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Freddo sull’Italia: le date. Le prime grandi nevicate sulle Alpi

Ad oggi non abbiamo avuto nevicate rilevanti sulle Alpi durante la stagione estiva, anche se vi abbiamo mostrato molto spesso quando si

Ad oggi non abbiamo avuto nevicate rilevanti sulle Alpi durante la stagione estiva, anche se vi abbiamo mostrato molto spesso quando si verificavano precipitazioni nevose in alta quota, attorno ai 3000 m di altitudine.

Ora, questi fenomeni quasi non fanno più notizia se non a livello giornalistico, perché dal punto di vista meteorologico è del tutto normale che ci siano nevicate a quelle quote. Anzi, in diverse annate abbiamo assistito a improvvisi episodi nevosi anche a 2000 m di quota, e talvolta persino a un po’ meno, sempre sulle Alpi. Si è trattato tuttavia di fenomeni isolati, poiché l’inverno resta ancora molto lontano.

Però, se dovessero sopraggiungere correnti fredde da nord, la neve sotto i 2000 m può cadere eccome: molti eventi del passato ce lo ricordano. Quest’anno, però, la neve sulle Alpi al di sotto dei 3000 metri sembra latitare e le previsioni meteo, almeno sino al 20 settembre circa, sembrano confermare questa linea di tendenza.

Per certi versi appare negativo che non avvenga, ma per altri potrebbe persino risultare positivo, perché ogni anno sulla fascia alpina si registrano periodi piuttosto turbolenti: se le nevicate arrivano in modo estremamente precoce, si rischia poi un periodo siccitoso proprio nel cuore della stagione invernale; se invece si manifestano un po’ più tardi, abbiamo notato inverni che tendono a essere più nevosi anche a dicembre, nel pieno del periodo natalizio e oltre.

Quindi, da un punto di vista statistico, avere nevicate tardive sull’arco alpino non è necessariamente un fatto negativo, perché potrebbe anticipare una situazione più favorevole in pieno inverno, quando la neve è fondamentale per le stazioni sciistiche, affinché possano sviluppare le loro attività.

Bisogna inoltre ricordare che il prossimo inverno ospiterà le Olimpiadi della neve proprio sulle nostre Alpi, e la neve sarà indispensabile, tanta e soprattutto naturale, non artificiale. Pertanto, conoscere se avremo una buona nevosità nella stagione invernale 2025-26 è quest’anno molto importante, proprio in vista delle Olimpiadi della neve, un evento sportivo a cui si lavora da tempo e che necessita dell’elemento primario chiamato neve.

Tra non molto cominceranno a circolare previsioni più precise, non tanto in Italia, quanto dall’estero, dove esistono siti web e centri meteo specializzati proprio nelle proiezioni delle nevicate; vedremo cosa prospetteranno. Tuttavia, dalla mia modesta esperienza, ho notato che fare previsioni a lunghissimo termine sulle nevicate nelle Alpi non garantisce un’affidabilità soddisfacente: dobbiamo sempre affidarci ai modelli matematici di previsione, gli unici in grado di offrire proiezioni con una buona attendibilità, pur con tutte le variabili che in passato ci hanno spesso riservato sorprese, sia con eccessive nevicate, sia con fenomeni meno rilevanti del previsto.

Perciò, detto questo, sapere se quest’inverno avremo abbondanti nevicate sulle Alpi sarà fondamentale, perché l’Italia, con le Alpi, sarà sotto gli occhi del mondo intero, degli sportivi e degli osservatori che seguiranno questa manifestazione di importanza mondiale. Le proiezioni stagionali indicano che il fenomeno La Niña potrebbe influenzare significativamente l’inverno 2025-2026, creando condizioni più favorevoli per nevicate abbondanti sull’arco alpino.

Insomma, della neve sulle Alpi continueremo a parlare, perché non mi sembra affatto un argomento trascurabile, soprattutto considerando l’importanza che avrà per il successo delle manifestazioni olimpiche e per l’economia del turismo montano.

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