(METEOGIORNALE.IT) Ebbene sì, estate 2025 è destinata a finire, ovviamente. Abbiamo parlato più volte del fatto che la stagione estiva tende a durare in media tra i quattro e i cinque mesi all’anno, estendendosi molto spesso su una parte dell’autunno più che della primavera, la quale invece riporta sovente tardivi episodi di freddo.
Che l’autunno sia ormai imminente appare soprattutto nelle regioni settentrionali italiane, dove si sono manifestate precipitazioni con maggiore frequenza; negli ultimi tempi, però, le piogge hanno interessato con particolare intensità anche la Toscana, soprattutto quella costiera.
Ovunque, tuttavia, rimangono ancora temperature abbastanza miti: addirittura al Centro e al Sud Italia si fatica a scendere sotto i 20 °C durante la notte, persino in presenza di temporali. Le temperature diminuiscono invece al Nord Italia, quantomeno questo appare evidente in questi giorni; non solo, le previsioni meteo prospettano valori che tendono a calmare il grande caldo nelle regioni settentrionali, dove difficilmente nell’arco delle prossime due settimane si toccheranno i 30 °C, se non in qualche area dell’Emilia-Romagna.
Tuttavia, definire l’autunno iniziato solo perché non si raggiungono i 30 °C non è corretto, anche perché questo valore è già di per sé piuttosto elevato e rappresenterebbe quella temperatura ideale che ci sarebbe dovuta essere durante l’estate in buona parte delle città italiane come massimo, e che invece è stata sovente superata in modo sensibile.
Più che altro, quindi, avremo la percezione della stagione estiva che va verso la fine, considerato l’aumento della temperatura media in Italia; su questo faremo ben presto una curiosa analisi che, sotto certi aspetti, ha dello sconcertante.
La stagione estiva volge sicuramente al termine: tra circa due settimane arriverà anche l’autunno astronomico e a quel punto avremo giornate con una durata inferiore rispetto alle notti, che diventeranno sempre più lunghe. Ma per definire che, dal punto di vista meteorologico, l’estate sia finita servono ben altre condizioni, ossia un repentino cambiamento del tempo e l’arrivo di aria fredda da nord che porti le temperature almeno in linea con le medie stagionali.
Al momento siamo ancora al 10 settembre e molto spesso in questo periodo, soprattutto nelle regioni centrali e meridionali, persistono condizioni che ricordano l’estate, seppure con tonalità più attenuate. Tuttavia, verso l’estremo Sud Italia si possono avere ancora condizioni di caldo anche piuttosto pesante, causato anche dall’elevato tasso di umidità rilasciato dalle acque del Mar Mediterraneo, che però quest’anno sono decisamente meno calde rispetto al 2024.
Un aspetto per nulla trascurabile, sebbene queste temperature stiano fornendo energia ai sistemi temporaleschi che si sviluppano in mare e che poi si spostano sulla terraferma, causando maltempo di eccezionale intensità con poderosi nubifragi.
Nelle ultime 24 ore alcune località hanno registrato oltre 180 mm di pioggia. Non è però solo il mare ad alimentare i fenomeni: alcune località del Veneto hanno ricevuto precipitazioni superiori ai 100 mm nell’arco di 24 ore, non derivanti dal mare, mentre in Lombardia in una sola notte si sono superati i 120 mm in diverse aree, soprattutto a causa dei violenti temporali.
Eppure, non è tutta questa pioggia caduta sul Nord Italia, sino alla Sardegna, al Lazio e poi alle Marche, a decretare la fine dell’estate.
A questo punto osserveremo le previsioni meteo per capire che cosa accadrà: transitata quest’area perturbata – che è più che altro una massa d’aria instabile – si avrà un deciso miglioramento delle condizioni e un nuovo aumento delle temperature su scala nazionale.
Un buon tepore, sino al caldo, che non sarà causato da un flusso d’aria calda che precede una perturbazione, come nel caso odierno: infatti, oggi in Sicilia e generalmente al Sud Italia si stanno registrando valori piuttosto elevati, con punte oltre i 30 °C in molte località. Ma una volta transitata la attuale perturbazione o area di instabilità, ci sarà un miglioramento con il ristabilirsi dell’alta pressione, alla quale poi gradualmente, ma non in tempi brevissimi, si sommerà un flusso caldo dall’Africa che farà salire sensibilmente i termometri.
Ecco che allora molte regioni del Centro e del Sud Italia, oltre a Sardegna e Sicilia, registreranno nuovamente massime sopra i 30 °C, con picchi fino a 35 °C in alcune aree. Questa previsione è valida per circa due settimane, ed anche se sarà probabilmente interrotta dal transito di qualche sistema instabile o perturbato che il flusso oceanico continuerà a spingere verso sud-est, l’autunno non inizierà.
Va detto che non è possibile stabilire con precisione nel meteo del lungo termine il passaggio di perturbazioni o le aree instabili; possiamo soltanto delineare la possibilità sommaria, in linee generali, di nuovi eventi di disturbo al bel tempo, che rientrano comunque nel clima tipico di settembre, seppur anche questo mese del 2025 presenterà temperature generalmente superiori alla media.
Il fatto che si registrino valori sopra media è ormai diventato una sorta di normalità, uno status generato dal cambiamento climatico che in questa lunghissima fase stiamo vivendo.
E quindi, la fine della stagione estiva e l’inizio dell’autunno saranno sanciti dal primo flusso di aria fredda che, secondo i modelli matematici, non arriverà prima di due settimane: dunque, almeno fino al 25 settembre l’autunno non giungerà.
Ma attenzione: man mano che passano i giorni e ci si avvicina al mese di ottobre, il freddo potrebbe arrivare improvviso e irruento con un’irruzione da nord, e tutto dipenderà dal disporsi delle correnti atmosferiche.
Nel frattempo, il Centro-Nord Europa si sta raffreddando sensibilmente: basta osservare, ad esempio, quanto accaduto in Francia del Nord, dove domenica si sono registrati 32 °C in pieno giorno, mentre stamattina, dopo il passaggio della perturbazione, a stento si raggiungevano i 10 °C.
L’aria fredda, quindi, può farsi strada molto rapidamente e interrompere il meteo estivo. Tuttavia, il vero autunno stabile lo vedremo probabilmente a ottobre inoltrato e soprattutto a novembre; ovviamente nelle regioni settentrionali arriverà prima, mentre al Centro e al Sud qualche settimana più avanti. Via via che ci si sposta verso il meridione, resisterà ancora la calura di questa tardiva stagione estiva, che però ormai volge al termine.
Credit: l’articolo è stato redatto analizzando i dati dei modelli matematici ECMWF e Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE (METEOGIORNALE.IT)

