
(METEOGIORNALE.IT) Se fino ad alcuni run fa si vedeva un’onda gelida intensa, adesso i modelli meteo ridimensionano tutto. Parliamo un attimo del Vortice Polare. Questa imponente configurazione meteorologica si sviluppa prevalentemente a quote elevate, trovandosi per lo più nella stratosfera, ben oltre la troposfera, la regione dove si verificano i fenomeni meteorologici più comuni.
Esso si presenta come un esteso sistema di Bassa Pressione che si sviluppa attorno al Polo Nord. La sua principale funzione, quando si mantiene stabile, è quella di confinare le masse d’aria gelida nelle regioni artiche, impedendone la diffusione verso latitudini inferiori. Questo meccanismo ha trovato una chiara manifestazione anche nell’Inverno attuale.
Le fasi di indebolimento
Nonostante la sua azione di contenimento del freddo, il Vortice Polare non si mantiene sempre in condizioni stabili. Può attraversare momenti di indebolimento in seguito a molteplici fattori atmosferici. Uno degli eventi più rilevanti che possono alterarne la struttura è il riscaldamento improvviso della stratosfera, conosciuto come Stratwarming. Questo fenomeno, contraddistinto da un rapido incremento delle temperature in quota, altera significativamente l’equilibrio atmosferico e può provocare la disgregazione del Vortice Polare, con conseguenze climatiche percepibili a grande distanza dalle regioni polari.
Le conseguenze della frammentazione
Nel momento in cui il Vortice Polare si trova in uno stato di forte instabilità, può subire una deformazione marcata, fino a dividersi in più sezioni. Questo fenomeno, denominato Split del Vortice Polare, determina la frammentazione della massa d’aria fredda in almeno due porzioni distinte, favorendo così la discesa di correnti d’aria gelida verso latitudini più basse. In tale scenario, ondate di freddo intenso possono spingersi fino all’Europa, dando origine a episodi di Gelo Siberiano capaci di raggiungere anche il bacino del Mediterraneo.
Stratwarming
L’attuale situazione meteorologica presenta numerosi elementi di incertezza, poiché la direzione che assumerà il nucleo di aria gelida dipenderà da una combinazione di fattori, tra cui l’intensità dello Stratwarming e l’assetto delle correnti occidentali. Se il fenomeno dello Split del Vortice Polare dovesse risultare particolarmente accentuato, si potrebbe assistere a un’estesa ondata di Gelo Siberiano, con potenziali ripercussioni su buona parte dell’Europa centrale, orientale e, in alcuni casi, anche su alcune zone dell’Italia.
Quali potrebbero essere le conseguenze per l’Italia?
Nonostante le attuali proiezioni meteorologiche suggeriscano un sicuro abbassamento delle temperature, permane ancora un certo grado di incertezza. Alcuni modelli climatici indicano che il nucleo di aria gelida potrebbe dirigersi principalmente verso est, sfiorandoci appena.
Altri scenari ipotizzano una possibile estensione dell’aria fredda anche verso l’Italia, con condizioni simili a quelle sperimentate nel Febbraio 2018, quando città come Roma e Napoli furono imbiancate dalla neve, mentre la Pianura Padana sperimentò temperature rigidissime nei primi giorni di Marzo. Il tutto a partire da Martedì 18, anche se nei giorni successivi è probabile che ritorni il flusso atlantico.
Un abbassamento termico diffuso
Non si può escludere completamente l’ipotesi che si verifichi un nuovo evento meteorologico simile a quello del 2018. Se il Vortice Polare dovesse attraversare una fase di intensa crisi con un ulteriore Split, l’interazione con il Gelo Siberiano potrebbe determinare condizioni di freddo estremo su un’ampia porzione del continente europeo e, con buona probabilità, anche su molte regioni italiane. Al momento, risulta complicato stabilire con certezza quali aree verranno maggiormente colpite, ma sembra sempre più plausibile uno scenario caratterizzato da temperature al di sotto della media stagionale.
Primavera? Ma no…!
Considerando la complessità dell’attuale quadro atmosferico, è essenziale continuare a seguire attentamente l’evoluzione meteorologica. Anche variazioni minime nella fase conclusiva del processo potrebbero influenzare in maniera determinante la distribuzione geografica degli effetti del freddo. Alla luce di quanto esposto nell’articolo vi diciamo questo. All’orizzonte non si scorgono segnali di Alta Pressione né di mitezza fuori scala e le condizioni meteo primaverili le vedremo…col cannocchiale! (METEOGIORNALE.IT)
