su questo autunno. Temo l’espansione dell’alta pressione africana, che potrebbe determinare un autunno secco, come accaduto spesso in passato, complice anche l’intervento delle alte pressioni europee. Proprio queste ultime hanno favorito la recente ondata di freddo in Europa, grazie a un anticiclone formatosi sulla Scandinavia: un evento anomalo per il periodo. Con l’avanzare della stagione, le condizioni invernali dovrebbero comparire con maggiore frequenza, rendendo gli anticicloni più potenti e persistenti.
Ma attenzione: gli anticicloni europei possono unirsi a quello russo-siberiano, favorendo un raffreddamento estremo delle sterminate pianure a est degli Urali. Questo può generare ondate di freddo siberiano anche senza uno Stratwarming, come avveniva in passato, quando raffreddava il clima italiano e soprattutto la pianura padana, dove il cosiddetto cuscinetto freddo padano creava le condizioni ideali per le grandi nevicate. Fenomeno ormai quasi scomparso da oltre un decennio.
Il quadro è un vero caos climatico: difficile tracciare una linea di tendenza. A volte le condizioni sembrano vicine alla media, altre volte emergono anomalie estreme, fino al cosiddetto non inverno: assenza di precipitazioni, mancanza di neve sulle Alpi e sull’Appennino, deficit di piogge su Sicilia e Sardegna, che in inverno dovrebbero registrare il picco massimo di precipitazioni.
Spesso questa situazione è causata dall’espansione dell’anticiclone delle Azzorre, che dovrebbe caratterizzare l’estate, ma che in inverno si sposta sull’Europa, unendosi agli altri anticicloni e ostacolando le perturbazioni atlantiche. Un fenomeno ormai ricorrente, tanto da essere studiato con attenzione dai centri meteo europei, soprattutto in Spagna e Portogallo, dove le precipitazioni medie si sono ridotte del 30-40%. Anche in Italia si osserva un calo delle piogge e della nevosità alpina, con nevicate abbondanti solo in poche annate. Le nevicate appenniniche sono ormai una rarità.
Tutto questo sconquasso è dovuto a masse d’aria e pressioni che si presentano in momenti insoliti. È l’effetto dei cambiamenti climatici, che interagiscono con le naturali fluttuazioni del clima, modulando continuamente il nostro tempo atmosferico. Le previsioni stagionali ci offrono solo tendenze a bassa affidabilità: talvolta azzeccate, spesso no.
Quest’anno, la novità è un autunno precoce con basse pressioni profondissime in Atlantico, dai minimi davvero incredibili. In questo caos temo che l’inverno 2025-2026 possa essere nuovamente cancellato. Sarebbe un disastro, perché abbiamo bisogno di tanta neve sulle Alpi per le Olimpiadi invernali, dove l’Italia sarà protagonista a livello mondiale.
Speriamo che la neve arrivi, speriamo che l’inverno si presenti. Nel frattempo, però, ci attenderanno ancora sprazzi di estate in questo autunno.
Credit
- NOAA Arctic Vision and Strategy – National Oceanic and Atmospheric Administration Arctic Research Program
- Climate Change: Arctic sea ice summer minimum – NOAA Climate.gov
- Sea Ice Today – National Snow and Ice Data Center
- Arctic Sea Ice Reaches Annual Low – NASA Earth Observatory
- 2025 Winter maximum sea ice extent in Arctic smallest on record – NOAA Climate.gov
- Predicting the Future of Arctic Ice – NOAA National Centers for Environmental Information
- Enhanced stratosphere-troposphere and tropics-Arctic couplings in the 2023/24 winter – Nature Communications Earth & Environment
- The Sudden Stratospheric Warming Events in the Antarctic in 2024 – Geophysical Research Letters
- Two major sudden stratospheric warmings during winter 2023/2024 – Weather Journal
- ECMWF Strategy 2025-2034 – European Centre for Medium-Range Weather Forecasts
- WMO State of the Global Climate 2024 – World Meteorological Organization

